Nell’immagine: Lucio Miranda, presidente ExportUSA.
Da oltre un anno, la questione dei dazi statunitensi è tra i temi principali del panorama economico globale.
Dal 6 aprile 2026, sono in vigore nuove misure tariffarie che cambiano lo scenario anche per le imprese italiane che esportano negli Stati Uniti prodotti contenenti componenti in acciaio, alluminio o rame.
La principale novità riguarda il metodo di calcolo: i dazi non vengono più applicati esclusivamente al valore del metallo contenuto nel prodotto bensì all’intero valore del bene esportato. Un cambiamento che, per molte aziende, ha effetti diretti su prezzi, margini e competitività.
Le nuove aliquote previste dalla Section 232 stabiliscono:
- I prodotti composti interamente o quasi interamente di alluminio, acciaio o rame sono assoggettati a un dazio fisso del 50% calcolato sul totale del prezzo di importazione del bene;
- I prodotti derivati costituiti in misura sostanziale da acciaio, alluminio o rame sono assoggettati a un dazio fisso del 25% calcolato sul totale del prezzo di importazione del bene;
- Alcune categorie di macchinari industriali ad alta intensità di metallo e di apparecchiature per le reti elettriche sono soggette ad un dazio USA del 15% fino al 31 Dicembre 2027;
- I prodotti fabbricati fuori dagli USA ma realizzati interamente con acciaio, alluminio e rame di origine americana sono soggetti a dazi ridotti del 10%;
- I prodotti contenenti acciaio, alluminio o rame in peso pari o inferiore al 15% del peso totale del prodotto da importare negli Stati Uniti non sono più soggetti ai dazi USA su acciaio, alluminio, e rame previsti dalla Section 232.
Sono inoltre previste esenzioni totali dai dazi aggiuntivi:
- per una serie di prodotti specificamente elencati nel proclama presidenziale.
Dagli anni Novanta, la società ExportUSA si occupa di sostenere le PMI italiane nell’ingresso e nella gestione della fiscalità aziendale sul mercato statunitense, con uffici operativi a Rimini, Bruxelles e New York.
Commentando i nuovi dazi su queste categorie merceologiche, Lucio Miranda, presidente di ExportUSA, afferma: «Il nuovo sistema risulta più semplice dal punto di vista formale ma più complesso negli effetti economici. L’estensione del calcolo all’intero valore del prodotto aumenta significativamente l’impatto dei dazi lungo le filiere manifatturiere, in particolare per i beni trasformati. Non mancano tuttavia possibili opportunità: le aziende attive in segmenti ad alto valore aggiunto e con una limitata componente metallica potrebbero beneficiare del nuovo regime, riducendo o evitando l’impatto tariffario. Lo scenario resta in continua evoluzione, con aggiornamenti frequenti che richiedono alle imprese esportatrici un monitoraggio costante e un rapido adeguamento delle strategie commerciali e produttive. Il nostro team sta seguendo da vicino gli sviluppi».