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Al posto tuo [recensione film]

L’idea dello scambio di vite fra due persone non è nuova nella storia del cinema.

Ma in Al Posto Tuo (film italiano del 2016, diretto da Max Croci, al suo secondo lungometraggio dopo Poli Opposti del 2015), si assiste ad una godibile commedia all’italiana, in cui lo scambio di vite fra i due protagonisti (Luca Molteni, interpretato da Luca Argentero, e Rocco Fontana, impersonato da Stefano Fresi) è il pretesto per mostrare alcuni tipi di persona.

Entrambi lavorano, come creativi, in una azienda che produce sanitari, e i problemi di lavoro li mettono nella condizione di dover fare l’uno la vita dell’altro, per una settimana. L’azienda, infatti, in futuro avrà posto soltanto per uno di loro due: chi dei due riuscirà ad acquisire anche le capacità lavorative ed umane dell’altro, potrà mantenere il posto di lavoro. L’altro, sarà licenziato. Durante il film, si scoprirà che in realtà entrambi sono destinati ad essere licenziati, per via di questioni di potere a livello dirigenziale.

Ma, ignari di ciò che sta succedendo al di sopra di loro, i due accettano la sfida, pur di salvare il proprio posto di lavoro.

E qui entra in scena l’incontro/scontro fra personalità diverse: Molteni si sta avvicinando ai 40 anni d’età, è single, passa da un’avventura sentimentale all’altra, vive in città in un’abitazione dotata di apparecchiature hi-tech, inoltre ha una vicina di casa che all’apparenza sembra una donna (alla quale ha chiesto di fingere di essere la sua fidanzata ufficiale) ma in realtà è un transessuale. Fontana è un quarantenne, fisicamente in sovrappeso, controllato in maniera inflessibile dalla moglie (interpretata da Ambra Angiolini), ha tre figli (una bambina e due adolescenti), vive in una villetta in campagna e non ha grilli per la testa (a parte la passione per il cibo).

Tra Roma e la campagna romana (dove è stato girato il film), si dipanano le vicende dei due colleghi-rivali, che pian piano iniziano a vivere la vita quotidiana dell’altro. Gustose, peraltro, alcune scene in cui Fontana è alle prese con la domotica e con l’internet of things nell’appartamento di Molteni. Così come sono gradevoli alcuni scambi di battute tra Molteni e Claudia (la puntigliosa moglie di Fontana), con Molteni che riesce ad instaurare un buon rapporto con uno dei figli adolescenti di Fontana.

Soltanto nella parte finale, le vicende lavorative tornano a riempire la sceneggiatura, con Fontana che scopre l’inganno progettato dall’azienda nei confronti suoi e di Molteni.

La conclusione del film è buonista: i due protagonisti riescono a trovare una soluzione ai problemi di lavoro, Fontana torna a vivere con la propria famiglia, Molteni riesce addirittura a trovare una relazione sentimentale stabile (almeno, così sembra).

Nel film, i problemi di lavoro finiscono per far migliorare i rapporti fra colleghi molto diversi tra loro e in competizione. Il mondo reale è molto spesso differente dal lieto fine, ma in questa narrazione cinematografica, mettersi nei panni dell’altro diventa l’occasione per guardare il mondo anche in un altro modo.