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La sharing economy, tra l’Italia e il mondo

Una delle tendenze economiche e sociali emerse negli ultimi anni è lo sviluppo di modalità alternative/innovative di acquisto e consumo di prodotti e servizi.

A livello internazionale, questo fenomeno è stato chiamato con l’espressione “sharing economy”.

Culturalmente, gli italiani provengono da una secolare tradizione di individualismo (con qualche eccezione). Ma la diminuzione di reddito disponibile (in corso da circa 10 anni) ha prodotto un certo avvicinamento alla sharing economy anche in Italia: è un fenomeno con varie ramificazioni, come ad esempio la nascita di aziende improntate all’economia della condivisione, il successo o il fallimento di alcuni prodotti e servizi erogati tramite la sharing economy, le condizioni contrattuali applicate ai lavoratori delle aziende della sharing economy, la regolamentazione legislativa di queste attività lavorative, le questioni connesse alla privacy dei lavoratori e dei clienti dei servizi/prodotti della sharing economy.

Nel frattempo, il settore della sharing economy continua la propria evoluzione.

Car2go è un fornitore internazionale di servizi di carsharing (condivisione dell’automobile) a flusso libero, con attività soprattutto in Europa.

Recentemente, Car2go ha stilato un classifica dei dieci servizi/prodotti più condivisi al mondo.

Ecco la top 10.

L’automobile: Car2go conta attualmente 2.9 milioni di utenti e 22 milioni di noleggi all’anno. Numeri destinati a crescere, come indicato dalla società di consulenza Frost & Sullivan, la quale prevede che entro il 2025 saranno 36 milioni le persone utilizzeranno il carsharing nel mondo.

Il viaggio in automobile: esiste un’altra forma di condivisione dell’auto, il cosiddetto ridesharing. Il fornitore numero uno al mondo è Uber. Ogni anno, questa azienda americana mette in relazione tra i quattro e i cinque miliardi di spostamenti. In questa categoria rientrano anche i viaggi in taxi mediati attraverso una app. In questo caso è mytaxi il più grande fornitore, con oltre 40 milioni di viaggi all’anno.

L’appartamento: Couchsurfing.com registra 12 milioni di utenti e AirBnB addirittura 150 milioni di clienti. Il mercato è in rapida crescita a livello internazionale: AirBnB da sola copre 65 mila città in 191 Nazioni, con oltre 3 milioni di indirizzi registrati.

Il parcheggio dell’automobile: nel traffico cittadino, chi guida l’auto spende circa il 30 per cento del proprio tempo a cercare un parcheggio. Di conseguenza, è sempre più in aumento la richiesta di sistemi di parcheggio intelligenti. La compagnia di consulenza Roland Berger ritiene che entro il 2020 il mercato del parcheggio condiviso raggiungerà un volume di mercato di circa 2 miliardi di euro.

La bicicletta: il bikesharing diventa sempre più popolare. Ci sono oltre un milione di biciclette a noleggio in tutto il mondo, e si effettuano circa 70 noleggi di biciclette al secondo a livello internazionale. Il più vasto mercato del bikesharing si trova in Cina, Paese nel quale si registrano dai quattro agli otto noleggi di biciclette al giorno. Il fornitore CitiBike raggiunge circa 14 milioni di spostamenti all’anno.

Gli utensili: in media, nel mondo, il trapano viene utilizzato per soli 13 minuti in totale. Questo dato dimostra che condividerne l’uso sarebbe davvero una buona idea. Ecco perché esistono piattaforme di condivisione “di quartiere” in tutto il mondo.

Le scrivanie: attualmente, condividere lo spazio in cui lavorare è un trend in crescita. Su piattaforme come ShareDesk, in tutto il mondo è possibile affittare o noleggiare stanze e postazioni lavorative per orari definiti. Condividere gli spazi è, poi, una modalità che si sta diffondendo anche tra le aziende: in questo caso i dipendenti condividono le stesse scrivanie in base al tempo in cui devono realmente occuparle.

I libri: di solito, un libro viene letto e poi conservato su uno scaffale. Se è davvero un bel libro, ogni tanto, viene letto per una seconda volta. Ma non sarebbe meglio condividerlo con altre persone? Piattaforme come BookMooch rendono possibile la condivisione dei libri.

L’abbigliamento: Con RentARunway si può noleggiare un abito. Gli utenti variano dagli studenti delle scuole superiori, che hanno bisogno di un abito per il ballo di fine anno, fino agli ospiti dei matrimoni. Inoltre, uno studio ha mostrato che le donne negli Stati Uniti indossano la metà dei loro capi di abbigliamento soltanto per una volta.

Beni e servizi di varia natura: sono diverse le piattaforme attraverso le quali si possono condividere molti oggetti: articoli per la casa, attrezzature per lo sport, tecnologie varie, attrezzature fotografiche, tende da campeggio, giochi da tavola.

Oltre a ciò che viene condiviso di più, c’è anche un altro fatto interessante, relativo a ciò che si condivide di meno: in questo caso, è lo smartphone l’oggetto che quasi sempre non si desidera condividere con altre persone. Un sondaggio statunitense ha mostrato che l’85 per cento delle persone rifiuta nettamente l’idea che qualcuno possa usare il proprio smartphone. Naturalmente, è facile immaginare cosa succederebbe se un estraneo si intrufolasse nelle comunicazioni private: un (gigantesco) vaso di Pandora verrebbe scoperchiato, con conseguenze imprevedibili.

Nel video qui di seguito (3’ 41’’), ci sono le interviste fatte da Car2go agli italiani, sul tema della sharing economy.