In partenza la nuova spedizione di Progetto Mediterranea, 11 giugno 2026 dal porto di Alexandroupoli

Simone Perotti, classe 1965, è scrittore, artigiano e marinaio.

Nel 2007 decise di lasciare la carriera manageriale nel mondo dei media per dedicarsi ad un progetto di vita centrato sul mare, sulla cultura e sulla divulgazione dei temi ambientali.

Dal 2008 naviga per il mare Mediterraneo, realizza opere di artigianato, scrive libri, svolge seminari su temi filosofici (soprattutto a Catania).

All’inizio dello scorso decennio, ha costituito il primo nucleo del team del Progetto Mediterranea: un’associazione culturale dedita a progetti per la cultura del Mediterraneo, del dialogo tra i popoli, della pace e di riforma filosofica ed esistenziale della nostra società.

Ne avevo scritto qui.

Quest’anno si conclude la terza spedizione di Progetto Mediterranea del 2024-2026, parte della rotta complessiva che procede dal 2013 per il Mediterraneo, il Mar Nero, l’Atlantico spagnolo, portoghese e marocchino.

La spedizione nautica, culturale, scientifica e sociale ideata nel 2012 e salpata per la prima volta nell’aprile 2013, riprende il mare per concludere la terza spedizione (2024-2026). La spedizione, originariamente di 6 anni, dal 2019 è stata prolungata già due volte, nel 2021 e poi nel 2024, il cui ciclo si conclude quest’anno.

La Rotta 2026 sarà con partenza dal porto di Alexandroupoli nella Macedonia Orientale e Tracia, al confine con la Turchia, per poi scendere verso Sud tra le prime isole di Lemnos e Lesvos e quindi Chios, Samos, Leros e tutto il Dodecaneso fino a Kastellorizo, con arrivo a Rodi all’inizio di ottobre 2026.

Negli anni, sono nate anche iniziative collegate a Progetto Mediterranea, come la Bandiera del Mediterraneo, che è stata donata a diverse città del Mediterraneo e oggi, 5 giugno 2026, viene donata alle città di Altamura e Gravina in Puglia.

Inoltre, negli ultimi tempi Progetto Mediterranea ha rivolto l’attenzione anche allo stato delle isole del Mediterraneo sotto il profilo del cambiamento delle comunità dovuto allo sviluppo del turismo, con conseguente gentrificazione delle residenze e degli alloggi, svuotamento invernale delle isole e mutamento della qualità delle relazioni tra isolani, e scomparsa di alcune figure artigianali, lavorative e sociali proprie della natura stessa di questi luoghi.

L’imbarcazione Mediterranea, un Mikado del 1975 disegnato da Michel Bigoin, utilizza energia eolica e fotovoltaica, e naviga con l’intento di disegnare un ponte ideale tra tutti i Paesi mediterranei. Sono stati 24 i Paesi fin qui toccati, dove Mediterranea ha consegnato la Bandiera del Mediterraneo, organizzato incontri culturali e interviste con oltre cento intellettuali dei Paesi ospiti, svolto attività scientifiche di ricerca applicata al mare in collaborazione con istituzioni scientifiche e università come l’ISPRA e l’Università di Milano Bicocca, realizzato progetti in favore dell’integrazione sociale e del benessere psicofisico di categorie fragili.

Ospiti della spedizione in partenza giovedì 11 giugno 2026: lo storico e saggista Miguel Gotor, la geologa e ricercatrice del CNR-ISMAR Francesca Alvisi, l’antropologa e sociologa Gabriella Rossi Crespi, l’ingegnere ambientale Giancarlo Gusmaroli e l’apneista Iosto Chinelli.

Simone Perotti, a nome dell’Associazione Progetto Mediterranea ETS che gestisce e organizza il progetto e l’imbarcazione, spiega: «Mediterranea naviga per il Mediterraneo ormai da 14 anni e questi luoghi sono diventati la nostra casa, o meglio, sono tornati ad esserlo, perché sin dall’inizio la nostra spedizione si è posta l’obiettivo di ricostruire le basi di un Mediterraneo Unito, che abbiamo chiamato simbolicamente gli ‘Stati Uniti del Mediterraneo’, operando su valori culturali, scientifici, sociali e nautici. Per questo motivo, dopo aver incontrato negli anni passati tante persone rappresentative della cultura del Paese nel quale ci trovavamo, intellettuali, giornalisti e attivisti del Mediterraneo ma anche la gente comune che abbiamo conosciuto in viaggio e che ci ha aperto le porte delle proprie case, da un paio di anni abbiamo sviluppato delle Residenze Culturali e Scientifiche a bordo di Mediterranea. La spedizione, infatti, ospita rappresentanti del mondo della letteratura, della ricerca scientifica e dell’ambiente nautico e sportivo per ascoltare il racconto sul Mediterraneo direttamente a bordo, per più tempo, e con maggiore coinvolgimento degli equipaggi che si ritrovano a navigare per diversi giorni con un ospite dedicato. Dopo 13 anni siamo ancora qui, a conoscere miglia dopo miglia porti e città, a non sbarcare se non c’è un buon motivo per farlo, a parlare del Mare nella sua essenza, a dialogare con intellettuali e scienziati, a scambiare doni con chi ci accoglie nel suono dolce della parola Filoxenìa, a cercare di comprendere sempre più profondamente il sapere nascosto tra le pieghe di questo piccolo e straordinariamente immenso Mare Nostrum».