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Linguaggi audiovisivi in divenire

Ieri, giornata milanese per me.

Sono andato all'incontro di Movi&Co. (di cui avevo scritto qui) sulle opportunità audiovisive legate alla creatività.

Le due sessioni del convegno sono state ben coordinate, in mattinata, da Giulietta Fara (direttrice artistica del Future Film Festival) e, nel pomeriggio, da Giampaolo Colletti (fondatore Altratv.tv e co-fondatore dell'Osservatorio Business Tv dell'Università "Bocconi" di Milano).

Paolo Mereghetti, giornalista e critico cinematografico del Corriere della Sera, ha spiegato: "Il senso di questa giornata risiede anche nel 'distruggere' la purezza cinematografica, che pure non è mai esistita. Il cinema ha bisogno di contaminazioni, derivanti anche da aspetti lontani dal cinema. Il cinema è sempre stato una spugna pronta ad assorbire stimoli esterni, è malleabile ma poi bisogna sempre fare i conti con la capacità di produrre senso".

Ha proseguito Sergio Pappalettera, fondatore Studio Prodesign: "Professionalmente, sono nato come grafico negli anni Ottanta. Il mio approccio è ispirato al gioco: esso mi permette di guardare la realtà in un modo diverso. Il videoclip è stato, per me, una occasione per sperimentare, e ha permesso di sperimentare molto. Ma, ormai, è 'finito'. La tecnica è ormai arrivata a tutti ma, se non viene usata correttamente, può fare danni. Saper vedere significa saper descrivere. La descrizione della realtà è diventata più forte della realtà stessa. Bisogna saper giocare anche di pancia".

Sul tema dei video virali, ha preso la parola Giancarlo Catucci, account manager del NinjaLab di NinjaMarketing: "Sta avvenendo un passaggio: dall'azienda come produttore di servizi all'azienda inserita nella realtà più generale della società. Negli ultimi anni, abbiamo registrato una diminuzione di fiducia verso la pubblicità. Il passarola è, oggi, potenziato dal web. Il marketing non convenzionale punta a coinvolgere alcune persone definibili come influenzatori/untori: sono loro che diffonderanno la comunicazione agli altri. Paradossalmente, il prodotto ideale non ha bisogno di marketing. Ma è necessario, comunque, un terreno fertile per la propagazione del prodotto. E' un errore pensare che i video si diffondano da soli. In tal senso, può essere utile il servizio ViralBeat, per aumentare il word-of-mouth, ovvero il passaparola".

Successivamente, è intervenuto Pasquale Diaferia, direttore Spot&Web e creative chairman SpecialTeam e SpecialTeamUsa: "La mia attività è la pubblicità. Oggi, molta comunicazione si sta spostando verso la viralità. E' importante avere le idee chiare e anche un po' di fortuna. Consiglio ai giovani registi di provare a fare cose vere. In Italia, la pubblicità è diventata una industria, mentre invece servirebbe un altro sguardo. Negli ultimi anni, è diventato meno costoso girare a New York che a Milano. Bisogna superare i sistemi produttivi, rischiando anche di tasca propria. Riuscire a provocare emozioni è la base. Quando aveva 21 anni, mia figlia Veronica mi ha chiesto di correre dietro alla sua idea di fare la regista". In collegamento da New York, via Skype, è intervenuta Veronica Diaferia, affermando che "bisogna essere sfacciati e imparare l'arte del realismo e del compromesso. E iniziare da qualcosa che non sia finanziariamente oneroso"".

Axel Fiacco, responsabile editoriale MTV Italia, ha portato la sua testimonianza: "Il mio punto di vista è quello di un broadcaster di una rete mini-generalista come MTV. A guardare i numeri, in Italia e nel mondo, la televisione generalista tiene. Ma il panorama complessivo è cambiato: la partita è diventata più dura. L'aspetto che conta, nel mondo televisivo, è il contenuto. Alcune regole che considero efficaci: 1) la regola del dritto per dritto; 2) la regola dell'essere notevoli; 3) la regola della storia; 4) la regola delle risate e dei sogni; 5) la regola del ritorno al contenuto; 6) la regola dello stile; 7) la regola del nuovo che non avanza. Per riuscire ad emergere, bisogna concentrarsi sullo specifico televisivo. Oltre alla creatività, è importante anche la professionalità, e questo si vede bene nella televisione americana".

