Nei cinema in Italia dal 26 febbraio 2026, e proiettato in anteprima nelle scorse settimane a Roma e Milano, il film Chopin. Notturno a Parigi è diretto da Michał Kwieciński, e interpretato, per la parte del protagonista, da Eryk Kulm.
Dopo oltre due anni di lavorazione, arriva nelle sale questa produzione che ha richiesto quattro mesi di riprese principali, 54 giorni di set, 260 attori, oltre 5.000 comparse e una troupe di oltre 600 persone, 300 veicoli d’epoca e centinaia di accessori tra guanti, borse, ombrelli, gioielli. Budget: 72 milioni di zloty polacchi, circa 17 milioni di euro, per una delle produzioni più costose della storia della cinematografia polacca. La sceneggiatura è stata scritta da Bartosz Janiszewski.
Le riprese si sono svolte in Francia (Bordeaux), in Spagna (Maiorca), in Polonia (Bassa Slesia), con un cast di attori francofoni, ispanofoni e polacchi.
Fryderyk Chopin ebbe una vita breve e intensa: nacque nel 1810 in Polonia e fin da giovanissimo manifestò un grande talento per la musica. Lasciò la Polonia nel 1830 e dopo un breve periodo a Vienna si stabilì a Parigi.
Nella capitale francese, divenne una vera e propria star: desiderato e acclamato nei salotti dell’alta società dell’epoca, le sue esibizioni al pianoforte erano un momento di pura arte.
Chopin amava i piaceri della vita e ne faceva esperienza in ogni occasione possibile.
Oltre ai denari che riceveva per le proprie prestazioni musicali, impartiva anche lezioni di composizione e pianoforte.
La sua esistenza venne però compromessa a causa della tubercolosi: malattia che all’epoca si tentava di curare con metodi piuttosto crudi.
Assieme ad Aurora Dudevant, scrittrice francese, nota con lo pseudonimo di George Sand, con la quale ebbe una complessa relazione – interpretata da Joséphine de La Baume – Chopin si trasferisce per un periodo in Spagna, ma la malattia fa il suo inesorabile corso fino a sconfiggerlo nel 1849.
Persona e personaggio affascinante, questo musicista amava l’ironia e il divertimento ma celava anche una profonda malinconia. Fu considerato come l’enfant terrible del suo tempo. Un dandy, ribelle, outsider seducente, che spese gran parte delle sue energie per essere amato e popolare, fino a comprendere, alla fine della propria vita, che l’unica cosa che per lui contava davvero era la musica.
George Sand scrisse: «Chopin era un uomo che si confidava solo con il pianoforte. La sua era una personalità complessa, costruita su contrasti. Era come un condensato di fantastiche incoerenze, governate da una loro logica interna. Da un lato nobile, giusto, desideroso di aiutare gli altri; dall’altro pieno di idiosincrasie e pregiudizi inspiegabili».
«Abbiamo realizzato un film che speriamo sorprenda tutti coloro che non conoscono la vita di Fryderyk Chopin, basato esclusivamente su fatti reali. Nella sua breve vita è stato accompagnato da tre forze – amore, musica e malattia – che si sono contese la sua anima fino alla fine. Ed è proprio questo il cuore di “Chopin, Notturno a Parigi”: il destino e la psiche di un uomo bello e unico. Ho voluto mostrare la lotta tra la Morte e la Musica, impegnate in una battaglia per l’anima di Chopin, senza che nessuna delle due sia disposta a cedere», ha dichiarato il regista Michał Kwieciński.