Questa mattina a Roma, nel chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva presso il Senato della Repubblica, è stato presentato il volume Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale a cura di Fabio Introini, Delfina Licata e Cristina Pasqualini, realizzato da Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo in collaborazione con Istat, pubblicato dalla casa editrice il Mulino e disponibile dal 30 ottobre 2026.
Questo libro-ricerca mostra come l’Italia contemporanea viva tre grandi trasformazioni strettamente intrecciate: lo squilibrio demografico tra giovani e anziani; la crescente dimensione multiculturale della popolazione; la mobilità interna e internazionale che modifica territori, famiglie e relazioni.
La pubblicazione è il risultato di una ricerca che integra analisi statistiche e interviste biografiche (200 interviste: 100 giovani in età 18-34 anni e i rispettivi nonni o nonne con cui i giovani hanno una relazione significativa).
Dalle biografie dei nonni e dei loro nipoti è emerso un quadro che Cristina Pasqualini, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano e membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, ha riassunto così: «Giovani e anziani riconoscono più libertà e possibilità rispetto al passato ma ci ricordano anche quanto contino la stabilità e le relazioni. Nessuna generazione è migliore delle altre: ciascuna va compresa nel proprio tempo, ascoltando ciò che ha guadagnato e le difficoltà che incontra».
All’interno dello scenario attuale, la mobilità interna non è più soltanto la migrazione degli italiani dal Sud verso il Nord. È un sistema complesso nel quale stranieri, italiani e nuovi italiani si spostano, si stabilizzano, invecchiano e ridisegnano la geografia sociale del Paese. L’Italia di oggi è contemporaneamente Paese di immigrazione, di emigrazione e di transito.
La mobilità verso l’estero non segue più un unico modello: può essere fuga dei giovani, circolazione professionale, ritorno al Paese d’origine, riunificazione familiare o scelta residenziale nella pensione.
Per quanto riguarda i cittadini italiani con background migratorio (persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana o che appartengono a famiglie con una storia migratoria) e i cosiddetti “expat”, i giovani italiani nati in Italia e poi emigrati, oppure giovani di origine italiana nati all’estero, le due categorie non coincidono: i primi raccontano soprattutto l’integrazione e la doppia appartenenza; i secondi la mobilità internazionale e il mantenimento delle radici italiane.
Tra i dati emersi nel corso di questa ricerca: negli ultimi quarant’anni si è passati da 52 anziani ogni 100 giovani a circa 140 anziani ogni 100 giovani; gli over 65 rappresentano il 24,3% della popolazione italiana; i giovani tra i 18 e i 34 anni sono diminuiti del 22,9% rispetto al 2002; il 67,4% dei giovani nella fascia 18-34 anni vive ancora con i genitori; nelle zone rurali del Mezzogiorno la popolazione giovanile è diminuita di oltre il 32%; gli utenti regolari di Internet sono aumentati dal 24,9% all’84,5% negli ultimi vent’anni.
«La collaborazione tra queste tre organizzazioni può e deve portare ad analizzare la realtà ma anche dare poi il proprio contributo nell’affrontare le criticità di oggi: le necessità che emergono nella vita delle persone, le forme di fragilità e le carenze di un sistema pubblico e privato a volte troppo distante da singoli e famiglie», ha affermato il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.