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Alla ricerca del nuovo Made in Italy

Made in Italy

Parlare di Made in Italy nel 2014 significa parlare anche e soprattutto delle future sembianze economiche e culturali dell’Italia.

L’espressione made in Italy può non piacere a tutti, ma racchiude certamente quella unione di capacità creative e produttive che ha permesso alla manifattura italiana di diventare tra le più rinomate al mondo.

Ogni Paese esprime un proprio made in. Nel caso dell’Italia, si tratta di un universo molto variegato perché il made in Italy riflette luoghi, abilità, materiali, modi di lavorare diversi.

E sapendo usare bene i media a disposizione in questa epoca, si può comunicare il made in Italy con modalità innovative rispetto al passato.

Ad esempio, è recentemente nata la rivista multimediale Peninsula Hotel: un progetto ideato dai giornalisti Serena Danna (Corriere della Sera) e Andrea Marinelli (freelance per varie testate), con il supporto della casa editrice Humboldt Books (Milano). L’idea è quella di cercare e raccontare il nuovo made in Italy attraverso le storie delle persone che lo stanno reinventando, in ogni ambito produttivo e in ogni luogo del territorio italiano. Per informazioni: peninsulahotel2014@gmail.com.

Il progetto sarà presentato sabato 27 settembre 2014 alle ore 15 a Venezia, Corderie dell’Arsenale, palco E, all’interno della Biennale di Venezia. Oltre a Danna e Marinelli, interverranno Giovanna Silva (fotografa e fondatrice Humboldt Books), Paolo Priolo (responsabile Brand Development Projects Telecom Italia), Enrica Arena (co-fondatrice OrangeFiber), Orlando Festa (interactive designer Roll Studio). Informazioni sui biglietti d’ingresso: qui.

La penisola italiana riserva sempre sorprese. Questo progetto cerca quelle positive e in qualche modo ci sono delle assonanze con il libro Italo Globali. Viaggio nell’Italia che vive al ritmo del mondo che ho recentemente curato (Lupetti editore, Bologna 2014).

D’altra parte, un lavoro di ricerca (giornalistica, in questo caso) è ormai fondamentale se si vuole intravedere l’evoluzione del made in Italy al di là della nota triade gastronomia/moda/design (che continuerà ad esistere).

Ridisegnare il made in Italy non soltanto è utile ma è anche necessario al giorno d’oggi.