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Un momento di fashion

L’intreccio fra moda, divismo e metropoli è una delle caratteristiche della modernità novecentesca.

Al giorno d’oggi, la moda continua certamente ad esistere, ma ha una funzione un po’ diversa: mentre in passato era un elemento centrale nella costruzione dell’identità, oggi funge più da supporto esterno alla costruzione del sé.

Essendo stato invitato, ieri sera sono dunque andato all’inaugurazione della boutique di Roma della Maison Martin Margiela (via del Babuino, 49, centro storico), dedicata all’abbigliamento e alle calzature per donne e uomini. Si tratta di una casa di moda francese, con sede a Parigi, fondata nel 1988 dal fashion designer belga Martin Margiela con l’idea di decostruire l’abito e proporre una moda d’avanguardia. Nel 2002, la maison è entrata a far parte della holding Only The Brave, presieduta dall’imprenditore italiano Renzo Rosso, ieri sera presente all’inaugurazione. Attualmente, il direttore creativo della maison Margiela è lo stilista inglese John Galliano.

Ora, gli eventi mondani a Roma sono occasioni in cui si mescolano, in modo del tutto naturale, celebrities, amici delle celebrities, “imbucati” e varia umanità. Ed è stato così anche ieri sera, tra fotografi, selfies, food, drinks and music (smile). L’evento si è svolto principalmente all’aperto, in uno spazio contiguo alla boutique, e non sono mancati i passanti che dall’altro lato della strada si sono fermati ad osservare lo “show”.

Prima o poi, però, anche lo spettacolo finisce, e la serata si conclude.

E come sappiamo, ogni imprenditore ha il “terrore” di rimanere con la merce invenduta. Come si fa nel caso di capi d’abbigliamento che non sono stati venduti? La startup italiana Hopstock ha elaborato una soluzione: è infatti una piattaforma online B2B che connette una rete di negozi d’abbigliamento, scarpe, accessori e attrezzature sportive, con l’obiettivo di smaltire l’invenduto e riassortire la merce attraverso lo scambio e la compravendita di merce. In base all’impostazione data dai co-fondatori Luca Vannucci e Giulia Ruggi, su Hopstock si effettuano scambi e compravendite a prezzo di costo della merce e il negoziante è libero di inserire il prezzo che vuole alle offerte, modificandolo in corso d’opera in base alle necessità. La registrazione e l’utilizzo della piattaforma sono gratuiti e Hopstock trattiene il 10 per cento di commissione su ogni transazione andata a buon fine. In futuro, la piattaforma verrà aperta anche ad altri settori del comparto moda e il servizio sarà esteso anche ai distributori e alle aziende.

D’altra parte, in Italia sono presenti circa 140 mila punti vendita multimarca indipendenti di abbigliamento, che ogni anno si ritrovano ad avere merce invenduta per 4 miliardi di euro, mentre a livello internazionale, ogni anno, la merce invenduta nel settore della moda vale circa 240 miliardi di dollari.

La marca, la merce, la creatività, il business. E la tecnologia: sono ormai arrivati anche i capi di abbigliamento realizzati in 3D.

Abitare il corpo è un processo sempre in evoluzione.