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Tre domande a Loretta Napoleoni

Loretta NapoleoniLoretta Napoleoni è una economista italiana residente a Londra, esperta di economia internazionale.

Testo raccolto in occasione del Festival di Internazionale a Ferrara 2010. 

In questo momento (autunno 2010), le idee sulla crisi economica sembrano polarizzarsi attorno a due posizioni: una è quella che prevede un double dip, ovvero una seconda brusca discesa dei mercati internazionali, ed è la tesi sostenuta da Nouriel Roubini, uno dei pochissimi economisti ad aver previsto la crisi. L'altra è l'idea di una ripresa futura a ritmo lento, ed è il pensiero di Warren Buffett, il più noto investitore del mondo. Quali sono le sue riflessioni in merito? Propendo per la tesi di Roubini. Ma, in realtà, io direi che non siamo ancora usciti da questa recessione. Il dato più rilevante, a mio avviso, rimane quello sull'occupazione. Se le persone non lavorano, non possono consumare, e se non si consuma non si riparte. Warren Buffett è molto ottimista ma non sempre ha previsto in modo corretto il futuro. Un anno e mezzo fa, consigliava di acquistare azioni perché questa crisi non era poi molto seria. Invece si tratta di una crisi seria che investe questioni strutturali dell'economia: non abbiamo una distribuzione del reddito confacente ad una ripresa economica.

Finora, l'opinione pubblica americana come valuta l'operato economico dell'Amministrazione Obama? Negativamente. Ciò che viene 'imputato' ad Obama è di non avere realmente affrontato i problemi economici. Si è concentrato molto sulla riforma sanitaria, a discapito non tanto della riforma finanziaria quanto della ripresa economica. In questo momento negli Stati Uniti c'è la campagna elettorale per le elezioni di mid-term e la ripresa economica è tornata ad essere un argomento centrale. Con tutta probabilità, Obama perderà queste elezioni di mid-term proprio sull'economia. Immagino che il tipo di consiglieri che ha scelto non sia confacente ad un ripensamento dell'economia americana: si tratta principalmente di persone specializzate nel settore finanziario ed è un pessimo segno che numerosi membri di questo team stiano lasciando l'Amministrazione, e per Obama è un brutto segno anche in vista delle elezioni di mid-term del prossimo mese. Attualmente, in America si dice che Obama sia il "nuovo Carter": ovvero non verrà rieletto.

Come si può valutare il racconto che i media occidentali hanno fatto e fanno della crisi? Si poteva fare una analisi più critica e i media sono stati piuttosto carenti sul perché il sistema non funziona, sul perché le banche si sono comportate in un certo modo, sul perché c'è stata la crisi del credito.  L'opinione pubblica aveva il diritto di sapere ciò che stava succedendo veramente.