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The Economics of Global Warming

Una lezione particolare. E' la lezione "Angelo Costa", alla quale ho assistito questa mattina a Roma, all'Università LUISS "Guido Carli".

Angelo Costa è stato il primo presidente di Confindustria nel dopoguerra, dal 1945 al 1955; e nuovamente dal 1966 al 1970. Fu un sostenitore del liberismo e sostenne l'importanza delle piccole e medie imprese per lo sviluppo economico italiano. A lui è intitolato il Premio omonimo.

La Rivista di Politica Economica bandisce annualmente un concorso per la pubblicazione di saggi, estratti da tesi di laurea di cittadini laureati in Italia, nel campo delle scienze economiche. Il premio – intitolato alla memoria di Angelo Costa – consiste nella pubblicazione dei saggi vincitori, in italiano e in inglese, sulla Rivista. Gli scopi dell'iniziativa mirano a mettere in luce le migliori promesse scientifiche italiane, con l'ulteriore obiettivo di incentivare l'approfondimento degli studi nei livelli successivi; e inoltre viene data la possibilità di pubblicare studi brillanti che generalmente non arrivano ad un vasto pubblico.

Dall'edizione 1999 del Premio per Tesi di Laurea "Angelo Costa", in occasione dell'incontro annuale per la consegna del premio, la Confindustria, la Rivista di Politica Economica e l'Università LUISS Guido Carli di Roma organizzano la lezione "Angelo Costa", tenuta da una personalità internazionale su temi di politica economica, successivamente pubblicata sulla Rivista.

Luca Cordero di Montezemolo, in qualità di presidente dell'Università LUISS, ha portato il suo saluto:" Questa è una giornata importante per la LUISS. Abbiamo qui, oggi, Jean Tirole, rappresentante dell'Université de Toulouse, diventata un punto di riferimento internazionale per gli studi economici. Ringrazio Giacomo Costa, figlio di Angelo Costa, che ha ideato questo premio ed è oggi qui presente. Questa è la decima lezione 'Angelo Costa' e colgo l'occasione per ringraziare Gustavo Piga, direttore della Rivista di politica Economica. Ed oggi è importante anche per gli studenti, le loro famiglie e i professori. Si tratta di studenti che hanno saputo raggiungere livelli di eccellenza. Sta emergendo, sempre più, il senso di responsabilità. Per preparare la futura classe dirigente sulla base delle capacità e del merito".

Il rettore della LUISS, prof. Massimo Egidi, ha proseguito:"Solamente negli ultimi 30 anni, alcuni economisti hanno aperto la 'scatola nera' della teoria dell'impresa. L'impresa non è soltanto un team, ma un meccanismo più complesso. Come Università LUISS, intendiamo essere un ponte economico tra mondo dell'impresa e ricerca".

Ha preso la parola, in seguito, Gustavo Piga, direttore della Rivista di Politica Economica:"Premiamo oggi i vincitori dell'edizione 2007 del Premio 'Angelo Costa'. I loro lavori sono stati pubblicati sulla Rivista di Politica Economica, pubblicazione scientifica di Confindustria, la quale nel tempo non ha fatto mancare il suo sostegno alla Rivista. Siamo giunti alla tredicesima edizione del Premio, uno dei più prestigiosi nell'Università italiana. Rivolgendomi agli studenti, dico loro di pensare alla tesi di laurea come alla prima orma che si lascia nel proprio percorso umano e professionale".

I premi 2007 sono andati a:

Giulio Tarditi (laureato all'Università degli Studi di Siena), con un saggio su: La povertà nell'Unione Europea. Un confronto tra analisi tradizionale e multidimensionale.

Raffaele Passaro (laureato all'Università di Siena), con un saggio su: Il potere previsivo del differenziale tra i tassi d'interesse per l'attività economica.

Piermassimo Pavese (laureato all'Università degli Studi del Piemonte Orientale), con un saggio su: Indici edonici nel mercato immobilare: il caso di Torino.

Elisa Keller (laureata all'Università degli Studi di Trento), con un saggio su: Metodi tradizionali e bayesiani per l'analisi var: confronti internazionali.

Pierluigi Murro (laureato all'Università LUISS Guido Carli di Roma), con un saggio su: Finanziamento pubblico della ricerca di base in un modello di crescita endogena.

Lea Cassar (laureata all'Università LUISS Guido Carli di Roma), con un saggio su: Convergenza, disuguaglianza e istruzione nel modello di Galor e Zeira.

Luca Paolazzi, direttore Centro Studi di Confindustria, ha introdotto i temi della lezione di Jean Tirole:" La decima lezione 'Angelo Costa' cade in un momento delicato per l'economia, nel quale si colgono alcuni timidi segnali di ripresa. Questa crisi viene paragonata a quella del 1929 perché non ci sono precedenti. Oggi ci si interroga su quali saranno le strategie di uscita dalla crisi e su come sarà il nuovo mondo. Questo nuovo mondo non sarà una accelerazione dei cambiamenti sottostanti in corso? Non va dimenticato, poi, che la voglia di arricchirsi è sempre esistita, anche prima della crisi. Come afferma Jean Tirole, il senso di giustizia varia da Paese a Paese e ciò si riflette anche sulle politiche redistributive. L'uomo che uscirà da questa crisi dovrà avere un nuovo rapporto con lo sviluppo e con l'ambiente. Jean Tirole è considerato tra i primi dieci economisti del mondo: servono menti fredde e cuori caldi, e Tirole li possiede entrambi".

