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Vite italo globali, tra famiglia e lavoro

Considerando le forti storture del mondo del lavoro in Italia, non c’è da stupirsi che, in questi anni, molti italiani (giovani e meno giovani) stiano cercando di andare a lavorare all’estero.

Per chi riesce a trovare opportunità lavorative fuori dall’Italia, si apre una nuova vita, nella quale bisogna affrontare questioni importanti, sia sul lato emotivo sia sul lato economico.

Il centro di ricerca Altreitalie e il portale web mammedicervellinfuga.com hanno organizzato una indagine sui costi delle nuove migrazioni italiane. Dal 12 marzo 2018, si può compilare un questionario online, in forma anonima, finalizzato a capire quale sia il contributo dato dalla famiglia d’origine al figlio/familiare che è andato all’estero, quali siano i costi da sostenere in maniera continuativa, quale sia il livello di autonomia economica del familiare all’estero, quale sia il costo sociale per lo Stato italiano.

Nell’ultimo decennio, Londra è diventata una meta per molti italiani in cerca di lavoro all’estero. Ma l’impatto con la realtà è diverso dai sogni: Londra è una metropoli globale, rimane tale anche dopo la Brexit, e non ha tempo da perdere con chi tenta la sorte senza avere una strategia.

Teresa Pastena è tra le migliori esperte di mercato del lavoro nel Regno Unito, e dirige, a Londra, CV&Coffee: società specializzata nel recruiting di italiani per aziende ed enti nel Regno Unito. Da anni, Pastena collabora anche ad iniziative di orientamento lavorativo organizzate dal Consolato Generale d’Italia a Londra.

Sabato 7 aprile 2018 a Londra, Teresa Pastena condurrà un workshop su come ottimizzare il proprio curriculum per il mercato del lavoro britannico e come aumentare le proprie possibilità di trovare lavoro in Gran Bretagna. Il costo del workshop (10 pounds a persona) sarà interamente devoluto alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica. Per iscriversi e per maggiori informazioni: qui.

In un’area di circa 10 milioni di persone, come la London Greater Area, l’offerta di candidati, per i lavori più svariati, non manca. Ma trovare i candidati ideali è un processo che può essere faticoso. Per risolvere questo problema, l’italiana Francesca Boccolini (34 anni) e l’indiano Mikhil Raja hanno creato, nel 2016 a Londra, Sonic Jobs: una app che permette di trovare i candidati più adatti, soprattutto nel settore dell’ospitalità. Sonic Jobs è strutturata come una piattaforma che connette istantaneamente chi offre lavoro e chi lo cerca. Per realizzare Sonic Jobs, i co-fondatori si sono rivolti anche a degli psicologi del lavoro e hanno applicato l’intelligenza artificiale al processo di selezione del personale.

A Londra, c’è anche un vivace ambiente creativo.

Matteo Cerri, classe 1974, lavora da 20 anni nel mondo della finanza londinese, ed è fondatore e CEO di The Family Officer Group (Londra). Oltre all’attività di finanziere, Cerri si interessa anche di progetti creativi, e ha recentemente investito in Italians Clubhouse: un luogo di ritrovo, a Londra, per i creativi italiani e per tutti coloro che siano interessati al lifestyle italiano, ai prodotti made by Italians e alla cultura italiana.

Andare all’estero significa, prima di tutto, confrontarsi con un’altra cultura.

Chiara Cecilia Santamaria vive a Londra dal 2012, con il marito e la loro figlia. Nell’ultimo decennio, Cecilia Santamaria ha costruito un percorso professionale nel mondo della comunicazione, partendo da un blog personale aperto nel 2008 e utilizzando in seguito gli strumenti di comunicazione disponibili in Rete. Oltre alle attività di social media strategist, scrittrice e imprenditrice, Cecilia Santamaria tiene anche corsi di comunicazione digitale e blogging. Nel video qui sotto, spiega alcune differenze culturali e lavorative fra Italia e Regno Unito.