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Innovazione e lavoro: per crescere

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Prendo spunto da questo articolo di Guido Romeo sul Sole24Ore.com. Il tema è la crisi della Silicon Valley. Crisi occupazionale e di innovazione, secondo il Silicon Valley Index, rapporto che monitora l'economia dell'area a sud di San Francisco. I dati sono elaborati combinando vari indicatori, tra i quali: i bilanci aziendali, l'attrazione di talenti, la produzione di innovazioni, l'accumulo di conoscenza, il numero di brevetti. Secondo gli autori del rapporto, è necessario tornare allo spirito caratteristico della Silicon Valley: ovvero le menti innovative ed imprenditoriali che, a partire dagli anni Settanta, si sono innestate in un'area originariamente "creata" tramite investimenti pubblici per la difesa e l'information technology. Nel tempo, si sono avvicendate generazioni di innovatori in quel luogo e oggi la "next big thing" sembra indirizzarsi verso le biotecnologie e le energie pulite, anche in base agli investimenti che l'amministrazione Obama sta varando in questi settori. I "green jobs" potrebbero essere un catalizzatore per far ripartire Silicon Valley (i numeri della green economy nella Valley: qui) ed anche Cina ed India si stanno attrezzando per questa sfida globale, che si inserisce all'interno di un binomio fondamentale per uscire dalla crisi: innovazione e lavoro.

Il tema del lavoro è di palese importanza. E l'innovazione non deve essere intesa come la "cornucopia del nuovo" che risolve immediatamente tutti i problemi. In Gran Bretagna, c'è il NESTA – National Endowment for Science, Technology and the Arts: un organismo indipendente che ha come scopo il monitoraggio e il sostegno di imprese realmente innovative nel paese britannico. Periodicamente realizza report di ricerca, e ad ottobre 2009 ne ha rilasciato uno intitolato "The Vital 6 per cent", dove si mostra che il 6% delle imprese innovative ad alto tasso di crescita ha generato metà dei nuovi posti di lavoro creati da imprese esistenti tra il 2002 ed il 2008 nel Regno Unito. 6%: una percentuale quantitativamente piccola ma in realtà vitale per la creazione di un consistente numero di nuove opportunità lavorative. Si può notare, dunque, come il supporto ad una esigua quota di imprese realmente eccellenti ed innovative non sia sinonimo di politica elitaria bensì di strategia per creare occupazione e prosperità.

L'Italia ha accumulato molti ritardi ed errori su questi temi ma, in un mondo che cambia rapidamente come quello attuale, ci possono essere speranze per chi sa e vuole cogliere le sfide.

Scarica Research Summary Report 'The Vital 6 per cent' by NESTA – National Endowment for Science, Technology and the Arts, October 2009