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Evoluzionismo e cultura

Ieri pomeriggio sono stato all'Università IULM di Milano, dove si è tenuto un incontro con Luigi Luca Cavalli-Sforza, professore emerito alla Stanford University e genetista italiano di rilievo internazionale.

L'incontro è stato organizzato dal Dottorato di Ricerca in Comunicazione e Nuove Tecnologie della IULM coordinato dal prof. Alberto Abruzzese, che ha aperto i lavori:"Questo incontro si inserisce nell'ambito del Dottorato e si propone di esplorare territori finora poco indagati, provando ad unire filoni di ricerca umanistica ed evoluzionismo".

Andrea Miconi, ricercatore IULM, ha introdotto i temi in discussione:"Le scienze della cultura sono in una fase di stallo da oltre vent'anni. L'approccio evoluzionista può presentare elementi di interesse, se applicato all'evoluzione della cultura. Il vero salto di qualità può essere determinato dal fatto che l'approccio evoluzionista apre al caso e all'imperfezione, e questo può essere interessante soprattutto oggi, dove si vivono tempi di controriforma per chi fa ricerca scientifica".

Successivamente, ha preso la parola Luigi Luca Cavalli-Sforza:"Considero cultura tutto ciò che è comunicato ed è comunicabile. La mutazione è un errore di copia del DNA e per capire l'evoluzione è necessario anche lo studio della statistica. Oggi, la selezione naturale è determinata in modo sostanziale anche dall'evoluzione culturale ed è attiva anche nella selezione culturale. La produzione di nuove idee si può chiamare inventività. Al livello delle intenzioni, la scienza è soddisfazione della curiosità, la tecnologia è risolvere un problema pratico. Le idee sono prodotti del cervello: è l'invenzione che fa l'evoluzione culturale. Il linguaggio ci ha permesso di fare molte cose ma è un mezzo di comunicazione ambiguo".