160 anni di relazioni tra l’Italia e il Giappone, con lo sguardo al futuro

L’Italia e il Giappone hanno rapporti ufficiali dal 25 agosto 1866, quando venne firmato a Edo il Trattato di amicizia e commercio tra i due Paesi.

Il volume Italia e Giappone 1866-2026. Diplomazia e oltre a cura di Giulio Antonio Bertelli e Luciano Monzali, pubblicato da Editoriale Scientifica, ripercorre questa storia che nel tempo è diventata sempre più articolata.

Il 2026 ha visto anche l’arrivo del nuovo Ambasciatore italiano a Tokyo, Mario Vattani, e della nuova Ambasciatrice giapponese a Roma, Hikariko Ono.

A livello istituzionale, nei giorni scorsi a Roma si è svolto un confronto istituzionale dedicato ai temi costituzionali, alla digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione e al rafforzamento della cooperazione bilaterale: nella sede del Senato, a Palazzo Madama, il Presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Andrea De Priamo ha ricevuto una delegazione di membri della Commissione per la Costituzione della Camera dei Rappresentanti del Giappone. All’incontro hanno partecipato gli onorevoli Furuya Keiji, Shindo Yoshitaka, Kunishige Toru, Oniki Kamoto e Iizumi Kamon, insieme all’Ambasciatrice del Giappone in Italia, Hikariko Ono.

Nell’ambito delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, nel luglio 2026 l’Ambasciata d’Italia a Tokyo ha stipulato un nuovo partenariato con Yamaha Music Japan, storica eccellenza giapponese nel campo degli strumenti musicali, con il coinvolgimento del pianista italiano Alberto Pizzo, già ambassador Yamaha, e della cantante lirica Yasko Fuji, ambassador del Padiglione Italia a Expo Osaka 2025.

Il 18 giugno 2026 a Genova, la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha ricevuto l’Ambasciatrice Ono nel suo ufficio di rappresentanza a Palazzo Tursi. Il dialogo è stato centrato sulle prospettive di sviluppo nei settori della cultura, dell’innovazione tecnologica, della ricerca, degli scambi economici e dello sport. Genova, inoltre, ha un legame speciale con il Giappone, come testimoniato dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, una delle più rilevanti collezioni di arte giapponese in Europa.

Inoltre, il 17 agosto 2026 l’ambasciatrice Ono si è recata in Campania, dove ha visitato gli scavi in corso nel sito archeologico romano a Somma Vesuviana, che da oltre vent’anni vedono impegnata l’Università di Tokyo.

Nel campo della ricerca scientifica, il 3 settembre 2026 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha ospitato, nella sede di Roma, la delegazione giapponese guidata dal Senatore Aoki Kazuhiko, per un confronto dedicato alle attività di ricerca, monitoraggio e prevenzione del rischio vulcanico.

Nelle aree della robotica e dell’automazione industriale, dall’8 al 19 giugno 2026 si è svolta la missione istituzionale del Direttore del Japan Hub del Politecnico di Torino, Giuseppe Quaglia, accompagnato dal Research Manager del progetto, Giovanni Colucci. Nel corso della missione, la delegazione ha incontrato partner accademici, industriali e istituzionali nelle aree di Tokyo, Kyoto, Osaka e Nagoya, con l’obiettivo di rafforzare la rete di collaborazioni in Giappone e individuare nuovi ambiti di cooperazione.

Tra gli accordi industriali recenti e più rilevanti, il 13 gennaio 2026, il Console Generale d’Italia a Osaka, Filippo Manara, ha preso parte alla cerimonia di costituzione della joint venture ComTesco, nuova realtà industriale nata dall’accordo tra l’italiana Comer Industries e la giapponese Nabtesco Corporation. L’evento, svolto a Tarui, nella Prefettura di Gifu, ha unito l’eccellenza italiana nella meccatronica avanzata e nell’integrazione di sistemi con il know-how giapponese nelle tecnologie idrauliche.

E ad aprile 2026, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata nazionale del Made in Italy, l’Ambasciata d’Italia a Tokyo ha annunciato la creazione del nuovo Ufficio per la Crescita e l’Export, articolato in 3 sezioni: una per il Sistema Italia e gli investimenti, in sinergia con l’Agenzia ICE; una per la promozione dell’italofonia, della cultura e dei territori italiani; e una dedicata alla diplomazia scientifica, spaziale e sportiva.

