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Palloni, pallonate e pallonetti della vita

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Dunque, il Mondiale di Calcio 2014 in Brasile è stato vinto dalla squadra più “tedesca”: la Germania.

Al di là della battuta, ad aggiudicarsi la Coppa del Mondo è stato il team che ha saputo esprimere la maggiore solidità ed organizzazione di gioco durante il torneo. Se il calcio sudamericano è soprattutto poesia, il calcio europeo è invece prosa (e il calcio africano è istinto). E la prosa della Nazionale tedesca si è rivelata essere la più efficace tra le partecipanti alla competizione. I motivi del quarto successo tedesco ai Mondali? Oltre alla compattezza in campo, ci sono stati la maturazione di una generazione di calciatori ben allevata negli anni scorsi (ad ulteriore conferma dell’importanza del lavoro sul vivaio), la capacità di costruire gioco, e le debolezze degli avversari sul piano tecnico o mentale (con il crollo psicologico del Brasile durante la semifinale persa malamente proprio contro la Germania).

Dal punto di vista della brillantezza del gioco, non è stato un grande Mondiale: piuttosto è stato un torneo duro dal punto di vista fisico e tattico: dagli ottavi di finale in poi, ben otto partite su sedici sono andate oltre i tempi regolamentari. C’è stata molta paura di perdere in molte partite; e, per la prima volta nella storia del calcio, una squadra europea ha vinto il titolo nelle Americhe. L’Argentina ha avuto una occasione storica per rivincere il Mondiale e durante la finale non ha sfruttato buone occasioni da rete, ma nel calcio contemporaneo è sempre più il collettivo a fare la differenza, e se il “fenomeno” (Messi, in questo caso) non funziona bene fino alla fine, è molto difficile poter vincere il trofeo. L’Olanda rimane una squadra interessante ma finora senza la regolarità necessaria per arrivare in fondo, mentre la Spagna è arrivata con la pancia già piena. L’elemento di novità (o di conferma, per qualcuno) è la progressiva riduzione, se non sparizione, delle squadre materasso: è uno degli effetti della globalizzazione del calcio, con un aumento della qualità media dei team.

Per quanto riguarda l’Italia, si può brevemente commentare soltanto la prima partita, giocata e vinta contro l’Inghilterra. Nelle successive due partite, la Nazionale italiana è stata presente in campo soltanto a livello formale.

Sipario, dunque, sui Mondiali 2014 di calcio, con la prossima edizione (2018) assegnata alla Russia.

Anche la tecnologia sta entrando sempre più in campo, per dirimere situazioni arbitrali controverse. E sta arrivando anche al di fuori del rettangolo di gioco: ad esempio, la stampa 3D è arrivata infatti nelle mani di alcuni noti calciatori tra cui Neymar e Cristiano Ronaldo: la Nike ha infatti prodotto, recentemente, una borsa sportiva/borsone in 3D per alcuni top players utilizzata durante il Mondiale brasiliano (News qui). Nell’area della social tv applicata allo sport, prosegue inoltre lo sviluppo di Tok.tv.

Naturalmente, la narrazione dello sport rimane presente anche nell’epoca del web: LetteraturaRinnovabile è un progetto italiano che consiste in una staffetta ciclistica, culturale ed ambientale, centrata sull’idea di compiere un Giro d’Italia in ottanta librerie, scuole e biblioteche. L’edizione 2014, terminata a giugno, si è svolta da Aosta a Roma e l’edizione dell’anno prossimo avrà luogo dalla Sicilia al Friuli-Venezia Giulia.

In tema di libri, per capire la storia del rapporto tra calcio e cultura brasiliana è sempre utile il testo Futebol. Lo stile di vita brasiliano del giornalista inglese Alex Bellos (I edizione italiana 2003 per Baldini Castoldi Dalai editore, Milano). Per chi desiderasse una prospettiva diacronica sulla storia dei Mondali di calcio elaborata in maniera “epica”, c’è l’Atlante dei Mondiali 1930 – 2014 curato da Massimo Coppola, con la partecipazione di ventidue autori (tra cui Giancarlo De Cataldo, John Foot, Gigi Riva), per ISBN Edizioni, 2014.

Inoltre, da giugno 2014 è in edicola e in libreria la rivista trimestrale Undici, diretta da Giuseppe De Bellis e dedicata al calcio, allo sport e alla cultura dello sport, con particolare attenzione alla dimensione narrativa e culturale del calcio.

E così, tra il successo di Marco Belinelli nella NBA 2013-2014 con i San Antonio Spurs (primo cestista italiano a vincere il campionato di basket Usa) e il successo delle tenniste Sara Errani/Roberta Vinci nel doppio femminile a Wimbledon 2014, possiamo chiudere questo post.