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L’energia solare, tra Warren Buffett e la bioedilizia

Clean energies

 

 

 

 

 

 

 

Chi lo avrebbe mai detto: all'età di 81 anni, Warren Buffett, investitore tra i più ammirati al mondo, mostra qualche interesse per il mondo dell'innovazione.

E' una notizia, poiché Buffett ha sempre prediletto i business industriali classici, dotati di forti vantaggi competitivi e con flussi di attività abbastanza prevedibili.

Ma, ultimamente, ha allargato il suo orizzonte d'investimento all'area tecnologica: verso la fine di quest'anno, ha investito nella IBM, acquistandone una quota pari a 10,7 miliardi e sottolineandone il buon programma di crescita nel lungo periodo.

Storicamente, le mosse di Buffett non passano inosservate, sia per la scelta dell'investimento sia per le dimensioni dell'impegno finanziario.

Se l'investimento in IBM può sembrare una "variazione" dello stile classico, una "sorpresa" è invece rappresentata dal fatto che Buffett abbia investito 2 miliardi di dollari in un progetto americano relativo all'energia solare, come riportato qualche giorno fa dal Los Angeles Times.

Attraverso una delle sue holdings, l'oracolo di Omaha (il soprannome di Buffett) ha acquistato il Topaz Project in California, che condurrà la Topaz Solar Farm ad essere uno dei maggiori impianti fotovoltaici al mondo, con una capacità di 550 megawatt (pari a circa la metà di un reattore nucleare).

Dall'entourage di Buffett, si sostiene che l'energia solare sia una tecnologia valida a livello commerciale anche senza il supporto governativo di leggi a favore del settore. Negli Stati Uniti, va ricordato, i tax credits per l'energia solare sono validi fino al 2015.

Di certo, negli ultimi anni le energie rinnovabili, e soprattutto quella solare, hanno guadagnato spazio nel dibattito pubblico e sui media. Ciò è dovuto ad un mix di tre fattori: i crescenti problemi geopolitici ed economici legati al petrolio, la grande domanda di energia proveniente dai paesi emergenti e in via di sviluppo, i sostanziali sviluppi nella ricerca e nella commercializzazione delle tecnologie dell'energia rinnovabile.

Parallelamente allo sviluppo tecnico, è cresciuto anche l'interesse per gli investimenti in questo settore. Ad esempio, ancora negli Stati Uniti (California), la Solar City ha recentemente ottenuto un finanziamento di oltre 1 miliardo di dollari da parte di privati per pannelli solari su tetti di abitazioni (soprattutto di militari). Fonte: UsaToday.

E la bioedilizia è la grande area nella quale convergono idee e business. In Europa, c'è un progetto per trasformare un ex bunker nazista in un grande impianto solare su tetto, nel distretto di Wilhelsmburg (Germania, Amburgo), con tanto di area ristoro, terrazza panoramica e museo. Fonte: greenMe.it.

E nei mesi scorsi, in Scozia, è stato costruito il primo ponte in Europa fatto con i rifiuti, per l'esattezza con 50 tonnellate fra plastica riciclata, bottiglie di plastica della raccolta differenziata e materiali provenienti da veicoli in disuso. Il progetto è stato realizzato dall'azienda britannica Vertech.

Il settore del "green" vive anni di grande espansione, in alcuni casi accompagnato da euforia comunicativa. E in questo momento, chi desidera investire in Borsa nel settore delle energie rinnovabili, deve valutare con molta attenzione, prima di prendere una decisione.

A livello globale, per il presente e per il futuro, rimane decisivo saper gestire saggiamente le fonti fossili e sviluppare con lungimiranza le fonti rinnovabili.