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Il futuro del lavoro, fra tecnologie, commercio, persone

Parlare di futuro del lavoro significa parlare soprattutto di come sarà la società del futuro.

L’argomento è davvero molto ampio. Ad oggi, lo scenario globale vede la presenza di tre grandi questioni: l’automazione/robotica nei processi produttivi, la necessità di un reddito dignitoso, una versione più sostenibile e più contemporanea del capitalismo.

L’Italia, come spesso accade, sconta una serie di ritardi e contraddizioni sui grandi temi del futuro.

Fra le discussioni su questi temi, ci sono anche un paio di incontri in arrivo, e un paio di libri.

Il primo è il convegno Se cresce l’e-commerce, cresce tutta l’Italia. Idee e opportunità per lo sviluppo del digitale Made in Italy, a Roma, alla Camera dei Deputati, piazza di Monte Citorio 1, in sala Aldo Moro, giovedì 18 maggio 2017, ore 14,30 – 19. Tra i relatori: Alessandro Micheli, responsabile nazionale Confcommercio Giovani, Damiano Petri, responsabile nazionale digitale Confartigianato, Stefania Milo, responsabile nazionale CNA giovani, Andrea Casalini, Eataly.net, Stefano Firpo, Direttore generale Ministero Sviluppo Economico, Roberto Liscia, Presidente Netcomm. Per partecipare, è obbligatorio registrarsi qui.

Il secondo è ancora un convegno in sede parlamentare, dal titolo Wwworkers Camp 2017. Worktrends, la via italiana al futuro del lavoro, in programma giovedì 8 giugno 2017 a Roma, nella sala della Regina della Camera dei Deputati, ore 14 – 19, piazza di Monte Citorio 1. Si tratta della terza edizione in sede parlamentare di Wwworkers Camp: l’osservatorio ideato da Giampaolo Colletti per monitorare l’evoluzione degli italiani che lavorano tramite il web, soprattutto nei settori dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura e della piccola imprenditoria. Fra gli speakers: Marco Gay (Confindustria), Antonio Perdichizzi (Italia Startup), Giorgio Metta (Istituto Italiano Tecnologia), Luigi Bobba (Sottosegretario al Ministero del Lavoro). Programma completo e registrazione obbligatoria: qui.

Entrambi questi convegni sono promossi dall’Intergruppo Parlamentare sull’Innovazione Tecnologica.

Per chi volesse fare letture di approfondimento su questi temi, sono stati recentemente pubblicati due libri che affrontano il rapporto tra futuro, economia e società.

Martin Ford, imprenditore nel settore del software a Silicon Valley, ha firmato il libro Il Futuro del Lavoro. Accelerazione tecnologica e macchine intelligenti. Come prepararsi alla rivoluzione economica in arrivo, pubblicato in Italia nelle scorse settimane dalla casa editrice Il Saggiatore. Ford lavora da molti anni nel mondo delle tecnologie, e secondo lui il progresso tecnico è la causa principale di fenomeni contemporanei come la recessione economica, l’indebitamento crescente, la stagnazione dei salari, la disoccupazione, la disparità dei redditi. A suo avviso, soltanto riprogettando il sistema economico e lo Stato sociale si potranno cogliere le opportunità del futuro.

D’altra parte, che il futuro non sia più quello di una volta, è ormai chiaro.

Lo hanno capito bene, tra gli altri, Joi Ito e Jeff Howe, co-autori del libro Al passo col futuro. Come sopravvivere all’imprevedibile accelerazione del mondo, Egea – Università Bocconi editore, 2017. Ito è imprenditore, venture capitalist, attivista sociale, direttore del M.I.T. Media Lab (il laboratorio interdisciplinare di ricerca e progettazione del M.I.T. di Boston). Howe è docente di Giornalismo alla Northeastern University (USA), redattore di Wired, e nel 2006 ha coniato il termine crowdsourcing. In questo libro, Ito e Howe sostengono che gli effetti combinati della diffusione di Internet e della legge di Moore (secondo cui la velocità dell’innovazione accelera esponenzialmente) ci pongono di fronte a un mondo che non siamo più in grado di capire. Secondo i due autori, simili periodi storici di cambiamento hanno sempre avuto vincitori e vinti, e il futuro si svolgerà con un sistema operativo nuovo: è una sorta di “aggiornamento”, da affrontare con una curva di apprendimento ripida. La logica di un futuro più veloce supera, a loro avviso, la saggezza del passato: è necessario cominciare a pensare in modo diverso, con un nuovo paradigma cognitivo.

Il dibattito su questi temi è più che mai aperto, anche per quanto riguarda le competenze necessarie per il mondo del lavoro del futuro.