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Appunti sui contenuti televisivi e sulla golden age della serialità televisiva statunitense

Ieri si è svolta a Roma, al Centro Studi Americani, la presentazione del libro La nuova fabbrica dei sogni. Miti e riti delle serie tv americane di Aldo Grasso e Cecilia Penati (Il Saggiatore editore, 2016), entrambi studiosi di televisione e media all’Università Cattolica di Milano.

Una occasione, dunque, per riflettere sulla età dell’oro che stanno vivendo le serie televisive Usa e per ragionare anche sul mondo delle fiction italiane.

Negli Stati Uniti – ha spiegato Aldo Grasso (che è anche critico televisivo del quotidiano Corriere della Sera) – le serie televisive esistono da molti decenni, ma il loro vero sdoganamento è avvenuto con l’avvento delle televisioni a pagamento. Nell’epoca contemporanea, i cambiamenti nel consumo di televisione stanno incidendo anche sulla struttura delle serie“.

Al giorno d’oggi – ha affermato Cecilia Penatile serie tv americane ci danno una descrizione della società e del territorio Usa che non abbiamo mai avuto prima. Ed è interessante notare come questi prodotti audiovisivi fatti negli Stati Uniti riescano ad essere locali e globali allo stesso tempo“.

Per quanto riguarda le fiction italiane – ha aggiunto Aldo Grasso, bisogna avere la capacità di pensare in grande, di essere coraggiosi e di rischiare“.

Il tema è certamente vasto, e i contenuti televisivi hanno una varietà di formati ormai molto ampia, con alcuni generi tv che stanno vivendo un periodo storico di grande successo. Ne ha parlato recentemente John Truby, docente americano di sceneggiatura (nel corso di un seminario a Milano organizzato dall’Università Cattolica a fine ottobre 2016), ponendo particolare attenzione al TV drama e alla sitcom.

Già, la sitcom: storicamente, viene considerata come una “Cenerentola” dei formati televisivi, ma proprio da quest’area sono arrivati e continuano ad arrivare prodotti audiovisivi creativi e di successo. Soltanto per citare alcune interessanti sitcom Usa di questi anni: The Big Bang Theory, Undateable, 2 Broke Girls, Mike & Molly, Are You There Chelsea?, Due Uomini e Mezzo, Baby Daddy, How I Met Your Mother, Better With You. E andando indietro nel tempo, si possono citarne altre, tra cui Friends, Scrubs, Dharma & Greg, Will & Grace, I Griffin (sitcom di animazione), e il britannico Coupling. Ed è in arrivo una sitcom “atipica”, che strizza l’occhio alle telenovelas: Hot & Bothered (sulla tv italiana da venerdì 18 novembre 2016, ore 21.15, canale Joi di Mediaset Premium) è, infatti, una sitcom Usa ambientata sul set di una telenovela (tra i protagonisti, Eva Longoria, attrice resa celebre dalla serie Desperate Housewives, andata in onda nel decennio scorso).

Oltre alle evoluzioni nel mondo delle fiction, vanno registrate delle tendenze in corso anche nei generi factual e reality. Ad esempio, i reality shows stanno andando sempre più verso il voyeurismo, come nel caso dell’attuale versione tedesca del format L’Isola di Adamo ed Eva, dove un gruppo di VIP e persone comuni deve vivere su un’isola per un certo periodo di tempo in condizioni di totale nudità fisica. In Italia, con l’Isola dei Famosi, si è parzialmente sperimentata questa tendenza, senza arrivare a un reality show centrato sul nudismo. Un altro settore in crescita, peraltro, è quello delle produzioni audiovisive pornografiche realizzate per essere fruite sul web, e per tornare negli Stati Uniti, Miami sta diventando un luogo emergente per questo tipo di produzioni.

Che la golden age della fiction tv prosegua, dunque.