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La trasversalità dei fumetti nella produzione culturale

I comics si confermano come un terreno fertile per la sperimentazione culturale, mostrando una capacità di narrare storie su molteplici livelli.

Secondo un’analisi svolta dalla Federation of European Publishers (FEP), presentata a fine gennaio 2021, in Italia il mercato dei fumetti vale oggi tra il 2% e il 6% dell’intero comparto editoriale, con un fatturato in aumento del 42% rispetto all’anno precedente, per un totale di 43 milioni di euro.

A Roma, l’Accademia di Francia metterà a disposizione dei lettori 276 fumetti in lingua francese, nella biblioteca della sua prestigiosa sede di Villa Medici. Lo fa in questo 2021 che è l’anno del fumetto in Francia, istituito dal ministero francese della Cultura. L’acquisizione è il primo passo per la creazione di un fondo dedicato che riunirà quasi 200 autori e autrici internazionali di fumetti. Questo nuovo fondo andrà ad integrare le collezioni della biblioteca dell’Accademia, già ricca di 37.300 volumi, ed ambisce ad essere progressivamente completato con i progetti dei borsisti, dei residenti, degli artisti ospiti, dei ricercatori e delle ricercatrici che soggiornano a Villa Medici, con opere provenienti dalla rete francese a Roma (École française de Rome, Institut français Italia) e dal pubblico esterno alla biblioteca.

Nel mondo italiano del fumetto, uno dei personaggi più recenti è quello di Samuel Stern, ideato nel 2020 dal critico cinematografico e sceneggiatore Andrea Guglielmino, direttore di Bugs Comics.

Nei prossimi mesi inaugurerà a Roma, a Palazzo Merulana, la mostra Women in Comics (1 giugno – 13 luglio 2021), realizzata grazie alla collaborazione tra ARFestival, COMICON e Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.

Sul tema delle donne nel mondo dei fumetti, si è svolto oggi il webinar Women in Comics, organizzato dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.

Tra le relatrici del webinar, anche Rita Petruccioli, classe 1982, illustratrice e fumettista italiana, che ha spiegato: «Sono fortemente legata a questioni di genere. Come illustratrice, è cresciuto in me un senso di responsabilità nei confronti delle storie che disegno: da questa consapevolezza è nato un percorso. Abbiamo bisogno di storie raccontate dal punto di vista femminile. Sebbene io sia affezionata alla pagina cartacea, il digitale mi permette di osare di più e mi aiuta nel lavoro. Al giorno d’oggi, le innovazioni come le piattaforme di comunicazione e i social media hanno ampliato il linguaggio del fumetto».