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Fatti, miti e ipotesi sul Coronavirus, spiegati da due medici italiani negli Stati Uniti: Michele Carbone ed Enrico Bucci

Ormai il Coronavirus è l’argomento più globale.

Da qualche settimana, se ne sono dette, ascoltate, lette, di ogni tipo.

Pochi giorni fa (14 marzo 2020), sulla testata giornalistica statunitense The Hill, è stato pubblicato l’intervento di Michele Carbone ed Enrico Bucci nel quale vengono spiegati fatti, miti e ipotesi sul Coronavirus.

Carbone è patologo, genetista molecolare, ricercatore sul cancro, è titolare della cattedra William & Ellen Melohn in Cancer Biology alla University of Hawaii, dove dirige il reparto di Oncologia Toracica, ed è anche docente di Patologia alla John A. Burns School of Medicine a Honolulu (Hawaii).

Bucci è professore allo Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University, a Philadelphia (Pennsylvania).

Nel loro intervento, in lingua inglese, i due medici spiegano la prima diffusione di questo virus in Cina e come sia arrivato in Europa.

Mettere le persone in quarantena – sostengono Carbone e Bucci – è necessario per rallentare la velocità di diffusione del virus e per evitare che gli ospedali italiani arrivino al collasso.

Fino ad oggi, nessuna terapia ha dimostrato di essere assolutamente efficace, ma si auspica che negli Stati Uniti vengano sviluppate medicine efficaci entro quest’anno, e in ogni caso sarà necessario più di un anno affinché si arrivi alla produzione di vaccini e farmaci per le masse.

Tra i soggetti più a rischio di contrarre l’infezione: persone malate di tumore, chi ha problemi cardiaci, soggetti ipertesi, pazienti con diabete.

Le precauzioni che possono essere prese – concludono i due scienziati – riguardano il fatto di evitare luoghi con grande presenza di persone, viaggiare soltanto se è assolutamente necessario, lavarsi spesso e bene le mani.

Ed entro l’estate, l’epidemia potrebbe essere più gestibile.