In Italia, da diversi anni si parla del cosiddetto “inverno demografico”, ovvero del numero insufficiente di nascite.
Nel 2025, sono nate soltanto 383.000 persone in Italia.
Già da qualche tempo, si dibatte sulle conseguenze sociali ed economiche di questo fenomeno.
I dati più recenti parlano di 6,4 milioni di italiani residenti all’estero. Negli ultimi vent’anni, oltre 1,7 milioni di italiani si sono iscritti all’AIRE, l’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero; nello stesso periodo i rimpatri sono stati la metà. Inoltre, almeno 25 mila nuovi italiani nascono ogni anno nel mondo: sono soprattutto figli di persone italiane recentemente espatriate.
Ma creare una famiglia all’estero è più facile rispetto al farlo in Italia?
La giornalista italiana Eleonora Voltolina, che è anche madre, vive dal 2020 in Svizzera assieme alla propria famiglia.
Voltolina prova a dare una risposta e a proporre spunti per il futuro con il suo libro Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, prefazione di Maria Chiara Prodi, postfazione di mons. Gian Carlo Perego, in uscita il 20 febbraio 2026 con la casa editrice Tau.
In questo libro, Eleonora Voltolina raccoglie le storie di numerosi genitori italiani all’estero: Erika, che si è lasciata alle spalle Torino per l’Australia, e racconta che il marito va a fare surf sull’oceano ogni mattina prima di andare in ufficio ma che soffre perché suo padre, non potendo prendere l’aereo, in dodici anni non è mai potuto andare a trovarla. Francesco, che dopo aver vissuto in mezzo mondo si è innamorato di una donna greca, e adesso vive a Londra con lei e con un figlio che a quattro anni parla già tre lingue. Giulia, che è partita con il suo compagno dall’Emilia Romagna, ha avuto il primo figlio in Danimarca e il secondo in Portogallo, e racconta le due esperienze molto diverse di approccio culturale alla maternità.
Le storie sono intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1200 genitori italiani residenti all’estero, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, che ogni anno pubblica il Rapporto Italiani nel Mondo.
Il libro offre una panoramica su come si crescono figli italiani lontano dall’Italia, toccando molti temi, come l’integrazione e la costruzione di identità “multinazionali”, il costo dei figli e il sostegno statale, l’importanza e la complessità di non dimenticare l’italiano, la diversità nei sistemi e nei calendari scolastici. Viene esplorato anche il rapporto con i nonni: perché la decisione di vivere all’estero ha anche un impatto sulle famiglie d’origine e rende più complessa la costruzione dei legami intergenerazionali.
Durante il lavoro di ricerca per il libro, Voltolina ha collaborato con la sociologa Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani del Mondo della Fondazione Migrantes. «Da tempo studiamo le famiglie italiane in mobilità, e desideravamo uno studio sistematico, una ricerca che le mettesse al centro della riflessione: sia quelle nate a seguito di una esperienza migratoria sia quelle che avviano progetti di mobilità. Analizzare l’Italia fuori dall’Italia dalla prospettiva della famiglia significa, oggi, per il nostro Paese, capire quanto il processo di mobilità nell’epoca della migrazione sia parte integrante della nostra storia e del nostro presente, delle nostre storie e dei nostri territori», afferma Licata.
«Quasi tutti gli italiani all’estero hanno voglia di interagire con l’Italia e creare vasi comunicanti, anche perché le loro vite sono letteralmente costruite sul confine. Molte volte è difficile. Ma a volte, qualche idea, qualche storia, qualche esperienza riesce a forare il muro di gomma. La speranza è che questo libro rappresenti una di quelle volte», commenta Eleonora Voltolina.