Tra i libri più recenti di finanza personale, Soldi ed emozioni. Storie di patrimoni e scelte (in)consapevoli di Federica Dossena, pubblicato ad aprile 2026 da Apogeo editore, è una lettura utile per tutti.
La gestione delle proprie finanze è un tema sempre più rilevante a livello sociale e l’autrice ne scrive con un taglio pratico che prende spunto da casi reali.
Laureata in Giurisprudenza, Dossena entra nel mondo della consulenza finanziaria nel 2014. Negli anni, ha costruito il proprio portafoglio clienti e si è dedicata allo studio della finanza comportamentale, concentrandosi sui meccanismi psicologici che influenzano le decisioni economiche. Nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro, Educazione finanziaria for dummies edito da Hoepli. Attualmente è private banker presso Sanpaolo Invest – Rete di Private Banker di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking. Nel 2020 ha dato vita al progetto @EasySpeedyFinance su Instagram, con l’obiettivo di rendere la finanza accessibile a tutti attraverso contenuti semplici, chiari e illustrati da fumetti.
E al termine di ogni capitolo di Soldi ed emozioni si trova un fumetto che sintetizza il contenuto del capitolo.
Questa agile pubblicazione (160 pagine) ha il pregio di narrare vicende accadute sia a persone famose e addetti ai lavori del settore finanziario sia alle persone comuni, che nel libro l’autrice definisce come “la casalinga Patrizia” e “l’operaio di Terni”.
Dossena si è concentrata sugli errori di valutazione degli investimenti, che ad alcune persone sono costati moltissimo in termini psicologici e di perdita di denaro.
Leggendo i 10 capitoli del libro, si attraversano alcune vicende, note e meno note, del mondo finanziario italiano e internazionale degli ultimi decenni.
Ad esempio, i casi del cantante e poeta Lucio Dalla, improvvisamente scomparso nel 2012 senza avere lasciato un testamento; del crac Parmalat, della trappola dei diamanti in cui è caduto il cantante Vasco Rossi.
In campo internazionale, spazio ai casi di Mike Tyson, che ha dilapidato il grande patrimonio accumulato con il pugilato cedendo al consumismo sfrenato; e del trader francese Jérôme Kerviel, che negli anni Duemila creò una perdita di 5 miliardi di euro per Société Générale.
Anche nell’area di sovrapposizione tra finanza, psicologia e tecnologia, non sono mancate storie rilevanti, come quella di Ron Wayne, che uscì da Apple quando l’azienda era nei primi anni di sviluppo, perché a 41 anni aveva già vissuto un fallimento imprenditoriale e non poteva permettersi di rischiare altri tracolli che avrebbero intaccato direttamente il suo patrimonio. Mentre Jobs e Wozniak erano i due soci ventenni che potevano rischiare di più. Wayne perse una occasione d’oro ma anche in seguito continuò a difendere la scelta fatta negli anni Settanta.
Altro caso particolare è quello dell’investitore Chris Sacca, che negli anni Duemila fu tra i primi investitori in Twitter, ma negli anni successivi ebbe difficoltà a valutare correttamente il potenziale di Snapchat, perché aveva applicato parametri di valutazione che ormai erano datati.
Dossena descrive una serie di comportamenti umani che trovano origine nei meccanismi mentali delle persone e nel modo in cui ognuno reagisce alle necessità e agli stimoli economici.
Ad esempio, è provato che riuscire ad accettare una perdita è molto doloroso e l’animo umano tende a posticipare questa operazione per molto tempo, ma con il passare del tempo gli effetti negativi del procastinare si amplificano.
L’autrice si sofferma anche su un altro aspetto importante: la mente umana tende a prendere decisioni che preservano lo status quo e garantiscono la sopravvivenza nel presente, anche a costo di rinunciare a opportunità future più consistenti di quelle offerte dal presente.
Non sempre, spiega Dossena, la prudenza è la strategia più saggia. Soprattutto quando non permette ai propri risparmi di crescere nel tempo, come viene spiegato negli ultimi due capitoli, dedicati alla casalinga Patrizia e all’operaio di Terni.
Una lezione eterna si trova nel capitolo dedicato alla storia di Anne Scheiber (1893 – 1995): nata a New York, ebbe una vita lavorativa dura e difficile. Andò in pensione nel 1943. Non aveva figli né una rete familiare su cui poter contare. L’entità della sua pensione le permetteva appena di coprire le spese essenziali. Ma Anne Scheiber voleva che i suoi risparmi crescessero nel tempo. E nel 1944 andò ad assistere ad una conferenza di Benjamin Graham (1894 – 1976): l’economista statunitense che fu maestro anche di Warren Buffett. Gli insegnamenti di Graham furono molto preziosi per Scheiber, che da allora iniziò ad investire in azioni e mantenne gli investimenti azionari per decenni, in modo tale da dare all’interesse composto il tempo di agire a suo favore. E così il suo patrimonio crebbe fino alla cifra di 22 milioni di dollari, che Anne Scheiber donò quasi interamente in borse di studio per la Yeshiva University.
Per chi vuole iniziare ad addentrarsi nei meccanismi mentali associati al denaro, Soldi ed emozioni di Federica Dossena è tra le letture consigliate.