La Berkshire Hathaway dopo Warren Buffett, con un commento di Francesco Carlà

Nell’immagine: Warren Buffett.

Nel mondo della finanza, è noto che l’imprenditore, economista e filantropo statunitense Warren Buffett abbia lasciato la gestione operativa della Berkshire Hathaway alla fine del 2025.

Ne avevo scritto qui.

Classe 1930, dagli anni Sessanta ad oggi Buffett ha creato una fortuna sia per sé stesso, con un patrimonio personale stimato in 150 miliardi di dollari, sia per gli azionisti della Berkshire Hathaway, azienda che ha guidato in qualità di CEO dal 1965 al 2025.

Gli investitori che hanno posseduto e tenuto le azioni della Berkshire fin dal 1965, anno in cui Buffett ne ha assunto la guida, hanno realizzato un rendimento del 6.100.000%, di gran lunga superiore a quello dello S&P 500, pari al 46.000% (dividendi inclusi).

Al giorno d’oggi, questa azienda vale un trilione di dollari e rappresenta una “fotografia” dell’economia USA.

L’approccio di Buffett e del suo storico socio d’affari Charlie Munger (1924 – 2023) ha tenuto conto sia dell’epoca in cui è stato dato loro di vivere sia della mentalità a lungo termine nell’investimento azionario.

La Berkshire è un conglomerato che include partecipazioni finanziarie in numerose aziende: dalle compagnie di assicurazioni alle banche, dalle imprese manifatturiere ed energetiche a marchi di vendita al dettaglio, dalle ferrovie alla tecnologia.

Il nuovo CEO, Greg Abel, 63 anni, è entrato in Berkshire nel 2000. Dal 2018 al 2025 è stato vice presidente con responsabilità sulle attività non assicurative della Berkshire.

Il vicepresidente Ajit Jain, 74 anni e una esperienza di lavoro maturata con Buffett fin dagli anni Ottanta, mantiene la supervisione sulle attività assicurative.

Adam Johnson, amministratore delegato dell’unità di aerei di lusso NetJets, ha l’incarico di supervisionare direttamente le attività di prodotti di consumo, servizi e vendita al dettaglio.

Buffett, 95 anni, rimane presidente, e si può essere sicuri che continuerà a seguire le vicende della Berkshire.

Resta da vedere se una azienda di tali dimensioni finanziarie possa intraprendere strade diverse da quella tracciata da Buffett.

L’Oracolo di Omaha (il suo soprannome) ha trasformato la Berkshire, con sede a Omaha (Nebraska), da un’azienda tessile in crisi a un conglomerato di oltre mille miliardi di dollari. L’ultimo dividendo è stato pagato nel 1967. La liquidità aziendale attuale ammonta a 381,7 miliardi di dollari.

Da molti anni, Francesco Carlà segue l’approccio di Buffett nella gestione degli investimenti.

Classe 1961, imprenditore e studioso di finanza e comunicazione, nel 1999 Carlà ha fondato Finanza World, società di consulenza finanziaria indipendente con sede in Italia e operativa sui mercati italiani, europei, statunitensi e globali.

«La carriera di Warren Buffett lo consacra senza dubbio tra i massimi investitori d’America e del mondo. Secondo lui, Greg Abel è l’uomo giusto, forte del fatto che ha masticato ruoli esecutivi chiave in Berkshire per anni. Il patrimonio netto di Abel si aggira intorno al miliardo di dollari alla fine del 2025, stando alle stime di Bloomberg. È entrato nella lista dei “paperoni” subito dopo l’incoronazione a successore, avvenuta nel corso dell’assemblea annuale di Berkshire a maggio 2025. La ricchezza di Abel non è arrivata soltanto con lo stipendio. Gran parte del suo patrimonio deriva dai proventi di un riacquisto di azioni, ovvero uno stock buyback, del 2022. In quella occasione, la Berkshire si è comprata la sua quota, pari a 870 milioni di dollari, in Berkshire Hathaway Energy, una sussidiaria che Abel aveva gestito in precedenza. A questo si aggiungono circa 175 milioni di dollari in azioni Berkshire Hathaway, che costituiscono il resto del suo patrimonio. Buffett, in una sorta di benedizione finanziaria, aveva già fatto sapere che Abel manteneva una partecipazione significativa in Berkshire. Dunque, sono tutti sulla stessa barca e ci tengono che vada a gonfie vele», commenta Francesco Carlà.