Il legame tra il Regno Unito e i 56 Stati del Commonwealth costituisce uno spazio di cooperazione internazionale esteso in tutto il mondo.
Come da tradizione, viene celebrato il secondo lunedì di marzo con il Commonwealth Day a Londra e nei Paesi del Commonwealth, e anche in altri Paesi dove è presente un Commonwealth Club.
Lo scorso anno ne avevo scritto qui.
In Italia, il Commonwealth Club of Rome è stato fondato nel 1947 ed è attualmente presieduto dall’avvocato italoaustraliano Edward Mura.
Oggi, alle ore 17 (CET) a Roma, alla Camera dei deputati, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, viene celebrato il Commonwealth Day: programma e relatori qui.
L’incontro romano in sede istituzionale fa parte di una serie di iniziative in tutto il mondo: dibattiti pubblici, assemblee, attività culturali, incontri interreligiosi e cerimonie che celebrano la diversità e la cooperazione tra i Paesi membri.
Quest’anno, il tema generale per gli Stati che aderiscono al Commonwealth è: Unlocking opportunities together for a prosperous Commonwealth.
La necessità di affrontare insieme le sfide globali e di creare nuove possibilità economiche, sociali e culturali per il futuro è, dunque, prioritaria per i Paesi del Commonwealth, che riuniscono una popolazione di oltre 2 miliardi di persone.
Il prossimo vertice dei Capi di Governo dei Paesi del Commonwealth, sul tema Accelerating Partnerships and Investments for a Prosperous Commonwealth, è in calendario dall’1 al 4 novembre 2026 ad Antigua e Barbuda.
«Il Commonwealth Day non è soltanto una celebrazione ma è anche un momento di connessione tra culture, economie e visioni. Nel mondo di oggi, che cambia rapidamente, la forza del Commonwealth risiede nella capacità di costruire ponti e creare opportunità condivise. E l’Italia, pur non essendo un Paese membro, è un partner naturale della rete globale del Commonwealth», afferma il Presidente del Commonwealth Club of Rome, Edward Mura.