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Fermenti artistici newyorkesi… a Roma

19 Ara Peterson, Untitled (Color), 2008, Acrylic on wood/Acrilico su legno, 233,68 x 375,92 cm, Courtesy Deitch Project, New York. Photo by Giorgio Benni.

Cosa ci fanno sessanta artisti della scena creativa newyorkese a Roma? Sono andato a vederlo questa mattina al MACRO – Museo d'Arte Contemporanea Roma, nella sede del MACRO Future, dedicata alle attività sperimentali. 

Era in programma, infatti, la conferenza stampa di presentazione della mostra New York Minute: sessanta artisti della scena creativa newyorkese in mostra a Roma dal 20 settembre al 1 novembre 2009 al MACRO Future (Piazza Orazio Giustiniani, 4 – quartiere Testaccio; dal martedì alla domenica, ore 16 – 24). Inaugurazione domani, 19 settembre, alle ore 19.

L'iniziativa è organizzata dalla Fondazione DEPART, in collaborazione con MACRO – Museo d'Arte Contemporanea Roma, ed è promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma, con il sostegno e il patrocinio della Provincia di Roma. Il sito web dedicato alla mostra e agli eventi collegati, curato dalla Fondazione DEPART, è qui.

Molti degli artisti in mostra provengono da downtown Manhattan, alcuni gravitano fra Providence, San Francisco, Los Angeles, Portland, Virginia Beach e Tokyo. Il titolo New York Minute prende spunto dal dinamismo che caratterizza la vita newyorkese e dalla velocità con cui abitanti ed artisti della Grande Mela rispondono agli stimoli: anche in un minuto. I lavori esposti intendono esplorare alcune delle principali tendenze contemporanee del modo di fare arte a New York, sintetizzabili in tre filoni: "street punk", "wild figuration", "new abstraction". La curatrice della mostra è Kathy Grayson, giovane e già affermata critica d'arte americana, direttrice di Deitch Project a New York.

New York Minute Rome 2009 New York Minute, Rome 2009

La conferenza stampa è stata aperta da Umberto Croppi, assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma:" Con questa mostra, riparte il MACRO Future a Testaccio. Non si tratta di una semplice importazione di artisti, in quanto hanno collaborato all'iniziativa anche giovani italiani. Riportare Roma fra i centri dell'arte contemporanea è uno degli obiettivi che ci siamo dati come amministrazione cittadina e lo stiamo raggiungendo".

Ha proseguito Giampaolo Manzella, direttore del Dipartimento Sviluppo Economico della Provincia di Roma:" Ci sono tre punti sottolineare: il primo è l'internazionalizzazione portata avanti con questo progetto; il secondo è il format utilizzato, poiché questa non è solo una mostra ma anche un laboratorio. E nel mondo della creatività, le idee vengono dal confronto. Il terzo punto è il fatto che questa iniziativa sia stata organizzata principalmente da giovani. La Provincia di Roma sta cercando di instaurare un dialogo con la classe creativa e stiamo valutando l'ipotesi di formare un Consiglio della Creatività, in cui coinvolgere decisori istituzionali e classe creativa".

Successivamente, è intervenuto il fondatore e presidente della Fondazione DEPART, Pierpaolo Barzan:"Durante l'ultimo mese, il museo del MACRO Future è stato un vero e proprio laboratorio creativo, con gli artisti progressivamente arrivati, da metà agosto in poi, a Roma. Amo New York per il suo cuore vibrante e speriamo che questi artisti possano influenzare la scena creativa romana, vivendo la città come hanno già iniziato a fare. La creatività aiuta l'innovazione, e l'innovazione aiuta lo sviluppo".

Parola, infine, a Luca Massimo Barbero, direttore del MACRO – Museo d'Arte Contemporanea Roma:"Vogliamo far incontrare mondi. Mondo pubblico e mondo privato sono difficili da far incontrare. Ma, in questo caso, il risultato è stato straordinario".

E' seguita la visita in anteprima della mostra, con la guida della curatrice Kathy Grayson.

Storicamente, l'arte ha sempre avuto antenne sensibili verso gli stimoli provenienti dalla società. E gli artisti sono coloro che, dopo aver ricevuto impulsi dal corpo sociale, riescono a ritrasmetterli in forma di arte. L'auspicio è che le contaminazioni artistiche portate in Italia con questa mostra possano essere di stimolo per una crescita complessiva della scena creativa italiana.