Ultimo intervento della mattina con Antonello Martina, fondatore e presidente Soundiva: "Quando ci si occupa di sonorizzazione nell'audiovisivo, bisogna ottenere la licenza di sincronizzazione audio. In Italia, per ovviare alle licenze di sincronizzazione, c'è il settore delle music libraries, ovvero cataloghi molto forniti in cui fare ricerche. Per ogni minuto di film, sono necessari mediamente sessanta minuti di lavorazione. Il nostro è un lavoro molto pratico".

La sessione pomeridiana ha visto il primo intervento affidato a Massimo Ferrarini, direttore Movi&Co.: "Siamo alla sesta edizione del concorso Movi&Co, nato con lo scopo di creare un ponte tra la produzione creativa giovanile e la comunicazione aziendale. Quest'anno, abbiamo avuto oltre 200 candidature e, negli anni, le aziende sono rimaste colpite dalla qualità delle proposte. Un caso di successo, ad esempio, è stato quello tra Movi&Co. e l'azienda Milupa".

Giuseppe Minoia, presidente Eurisko, ha notato: "Oggi passiamo sempre più tempo fuori casa. Va ripensato il sistema di comunicazione nel punto vendita. In Italia, esistono approcci alla medialità molto ben articolati. L'estetica che diventa contenuto è una questione importante".

In seguito, Marco Pratellesi, direttore Corriere.it, ha commentato: "Sono cultore di una informazione che sappia essere elegante. Con il web 2.0, riusciamo a capire qual è il pensiero del lettore. Le ricerche sul consumatore possono essere fallaci. Fra giornalisti e lettori, c'è una diversa gerarchia delle news. La nostra estetica guarda molto al link ed è diversa da quella della carta stampata. Abbiamo un contorno informativo che è rimasto sostanzialmente lo stesso, mentre la società è cambiata radicalmente. Il mondo dell'informazione soffre anche per mancanza di rinnovamento interno. In questi 15 anni di internet, le innovazioni non sono venute dalla televisione o dai giornali: dobbiamo imparare da chi ha capito i meccanismi della rete. In internet, è l'idea ad essere vincente, per i lettori e per gli investitori".

A seguire, un doppio intervento di Emanuela Borri, corporate identity SkyRec Company Group ed Emanuele Borri, marketing strategico SkyRec Company Group: "Ci occupiamo di comunicazione InStore. Partiamo da un parco clienti che vuole lo stesso prodotto, ma personalizzato. E, dunque, c'è bisogno di creatività anche nell'instore radio. Puntiamo su: esperienza, interattività, coinvolgimento. La radio instore ha una sua efficacia e sono in corso anche sperimentazioni video: stiamo portando avanti una integrazione tra radio e televisione ed è necessario conoscere le dinamiche della comunicazione instore".

Andrea Cinelli, general manager Adacto, ha affermato: "Il webgame si avvicina alla logica dell'esperienza digitale. Si arriva all'advergame tramite contaminazioni. La differenza principale risiede nella pervasività della marca all'interno del gioco. Il game online deve essere immediato e semplice, a livello di alfabetizzazione. Il webgame video rappresenta un format innovativo, 'familiare', verosimile. Deve però crescere elaborando grammatiche narrative. La contaminazione è il futuro".

Bruno Pellegrini, amministratore delegato TheBlogTv, ha concluso la giornata, sintetizzando alcuni temi strategici: "Lavoriamo in Italia e in Spagna e realizziamo tutti i nostri programmi in collaborazione con le community di videomaker e creativi. In realtà, ovunque ci sia una community, c'è valore. Ci troviamo in una situazione abbastanza rara: il mondo dei media sta vivendo una fase di grande cambiamento e di incapacità di trovare un nuovo modello di gestione, di fronte alle difficoltà dei vecchi modelli di business. Si tengono molti convegni su cosa dovrebbero fare le aziende in questo momento, e pochi su cosa dovrebbero fare i giovani creativi che non hanno punti di riferimento. Oggi, né le università né le agenzie di comunicazione riescono a dare gli strumenti di formazione necessari. Attualmente, tra il 70% e l'80% del nostro recruiting avviene valutando i progetti realizzati sul web piuttosto che il curriculum standard. Dovete, giovani creativi, lavorare in autonomia prendendo dei rischi. Nel lungo periodo, le innovazioni vengono dall'aver coltivato bene i talenti".