Nell’immagine: Puma, Clyde Vaughn Bodē, 2007.
Nel mondo della moda, anche le scarpe hanno una storia di creatività e di imprenditoria.
Per chi vuole vedere l’evoluzione storica delle sneaker, dal 6 novembre 2026 al 2 maggio 2027 a Prato, al Museo del Tessuto, via Puccetti 3, avrà luogo la mostra Sneaker Revolution, organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e Beside Arts & Publishing. Per informazioni: info@museodeltessuto.it
L’esposizione affronta il fenomeno delle sneaker attraverso una prospettiva storica, culturale, sociale e progettuale, ripercorrendo l’evoluzione di una scarpa di gomma e tessuto che, nel corso del Novecento, è diventata uno dei principali indicatori dei cambiamenti della società contemporanea.
Nata come scarpa tecnica destinata allo sport, questo tipo di calzatura è diventato un simbolo generazionale, un oggetto per collezionisti, un laboratorio di innovazione tecnologica, un accessorio di moda e uno dei prodotti più influenti dell’immaginario contemporaneo. Dalle piste di atletica ai parquet della NBA, dalle sottoculture urbane alle passerelle dell’alta moda, fino ai palazzi della politica e ai mercati finanziari globali: in poco più di un secolo la sneaker ha compiuto un percorso trasversale alle culture e ai gruppi sociali.
Pensata come un percorso multidisciplinare, la mostra mette in relazione storia del costume, design, innovazione tecnologica, sport, musica, comunicazione, moda, economia e sostenibilità.
La curatela è affidata ad Arianna Sarti del Museo del Tessuto di Prato, insieme a Francesca Biagioli, fondatrice di Beside Arts & Publishing, con i contributi in catalogo di Gloria Maria Cappelletti, fondatrice di Red-Eye.world e docente NABA e Politecnico di Milano; Nicoletta De Menna, storica e studiosa di costume, autrice e interprete del podcast ANSA La Storia nell’Armadio; Antonio Mancinelli, scrittore, docente e editorialista del gruppo QN; Maurizio Ridolfo, autore, conduttore televisivo e docente NABA Milano; Gianluca Vitiello, conduttore radiofonico e esperto in Urban culture, oltre a un’intervista al coach statunitense e italiano d’adozione Dan Peterson.
Numerosi saranno i modelli iconici in mostra, tra cui Allbirds, Asics, Converse, Diadora, Fila, Golden Goose, New Balance, Nike, On, Onitsuka Tiger, Puma, Reebok, Saye e Vans, con una presenza significativa anche di modelli provenienti dagli archivi dei brand prestatori: adidas, Balenciaga, Gucci, Hogan/Tods, Lotto, Prada, Superga.
Le aziende Fessura, Id.Eight, Steve’s, Veja e Yatay, che partecipano al progetto espositivo, hanno donato alcuni modelli ecosostenibili alle collezioni del Museo del Tessuto.
Nel campo della produzione contemporanea, la designer, imprenditrice e filantropa statunitense Vanessa Noel interverrà lunedì 14 settembre 2026 a Roma alla American University of Rome alle ore 19, via Pietro Roselli 16, nell’incontro ad ingresso gratuito intitolato How did I design my dream shoes?, con registrazione qui.
Noel ha iniziato a costruire la propria carriera a New York, partendo dalla passione per le scarpe, con un approccio che ha sempre collegato eleganza, visione e innovazione. Negli anni, le sue attività si sono estese alla gioielleria con approccio etico, agli hotel eco-friendly, e a New York ha fondato il Noel Shoe Museum.
A Roma, alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi, dal 5 giugno al 6 settembre 2026 si è svolta la mostra Dream Shoes a cura di Vanessa Noel, Giulia Innocentini e Luca Lo Sicco.
Tra i professionisti Italo Globali nel settore delle calzature di lusso: Manuela Manieri, partita da Roma alla fine degli anni Duemila, che ha costruito all’estero la propria carriera nel settore della moda. Manieri vive da oltre 15 anni a Londra, dove è Store Manager nella multinazionale anglo-asiatica Jimmy Choo, occupandosi di retail e sviluppo di business nell’area delle calzature di lusso.