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La filosofia del cibo e del vino, nel primo numero della rivista “Pantagruel”

Durante le festività natalizie del 2020 bisogna fare i conti con l’atmosfera creata dal coronavirus.

Ma nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, il consumo dei pasti rimane tra le certezze anche nel periodo di fine anno.

Il cibo e il vino sono due prodotti sui quali l’Italia ha una lunga e importante tradizione fatta di qualità e convivialità.

Si può fare anche filosofia su di loro, come è stato fatto nel primo numero della rivista italiana Pantagruel, diretta da Elisabetta Sgarbi e disponibile nelle librerie italiane da pochissimi giorni (27 euro, con illustrazioni).

Nelle 944 pagine di questo volume a cura di Elisabetta Sgarbi e Massimo Donà, decine di autori si sono cimentati con la narrazione del cibo e del vino, raccontando questi due elementi da molteplici punti di vista. Tra gli autori dei saggi del volume, anche gli imprenditori agricoli siciliani Alessio Planeta e Arianna Occhipinti, alla guida delle rispettive aziende vitivinicole.

«Pantagruel nasce come rivista di letteratura non letteraria, di mondi narrati – spiega Elisabetta Sgarbi –. Con questo spirito abbiamo spaziato tra letteratura, filosofia, teatro, musica, arte, storia, fotografia. Questo primo numero è diviso nelle sezioni: Concetti, Cibo, Simposio, Vino-Vini, Fame Sete e Digiuno, Metabolismi e Extra. L’esperienza culinaria è, per sua essenza, corale e comunitaria: intorno a una tavola si riunisce la famiglia, comunque essa sia. Con questo spirito abbiamo inteso intraprendere questo viaggio in un universo variegato che ci fa ‘alterare’. Mangiare è trasformare».