Sempre ad aprile 2026, è entrato ufficialmente in vigore l’Accordo vacanze-lavoro con il Giappone, ratificato con la Legge n. 136 del 17 settembre 2025. Tramite il rilascio di un visto per vacanze-lavoro, l’accordo offre la possibilità a giovani cittadini italiani e giapponesi, con età tra i 18 e i 30 anni, di soggiornare nell’altro Paese fino a un anno allo scopo di trascorrervi le vacanze e di svolgere, senza la richiesta di nulla osta al lavoro, un’attività professionale per un periodo massimo di 6 mesi, come attività accessoria alle vacanze.

Recentissima è anche l’inaugurazione dei nuovi spazi della Camera di Commercio Italiana in Giappone a Minami Aoyama (Tokyo), con la presentazione del progetto MeDiet Japan 2026. Nato nel 2021 per promuovere la Dieta Mediterranea in Giappone e negli altri paesi dell’Asia, MeDiet Japan è una piattaforma dedicata a salute, benessere e stili di vita sostenibili. L’edizione 2026 è in programma il 16 e 17 ottobre alla United Nations University di Tokyo, ed è dedicata al tema della longevità. In particolare, verrà analizzato lo stile di vita degli abitanti della Sardegna, che in media conduce ad una vita di maggiore durata.

Ancora in Giappone, dove si espande il viaggio del progetto artistico Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini. Per la prima volta dall’inizio del suo percorso espositivo, questa mostra approda in Oriente. Visitabile all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo dal 12 settembre al 22 ottobre 2026, Identità Oltre Confine è un progetto espositivo promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione del venticinquesimo anniversario della Collezione Farnesina. L’iniziativa propone una riflessione ampia e stratificata sul concetto di identità nel contesto contemporaneo, segnato da crisi ecologiche, fenomeni migratori, instabilità geopolitiche e profonde trasformazioni culturali. Concepito inizialmente come un percorso itinerante in tre tappe, il progetto si è progressivamente ampliato. Attraversando città, istituzioni diverse, Identità Oltre Confine ha costruito un racconto in continua evoluzione sul modo in cui le identità individuali e collettive si ridefiniscono nel tempo, all’interno di una geografia che da sempre mette in relazione culture, lingue e visioni differenti. A un anno dall’avvio del progetto, la tappa di Tokyo segna un momento significativo del suo percorso: per la prima volta Identità Oltre Confine esce dai confini europei, aprendo un dialogo con una cultura che ha profondamente influenzato l’immaginario e la ricerca di numerosi artisti italiani presenti in mostra.

In questi giorni, inoltre, ha compiuto 4 anni il progetto di ricerca Thesaurum Fidei, promosso dall’Arcidiocesi di Lucca e dall’Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede. Il progetto, affidato alla professoressa Olimpia Niglio, titolare della cattedra di Restauro Architettonico presso l’Università di Pavia, con il coordinamento di Mons. Paolo Giulietti, ha avuto sin dalla sua origine la finalità di riaprire il percorso di conoscenza della storia missionaria lucchese con uno sguardo particolare al Giappone. In tale ambito, domani, venerdì 18 settembre 2026 a Firenze presso Palazzo Bargagli, Lungarno delle Grazie 22, ore 9 – 13:30, si svolgerà il Convegno Internazionale “The Birth and Transformation of Images in Sacred Sites” organizzato dall’Università di Tokyo e dall’International Studies Institute Florence (ISI Florence). Il convegno riunisce specialisti di storia dell’arte giapponese ed europea, letteratura, architettura e storia delle religioni per indagare, in prospettiva comparata, il rapporto fra spazio sacro, mobilità e nascita e trasformazione delle immagini, ed è prevista la partecipazione della prof.ssa Niglio e di Mons. Paolo Giulietti. Tutte le informazioni sul progetto Thesaurum Fidei sono qui.

