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Lo sviluppo dell’economia dello Spazio, nella collaborazione tra Italiacamp e la British Interplanetary Society

La corsa allo Spazio si fa sempre più importante. E la Space Economy è un settore con prospettive occupazionali interessanti.

In Italia, a Roma e Milano, si trova Italiacamp: organizzazione a impatto sociale che coniuga profit e no profit, nata nel 2010 come associazione di giovani universitari, ad oggi partecipata da Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo, TIM, con l’Associazione Italiacamp come socio maggioritario.

Recentemente, Italiacamp ha annunciato la partnership con la BIS – British Interplanetary Society, la più antica organizzazione dedicata allo Spazio, con sede a Londra.

La collaborazione vedrà le due realtà lavorare insieme su progetti di formazione destinati a ragazzi e ragazze, pensati per promuovere la cultura e le discipline della Space Economy. Questo settore, oltre a essere uno dei più promettenti per lo sviluppo dell’economia internazionale, è importante anche per l’economia italiana, la cui industria aerospaziale è al quarto posto in Europa e al settimo su scala globale. Gli investimenti compiuti in progetti per lo Spazio hanno un ritorno economico che può andare dalle 10 alle 100 volte, con impatti infrastrutturali e a lungo termine su scala globale.

La British Interplanetary Society, di cui fanno parte professionisti e appassionati, è stata tra i fondatori della IAF – International Astronautical Association ed è sempre stata attenta al futuro dell’ingegneria astronautica e delle scienze spaziali. La Sezione Italiana, nota come BIS Italia, comprende i soci italiani della British Interplanetary Society e collabora con varie istituzioni del settore, facendo opera di divulgazione dell’astronautica sia verso l’esterno sia verso l’interno, riservando ai soci l’opportunità di approfondire aspetti tecnico-scientifici relativi alle professionalità richieste nel settore astronautico.

La BIS metterà a disposizione di Italiacamp competenze specifiche, materiali e persone capaci di diffondere la cultura del settore spaziale.

Fabrizio Bernardini, responsabile di BIS Italia, ha affermato: «Ci avviciniamo ai 60 anni del primo volo umano nello Spazio, e lo Spazio non è più una novità. Quello che invece sembra essere una novità è che si possa lavorare nel settore spaziale con qualsiasi titolo di studio, partecipando sia alla progettazione e gestione dei sistemi spaziali sia al vastissimo mondo delle applicazioni che derivano da questi. Da anni la nostra associazione lavora per un intelligent outreach che permetta al pubblico in generale, e agli studenti in particolare, di capire chi e cosa c’è dietro un veicolo o una missione spaziale, e di apprezzare le specifiche, ma innumerevoli, opportunità di studio e lavoro. È nostra convinzione che questa collaborazione possa contribuire a espandere la cultura astronautica a tutti i livelli della società, ispirando anche allo studio delle discipline tecnico-scientifiche».

«I giovani di oggi ancora non hanno cognizione delle professioni con le quali si misureranno fra dieci anni – spiega Fabrizio Sammarco, amministratore delegato di Italiacamp –. Ecco perché per noi la partnership con la British Interplanetary Society rappresenta un’alleanza strategica che ci permette di perseguire ancora meglio uno dei nostri principali obiettivi: sviluppare l’educazione alla cultura dell’anticipazione. Con la BIS vogliamo avviare nuovi percorsi di formazione che, sulla scia dell’esperienza maturata con i nostri corsi STEAM Camp per ragazzi dedicati alla tecnologia e all’innovazione, approfondiscano i temi relativi allo Spazio e all’astronautica, settori che rappresentano un’area fondamentale per le economie del futuro».