L’ultima lettera di Warren Buffett ai suoi azionisti, e i suoi insegnamenti senza tempo

Nell’immagine: Warren Buffett.

Come è noto nel mondo della finanza, il CEO della Berkshire Hathaway, Warren Buffett, ha condiviso nei giorni scorsi la sua ultima lettera ai suoi azionisti.

Buffett ha 95 anni e ha predisposto per tempo la propria uscita dalla gestione operativa della Berkshire Hathaway: l’azienda che ha gestito per molti anni assieme al suo socio e amico Charlie Munger (1924 – 2023).

Il nuovo CEO dell’azienda è Greg Abel, che Buffet definisce come a great manager, a tireless worker and an honest communicator (un ottimo manager, un lavoratore instancabile e un comunicatore onesto).

L’oracolo di Omaha (il soprannome di Buffett) continuerà a comunicare con un messaggio annuale diffuso alla fine di novembre in occasione del Giorno del Ringraziamento.

A partire dagli anni Sessanta del Novecento, Buffett ha costruito sia una azienda redditizia come la Berkshire Hathaway sia un enorme patrimonio personale, investendo su aziende che rispecchiavano i suoi criteri di valutazione finanziaria e le sue convinzioni su determinati tipi di business, con particolare attenzione ai settori: assicurazioni, finanza, industria, energia, commercio, manifattura, prodotti di largo consumo.

In Italia, Luca Lixi, classe 1985, ha fondato nel 2022 Plannix: società di consulenza finanziaria indipendente con sedi a Milano e a San Francisco.

Commentando le ultime riflessioni di Buffett, Lixi afferma: «È sorprendente come un uomo di 95 anni riesca ancora a scrivere con la lucidità di chi non sta chiudendo un capitolo ma ne sta lasciando uno aperto per gli altri. Il punto delle sue lettere non è mai dirti cosa succederà domani, ma di ricordarti sempre come comportarti. Per lui la liquidità non è un bunker emotivo, ma un ingranaggio operativo per far funzionare una macchina enorme. Le sue scelte personali non sono quelle di chi sta accumulando ricchezza, ma di chi sta pensando alla successione, alla continuità, alla responsabilità di lasciare un’eredità. Eppure, ciò che colpisce più di tutto, anche in questa ultima lettera, è il suo modo di guardare al futuro. Cauto, ma mai cinico. Prudente, ma mai fatalista. Buffett ha attraversato crisi, crolli, bolle e paure collettive più volte di quante la maggior parte di noi potrà vedere in una vita intera, e continua a dirci, con una semplicità che spiazza, che il mondo tende a riprendersi, a crescere, a funzionare meglio di quanto sembri nei momenti peggiori. È questo il punto che spesso dimentichiamo: l’atteggiamento conta più di ogni previsione e di ogni grafico».

Prosegue Lixi: «Leggere Buffett è utile, ma non si possono usare le decisioni di un uomo che opera con patrimonio e responsabilità fuori scala come indicazioni operative per decidere cosa fare con i risparmi che si stanno accumulando per la propria pensione. È come prendere le decisioni di chi è arrivato alla fine di un viaggio e usarle come mappa per chi sta appena partendo. La direzione può essere la stessa ma i passi da fare non lo sono affatto. La lezione vera è un’altra, ovvero non bisogna basare le proprie scelte sulla paura del momento ma sulla direzione che si vuole costruire nel tempo. Buffett sta per lasciare la scena, ma le sue lezioni restano».