Parola a Jean Tirole – Ph.D. in Economia al MIT di Boston, dove ha insegnato e dove è visiting professor, ed attualmente direttore dell'Institut d'Economie Industrielle all'Université de Toulouse e direttore della Fondation Jean-Jacques Laffont – per la sua lezione sul tema The Economics of Global Warming:" Desidero complimentarmi con i giovani vincitori del Premio e ricordare loro di non dimenticare mai il periodo di ricerca effettuato durante la preparazione della tesi di laurea, al di là delle attività che intraprenderanno. Ancora oggi, sappiamo poco sull'economia del riscaldamento globale: abbiamo dovuto aspettare il 1997 per avere un primo impegno, simbolico, con il Protocollo di Kyoto. Quest'anno, nel meeting di Copenaghen, bisognerà decidere se passare ad una fase di Kyoto 2 o meno. I Paesi emergenti cresceranno ancora e ci saranno altri rischi per l'ambiente. Dobbiamo fissare un prezzo per il carbonio e dare incentivi per l'abbattimento del costo di emissione del carbonio. Il prezzo del carbonio dovrebbe essere unico in tutto il mondo: è una questione di efficienza. Anche se si introducono standard, bisogna attivare meccanismi di mercato. E' necessario lavorare su un orizzonte lungo, di almeno 30 anni, e abbiamo bisogno di un impegno vero da parte degli Stati. In questo senso, il protocollo di Kyoto non è molto utile, in quanto non prevede sanzioni. Gli standard, inoltre, sono specifici per una industria e questo è un altro svantaggio: ogni industria ha la sua lobby. Se non ci saranno accordi internazionali, ci saranno prese di posizione strumentali. In vista di una possibile Kyoto 2, né i Paesi sviluppati né i Paesi in via di sviluppo stanno facendo molto. Molti sono a favore di accordi settoriali, ma io ho delle riserve su questo. Dobbiamo e dovremo riflettere sull'esito del meeting di Copenaghen del dicembre 2009, sul quale sono abbastanza pessimista. Io incoraggio lo sviluppo delle energie rinnovabili in maniera efficiente. E' anche vero che si impara facendo e dobbiamo studiare i sistemi migliori. Inoltre, c'è bisogno di più trasparenza".

Al termine della lezione, è intervenuto Giacomo Costa, figli
o di Angelo Costa, con un ricordo personale:" Il tema della conferenza di oggi mi ha riportato ad un ricordo della mia giovinezza legato a mio padre, il quale rifletteva sulla dimensione globale dell'economia già molti anni fa, con la sua azienda".

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha concluso la mattinata:"Il ricordo di Angelo Costa è importante per tutti noi e credo che i suoi insegnamenti siano validi anche oggi. Sono contenta di aver visto premiati ragazzi e ragazze da tutta Italia: Confindustria considera la LUISS come un patrimonio nel quale investire. Il tema del cambiamento climatico è estremamente attuale. Stiamo vivendo una crisi di intensità straordinaria e, con la dovuta prudenza, forse il peggio è alle spalle. In questo momento, dobbiamo cercare di agire per gestire la crisi e riflettere su quale mondo avremo dopo la crisi: i driver di crescita saranno diversi, così come sarà diversa la valutazione del rischio. L'accesso al credito sarà diverso e le imprese dovranno anche attuare meccanismi di aggregazione. Per alcuni anni, gli Stati Uniti non avranno l'impatto sulla crescita che hanno avuto in passato. Uno dei driver di crescita sarà l'economia verde, che costituirà una grande frontiera industriale. Dobbiamo andare verso un accordo internazionale vero. Durante la prossima settimana, Confindustria ospiterà il G8 delle Confindustrie sul tema del climate change: ho partecipato ad alcune riunioni dell'Unione Europea e Paesi come ad esempio la Cina, sembrano scettici al riguardo. Dobbiamo capire che tipo di pressioni fare sui Paesi in via di sviluppo, che sono grandi inquinatori. Il tema del risparmio energetico è un filone ancora inesplorato in molte parti. Bisogna realizzare prodotti belli, più tecnologici e più razionali dal punto di vista energetico. Abbiamo il dovere di consegnare alle nuove generazioni un mondo in cui ci siano ancora risorse, e migliori. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, io sono a favore, con attenzione alla ricerca e all'innovazione tecnologica su di esse; e sapendo bene anche i costi e i sussidi. Il tema del nucleare va affrontato con pragmatismo, cercando di capire i costi e tenendo presente le difficoltà di questo Paese nella gestione e nello smaltimento anche dei rifiuti ordinari. Credo che il cambio di atteggiamento degli Stati Uniti, con il presidente Obama, possa essere una opportunità per arrivare ad un accordo internazionale. Non si può pensare di minimizzare il problema dell'inquinamento. In Italia, per avere uno sviluppo di questi temi è necessario un cambio di logica, con poche regole e chiare, invece dell'attuale giungla burocratica. Consideriamo i temi dell'economia verde tra quelli necessari per ridare una crescita sana e duratura al Paese. E torneremo con forza a parlare di argomenti – come la riduzione di spesa pubblica improduttiva, le riforme e le liberalizzazioni – che in questi mesi sono stati accantonati".