Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Italians in the world

World map

Paese che vai, usanze che trovi.

A volte, le usanze nuove sono piacevoli da scoprire, altre volte non lo sono.

Gli italiani che vivono all'estero sanno di cosa si tratta… E negli ultimi anni, il flusso di italiani emigrati all'estero è diventato sempre più cospicuo. Il motivo principale è la mancanza di lavoro stabile in Italia. Ovviamente, ci sono anche altre cause, come per esempio il desiderio generale di cambiare vita, il legame sentimentale con una persona di un altro Paese, la voglia di vivere nuove esperienze professionali.

Per quanto riguarda la sfera lavorativa, va detto che il semplice fatto di emigrare non risolve automaticamente i problemi di lavoro. Neanche all'estero esiste la bacchetta magica che ridona serenità e stipendio.

In particolare, il mondo anglosassone presenta certamente un mercato del lavoro più dinamico rispetto a quello italiano ma è anche molto più competitivo e orientato al raggiungimento dei risultati. Più in specifico, chi vuole trasferirsi a Londra deve operare con giudizio perché una metropoli globale come questa richiede una "preparazione mentale" che non tutti hanno. Ne ha scritto in questi giorni il giornalista Marco Niada, qui sul sito del Sole 24 Ore.

Nel 2014, si può ormai parlare di una vera e propria colonia italiana nel Regno Unito: secondo stime dell'ambasciata italiana in Gran Bretagna, nel Regno Unito vivono attualmente oltre 500 mila italiani, di cui circa 250 mila nell'area di Londra. E su impulso dell'ambasciatore italiano nel Regno Unito, Pasquale Terracciano, sono in fase di avviamento due iniziative su questi temi: Primo Approdo, ovvero una serie di lezioni per aiutare ad ambientarsi nella realtà inglese (per informazioni: visitare il sito dell'Ambasciata Italiana a Londra e scrivere a londra.primoapprodo@esteri.it); e Italy Made Me, ossia una serie di incontri per far conoscere le eccellenze italiane all'estero e mostrare buoni esempi ai giovani.

Oltre alle iniziative di tipo istituzionale, ci sono anche altre realtà, come l'associazione Italians of London, fondata e presieduta da Giancarlo Pelati fin dalla fine degli anni Novanta e che oggi conta oltre 20 mila iscritti, e The Italian Project, società fondata da Daniela De Rosa nel 2013 e attiva in servizi alle imprese, progetti culturali e incontri di preparazione alla vita quotidiana nel Regno Unito.

Per chi volesse conoscere alcuni parti delle storia italiana recente, nei prossimi mesi sono in arrivo due eventi ad ingresso gratuito all'Istituto Italiano di Cultura di Londra (39 Belgrave Square, London SW1X 8 NX) nell'ambito del ciclo di incontri The Invention of Italy. Nell'incontro di venerdì 11 aprile 2014, Simona Colarizi (docente di Storia Contemporanea all'Università La Sapienza di Roma) parlerà dell'Italia del miracolo economico degli anni Sessanta, mentre nell'evento di venerdì 9 maggio 2014 John Foot, docente di Storia Italiana Contemporanea all'Università di Bristol, parlerà della relazione tra l'identità italiana e la Nazionale di calcio italiana.

E considerato che ai Mondiali di calcio di quest'anno in Brasile l'Italia è nel girone con Inghilterra, Uruguay e Costa Rica, nei prossimi tempi le relazioni italo-inglesi sono destinate ad intensificarsi… smile.

Chiudiamo con la "classificazione" di coloro che vivono in un Paese diverso da quello di origine, fatta qualche anno fa dalla scrittrice italo-americana Tiziana Nenezic: il Mover Spugna, il Mover Camaleonte, il Mover Colonizzatore, il Mover Snobstalgico, il Mover Blasé, il Mover Autoghettizzato. L'articolo – intitolato Movers – è qui.