Nell’immagine: un momento della Roundtable sul Capitale Naturale in Italia. Riserva Martignanello, Lago di Martignano (Roma), 22 ottobre 2026.
Il capitale naturale è all’incrocio tra le forme più innovative di finanza e l’attenzione all’ambiente.
Lo scorso 22 ottobre – nella Riserva Martignanello situata sulle sponde del lago di Martignano, nella campagna a nord di Roma – si è svolto l’incontro di approfondimento sul Capitale Naturale in Italia, promosso da Reforest-Italy, realtà fondata nel 2023 da Aldo Beolchini e Riccardo Greco, professionisti con esperienza pluriennale nell’investment banking, nelle energie rinnovabili, nella finanza aziendale e in strategie ESG.
Assieme a loro: Alessia Affinita, che dopo molti anni a Londra, dove si è occupata di strategie di comunicazione e servizi per la comunità italiana, è rientrata in Italia ed ora gestisce la Riserva Martignanello con Aldo Beolchini e si occupa di agricoltura rigenerativa ed eco hospitality.
Per ragionare sul Capitale Naturale, investitori, ricercatori, istituzioni e operatori del settore si sono riuniti per una giornata di confronto su tre domande: come rendere la Natura una asset class investibile, come finanziarla e come portare su scala i progetti pilota.
Il keynote di Roberto Danovaro (docente all’Università Politecnica delle Marche, autore del libro Restaurare La Natura) ha aperto il confronto sul Capitale Naturale come asset class investibile e resiliente. Le sessioni successive hanno affrontato gli strumenti di finanziamento (requisiti degli investitori istituzionali e assicurativi, domanda di crediti delle imprese, garanzie di integrità) e le condizioni per portare su scala i progetti pilota: aggregazione dei terreni, finanza mista pubblico-privata, certificazione del carbon farming e contratti di lungo periodo con gli agricoltori.
Hanno partecipato ai lavori anche Alfonso Pecoraro Scanio (presidente Fondazione UniVerde, già Ministro dell’Ambiente e Ministro delle Politiche Agricole e Forestali), Elizabeth Beall (Finance Earth), Eugenio Duprè (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Amanda Fronzi (WWF Italia), Francesco Tomaiuolo (Arpinge Natural Capital), Alberto Mantino (Università di Pisa), Ilaria Falconi (CREA) e Lucio Brotto (Etifor).
Hanno inoltre partecipato rappresentanti di Mundys, Reale Mutua Assicurazioni, CRSB Law e iSustainability. Per Reforest-Italy sono intervenuti Aldo Beolchini, Riccardo Greco e Alberto Londono, mentre Alessia Affinita ha rappresentato la Riserva Martignanello.
Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: il capitale e la volontà di continuare a lavorare insieme ci sono, ma servono progetti credibili, strumenti di monetizzazione e regole stabili.
«Investire nel Capitale Naturale è anche un’opportunità di crescita economica, in un settore che crea occupazione e non è esposto alla volatilità della geopolitica. Gli obiettivi internazionali ci sono e l’Italia li sta incorporando nel proprio Piano Nazionale di Ripristino. Serve la partecipazione del capitale privato: noi stiamo lavorando per sviluppare sia i progetti sia i meccanismi di mercato con cui questo capitale viene remunerato», ha commentato Aldo Beolchini, cofondatore di Reforest-Italy e membro del Gruppo di esperti della Commissione europea sui crediti di natura.