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Cercare la crescita in Italia, ripartendo dalla vita delle persone

Come è noto, da vent’anni l’economia italiana stenta a crescere.

Le conseguenze sono ormai evidenti sul tessuto sociale italiano.

Tra gli analisti dello scenario socio-economico italiano, c’è anche Francesco Morace, classe 1959, napoletano, studi in Sociologia a Trento, fondatore nel 1989 del Future Concept Lab, istituto di ricerche socio-culturali e di mercato con sede a Milano.

Morace è anche autore di pubblicazioni, relatore in eventi in Italia e all’estero, docente di Innovazione Sociale in atenei italiani, e dal 2015 è anche l’ideatore del Festival della Crescita, che si svolge in varie località d’Italia.

Le giornate del Festival della Crescita del mese di ottobre, a Milano, sono il momento di sintesi del viaggio effettuato durante l’anno nei territori italiani (sia nelle città sia nei centri più piccoli).

Quest’anno, le giornate milanesi avranno luogo da giovedì 17 ottobre a sabato 19 ottobre. Giovedì 17 ottobre presso Le Village (Corso di Porta Romana 61), venerdì 18 e sabato 19 ottobre al Palazzo delle Stelline (Corso Magenta 61).

Qui il programma, ingresso libero.

Da poche settimane, inoltre, è disponibile il libro Il bello del mondo. Battiti locali per un respiro globale di Francesco Morace, Egea editore.

Da dove ripartire, dunque, in Italia? 

«Per centrare l’obiettivo – scrive Morace – è necessario ripartire dalla vita vera di ciascuno, che è complicata, fatta di carne, sangue e sudore, prima ancora che di visioni ideali. La sfida del futuro si dipana tra la necessità del battito – sempre locale – e la sfida del respiro che si alimenta aprendosi all’esterno, puntando alla qualità dell’aria che respiriamo».

Secondo Morace, locale e globale non si contrappongono ma costituiscono i due capi della stessa matassa. Per sbrogliarla, l’autore ragiona sulle due dimensioni vitali dell’organismo: battito del cuore e ampiezza del respiro, circolazione locale e respirazione globale.

La finanza globale è interessata ai numeri e ha un respiro davvero potente. Perciò è ancora più necessario, sia per le aziende sia per i territori, conoscere bene il battito del proprio cuore.