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Enogastronomie italo globali

Credits image: Daryna Kossar.

Come avrete capito, l’opera di food art qui sopra, realizzata da Daryna Kossar, sintetizza il cibo e l’icona di Instagram, il social network dedicato alla condivisione di immagini.

E il cibo ha certamente una forte componente visuale, che si unisce ad altri sensi (gusto, tatto, olfatto).

Nel caso dell’Italia, peraltro, sono note la qualità e la varietà delle produzioni enogastronomiche.

Ad esempio, Grezzo Raw Chocolate (pasticceria, cioccolateria e gelateria crudista, con sede a Roma, via Urbana, 130) ha recentemente presentato una primizia internazionale: l’uovo di Pasqua fatto con cioccolato crudo proveniente dall’Ecuador. Come spiega Nicola Salvi, general manager di Grezzo Raw Chocolate: “Questo prodotto è realizzato con cioccolato crudo e zucchero di cocco, e siamo orgogliosi di averlo realizzato in Italia. Abbiamo voluto ribaltare l’idea che ciò che sia dolce faccia male alla salute, e insieme alla chef Vito Cortese siamo riusciti a preparare dolci buoni e sani, in grado di nutrire e di essere amici della salute. Fare stare meglio dopo aver mangiato un dolce significa ampliare il concetto di benessere, cercando anche di andare incontro alle esigenze di chi ha particolari intolleranze o patologie. Il nostro motto è: cambiamo il mondo, una pralina alla volta!“.

Il mondo della gastronomia è diventato davvero trasversale, e ormai intercetta aspetti culturali, scientifici, economici, mediatici.

Mi torna in mente, in questo momento, il film The Ramen Girl (Usa-Giappone 2008, regia di Robert Allan Ackerman), in cui Brittany Murphy (1977 – 2009) interpretava una studentessa americana a Tokyo (Abby) rimasta sola nella capitale giapponese, che aveva trovato rifugio nel bistrot del burbero chef Maezumi (interpretato da Toshiyuki Nishida). Dopo un inizio difficile, il rapporto tra i due migliora ed Abby impara a cucinare il cibo giapponese del ramen, scegliendo e mescolando gli ingredienti con il cervello e con il cuore, e imparando qualcosa in più su se stessa.

In tal senso, il cibo italiano è un insieme di pratiche, di estetiche e di gusti che non è secondo a nessuno nel mondo.

Lo sanno bene anche gli italiani all’estero, come ad esempio Corrado Accardi e Luca Magnani, co-fondatori di Pizza Rossa a Londra.

Senza dimenticare le startups nell’area del food&beverage sostenute dalla società di venture capital i2i – Italians to Italians (guidata da Matteo Cerri a Londra).

Nel caso delle aziende italiane del food & beverage, ce ne sono poi alcune quotate in Borsa (ad esempio Massimo Zanetti Beverage Group, l’azienda che produce il noto caffè Segafredo, sbarcata a giugno 2015 alla Borsa Italiana) ed altre non presenti sul listino azionario (come la Ferrero, azienda piemontese specializzata in gastronomia industriale di qualità).

Oltre ai prodotti enogastronomici, anche il settore della ristorazione vive cambiamenti, come documentato nel libro Innovare nella ristorazione. Storie e protagonisti per le vie di Milano di Alessandro Coltro e Jessica Malfatto, Historica edizioni 2015.

E dopo tanto cibo, scriviamo ora anche di vino.

Recentemente, è stata realizzata la prima pubblicazione sui vini della Cina scritta da una donna cinese – Shen XiuHui – laureata in Enologia e Viticoltura in Italia (all’Università di Udine). Si tratta dell’e-book Il vino in Cina. Caratteristiche della produzione interna e prospettive per gli importatori stranieri, pubblicato dal Centro Studi Assaggiatori, nel quale vengono delineati gli aspetti antropologici, tecnologici ed economici del vino, con una prospettiva sia cinese sia italiana.

Per chi ama il caffè, venerdì 8 aprile 2016 a Milano, ore 9,30, via Agnello, 12, nella sede di Nctm Studio Legale Associato, si svolgerà l’incontro “L’espresso italiano verso nuove conquiste, sotto il segno della qualità. Il caffè espresso italiano tra scienza e marketing” organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, nel quale professionisti e ricercatori si confronteranno sul futuro del caffè. La partecipazione è gratuita ma è necessario registrarsi, preferibilmente entro il 25 marzo 2016, a questo link.

Ci sono poi alcune persone che si occupano di enogastronomia italo globale da diverse prospettive.

Rosanna Chella è una trentenne italiana che si occupa di marketing del vino, e lavora ormai da qualche anno a New York.

Meri Mura è una ambasciatrice dello stile di vita Bella Vita, viaggia spesso all’estero, si occupa di comunicazione e pubbliche relazioni, ed è anche una food&wine blogger: il suo sito personale è qui.

Sigrid Verbert, invece, è belga di nascita, italiana d’adozione e da alcuni anni vive a New York. Ama fotografare e in Rete è diventata nota per il suo blog a tema gastronomico Cavoletto di Bruxelles.

In Sicilia, a Vittoria (Ragusa), si trova l’azienda agricola di Arianna Occhipinti, dove si produce un vino… umano (smile).

Le enogastronomie italo globali possono riservare sorprese gustose (smile).