Per chi desidera scoprire senza fretta alcuni autori della letteratura giapponese, nelle date di sabato 19 settembre, sabato 3 ottobre, sabato 7 novembre e sabato 5 dicembre 2026 alle ore 10 italiane, la scrittrice Laura Imai Messina, residente in Giappone dal 2005 e autrice di diversi libri sul Paese del Sol Levante, terrà un ciclo di incontri online su Zoom dal titolo Dokusho Book Club. Ogni incontro avrà durata di 60 minuti e verterà su uno o due autori giapponesi. Gli incontri sono acquistabili anche singolarmente (20 euro ad incontro), mentre il ciclo completo è disponibile al costo di 60 euro. Le cifre pagate non sono rimborsabili. Per iscriversi: qui.

Nel mondo della moda e degli accessori, fino al 9 ottobre 2026 è possibile iscriversi alla terza edizione di The New Italian Cool Award: concorso proposto dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone per mettere in contatto giovani fashion designer italiani con il mercato giapponese. Due categorie di partecipanti: la categoria NEW, per brand già attivi sul mercato da almeno un anno (con una sezione dedicata all’abbigliamento e una agli accessori), e la categoria UPCOMING, pensata per studenti e neolaureati delle scuole di moda e design italiane. Non è previsto alcun tema obbligatorio. L’edizione 2026 vede la collaborazione con Regione Lombardia, Assessorato Turismo Marketing Territoriale e Moda, e la creazione dei due premi speciali Regione Lombardia – Categoria NEW e Regione Lombardia – Categoria UPCOMING, rispettivamente per designer con sede legale o operativa in Lombardia e studenti regolarmente frequentanti un istituto o scuola presenti sul territorio lombardo. Membri della giuria che valuterà le proposte: il designer Tomo Koizumi, vincitore del Premio LVMH e collaboratore di Lady Gaga e Björk; Maiko Shibata, direttore creativo di RESTIR e presenza fissa nel BoF500; Ritsuko Nagashima, fashion consultant ed ex-country manager di YOOX NET-A-PORTER GROUP Japan, Condé Nast Japan; Nobuyuki Nanamiya, presidente di Coronet Inc., uno dei principali importatori giapponesi di moda di lusso; Michiaki Matsushima, direttore editoriale di WIRED Japan. I vincitori saranno invitati a Tokyo per la cerimonia di premiazione, che si terrà il 13 novembre 2026, dove presenteranno le loro collezioni in un fashion show alla presenza di media, buyer e distributori giapponesi.

Anche nel campo della gastronomia non mancano le collaborazioni. Il 7 settembre 2026, nella Chiesa dei Servi di Casa Artusi a Forlimpopoli, è stato firmato un Protocollo di Intesa triennale tra la Fondazione Casa Artusi, rappresentata dal presidente Andrea Segrè, e il College of Gastronomy Management della Ritsumeikan University (Giappone), rappresentato dal dean Masayoshi Ishida. Alla sottoscrizione hanno preso parte anche Milena Garavini, sindaca di Forlimpopoli, e Renzo Armuzzi, Responsabile del Settore Innovazione e promozione del sistema agroalimentare della Regione Emilia-Romagna. L’accordo è il risultato di un percorso iniziato in occasione della missione di Casa Artusi in Giappone con la Regione Emilia-Romagna nel marzo 2026 e proseguito nei mesi successivi con il lavoro delle due istituzioni per trasformare quell’incontro in una collaborazione stabile.

Last but not least, prosegue a Roma la crescita del brand giapponese di gastronomia Hiromi. Presente dal 2018 con Hiromi Cake, prima pasticceria giapponese della Capitale (con sedi anche a Milano e Firenze e una rete di oltre 200 ristoranti in tutta Italia riforniti dai laboratori del brand), dal settembre 2023 si è aggiunta anche Hiromi La Maison, concepita non solo come ristorante e punto vendita ma anche come laboratorio di ricerca e spazio culturale dedicato alla pasticceria giapponese, alla cucina del Kansai e alla selezione di sakè. La Maison ospita anche corsi, degustazioni e incontri, offrendo un’esperienza gastronomica e culturale a 360 gradi. E dalla primavera 2026 è operativa anche Hiromi La Terrazza, sul rooftop del 77 Hotel a Monti, via Agostino Depretis 77,  aperta tutti i giorni per aperitivo e cena, con circa settanta coperti distribuiti tra sala principale con bancone del sushi a vista, zona riservata e area tatami per cene secondo la tradizione giapponese.