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Ponti fra Italia e Stati Uniti, nell’edizione 2018 del Premio “PAIR – Prize for American Italian Relations”

Nell’immagine: un momento della cerimonia del Premio PAIR – Prize for American Italian Relations 2018. Da sinistra: Dante Ferretti, scenografo; Jonathan Bober, direttore del dipartimento “Old Master Prints” della National Gallery of Arts di Washington; Michele Carbone, direttore del reparto di Oncologia Toracica del Cancer Center della University of Hawaii; Francesca Lo Schiavo, scenografa; Nicola Piovani, pianista, compositore e direttore d’orchestra; Jhumpa Lahiri, scrittrice; Gianni De Gennaro, presidente Centro Studi Americani, presidente Gruppo Leonardo; Paolo Nespoli, astronauta italiano; Mario Alì, presidente Accademia di Belle Arti di Roma. Roma, Centro Studi Americani, 13 dicembre 2018.

Costruire ponti tra Italia e Stati Uniti: ecco l’obiettivo del Premio PAIR – Prize for American Italian Relations.

Si tratta del Premio annuale istituito nel 2016 dal Centro Studi Americani – Center for American Studies per dare un riconoscimento a persone che si siano distinte nel creare un legame fra Italia e Stati Uniti.

Ieri sera, nella bella sede del Centro Studi Americani a Roma, si è svolto l’evento di premiazione dell’edizione 2018 del Premio. La cerimonia è stata organizzata dal Centro Studi Americani e dall’Accademia di Belle Arti di Roma, in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia.

Alla presenza di Kelly Degnan, Vice Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, e di Gianni De Gennaro, presidente del Centro Studi Americani, ha avuto luogo la premiazione.

La serata è stata presentata da Benedetta Rinaldi, giornalista e conduttrice televisiva, attualmente co-conduttrice del programma televisivo Uno Mattina su Rai 1.

Ad allietare l’evento, anche l’esibizione canora della soprano italo-cinese Hong Mei Nie, accompagnata al pianoforte dalla pianista Maria Teresa Conti.

L’artista Alessandra Porfidia ha realizzato le opere d’arte che sono state consegnate ai premiati. In particolare, le opere sono consistite in una scultura in acciaio inox, trattata con diverse sfumature di luce, lucida e satinata in superficie. Visivamente, tale opera rappresenta una simbolica stretta di mano tra i due Paesi, tramite forme dinamiche che accolgono il vuoto come apertura all’Altro e come fulcro di energia.

Il Comitato d’Onore del Premio, presieduto da Gianni Letta e coordinato da Mario Alì, ha stabilito di assegnare l’edizione 2018 del Premio PAIR a:

Jhumpa Lahiri: scrittrice, già Premio Pulitzer per la narrativa, nella categoria Scienze Umane, Sociali, Letterarie ed Economiche.

Jonathan Bober: direttore del dipartimento “Old Master Prints” della National Gallery of Arts di Washington, nella categoria Arte e Cultura.

Michele Carbone: direttore del reparto di Oncologia Toracica del Cancer Center della University of Hawaii, nella categoria Scienza e Tecnologia.

Inoltre, il Comitato d’Onore ha deciso di attribuire un riconoscimento speciale a:

Anita Bevacqua McBride: Executive-in-Residence al Center for Congressional and Presidential Studies in the School of Public Affairs presso la American University di Washington.

Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti: scenografi, già vincitori di Premi Oscar.

Paolo Nespoli: astronauta.

Nicola Piovani: pianista, compositore e direttore d’orchestra, già vincitore di Premio Oscar.

Tutti i premiati sono stati presenti alla premiazione, ad eccezione di Anita Bevacqua McBride, trattenuta negli Stati Uniti da motivi personali, che comunque ha inviato un video messaggio.

Le persone premiate e menzionate lavorano in campi diversi, e ascoltandoli è stato possibile notare alcune parti di un quadro molto ampio.

Juhmpa Lahiri, nata a Londra e cresciuta negli Stati Uniti, ha scelto di vivere in Italia e ha ricordato la capacità di accoglienza che l’Italia ha avuto verso di lei.

Jonathan Bober, parlando in un ottimo italiano, ha descritto il suo amore per l’arte italiana del Cinquecento e del Seicento.

Michele Carbone – che è anche Console Onorario dell’Italia alle Isole Hawaii – ha spiegato: «Negli Stati Uniti, ci sono molti scienziati italiani di grande valore, che meritano un riconoscimento. Da diversi anni, nell’interscambio scientifico tra Italia e Stati Uniti, sono gli Stati Uniti a guadagnarci di più, perché ricevono dall’Italia persone dotate di ottime competenze scientifiche ed intellettuali, che poi producono risultati importanti in campo scientifico negli Stati Uniti. E quando queste persone vorrebbero rientrare in Italia, trovano difficoltà a rientrare nel Paese dove hanno ricevuto una buona formazione di base».

Importanti anche le parole dell’astronauta Paolo Nespoli: «Per realizzare il mio sogno di andare nello Spazio, dovevo conoscere bene la lingua inglese e studiare Ingegneria Aerospaziale. E così sono andato a studiare Ingegneria Aerospaziale a New York, cogliendo due piccioni con una fava. È stato un percorso lungo: sono andato nello Spazio, per la prima volta, quando avevo 50 anni. Soprattutto ai giovani, dico di sognare in grande e di darsi da fare per realizzare i propri sogni».