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Alla ricerca di business italo globali in fase di crescita

Sempre più interessante il panorama per gli imprenditori/startuppers italiani che abbiano intenzione di espandere l’attività aziendale al di fuori dell’Italia.

In questi giorni, a Milano, sta iniziando ad operare Milano Investment Partners Sgr: un fondo d’investimento che si prefigge di raccogliere 100 milioni di euro, da investire in startup italiane della moda, del design, della gastronomia e dello sport, con una attenzione specifica alle realtà più vicine all’innovazione. A dicembre 2017, la Banca d’Italia ha dato il via libera alle attività di questo fondo.

La famiglia Moratti – storica famiglia milanese, attiva nei mondi dell’industria, della finanza e dello sport – sarà anchor investor, sottoscrivendo il 10 per cento della raccolta totale, con un impegno finanziario di circa 10 milioni di euro.

Milano Investment Partners Sgr supporterà le imprese/startup anche sul piano della crescita internazionale. In tempi recenti, la famiglia Moratti ha investito nella panetteria italiana Princi, che ha esteso le proprie attività negli Stati Uniti (a Seattle) e in Cina (a Shanghai).

Il fondo punta ad attività imprenditoriali con un fatturato tra i 3 e i 15 milioni di euro, con l’obiettivo di acquisire minoranze qualificate. In Italia, si stima che siano circa mille le aziende con le caratteristiche ricercate da Milano Investment Partners, e una ventina sarebbero già sotto osservazione da parte di questo fondo d’investimento.

Attualmente, il fondo è in fase di raccolta presso investitori privati e istituzionali.

Si tratta, dunque, di investimenti di venture capital più “maturi”, ossia di investimenti in realtà che hanno già una storia di crescita (anche se recente).

E gli Stati Uniti continuano ad essere un Paese attrattivo per chi cerca la crescita.

«Ma non si tratta – dichiara Lucio Miranda, Presidente di ExportUSA (sedi a Rimini e a New York) – solo di una questione economica. L’indice di ottimismo delle piccole e medie imprese è ai livelli massimi da 34 anni. L’indicatore, che rappresenta la visione dell’economia e delle prospettive di fare affari da parte degli imprenditori americani, ha toccato il livello record di 105. In questo scenario, quindi, appare chiaro che gli Stati Uniti, oggi ancora più di prima, rappresentino il mercato ideale per le aziende italiane, soprattutto nei settori che ci vedono, da sempre, protagonisti: gastronomia e bevande, arredamento e design. I numeri confermano il trend positivo: +6% i consumi di vino italiano, +4,3% le vendite della ristorazione, con il 22% di americani che dichiara di preferire la cucina italiana su tutte. In America, le vendite per l’arredamento continuano a crescere, specialmente quelle per il salotto e la camera da letto, grazie a clienti che investono di più in design e in qualità, caratteristiche che contraddistinguono i prodotti italiani. La riforma fiscale promossa da Trump ha rivoluzionato il sistema fiscale americano».