Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

10 anni di “In cerca di idee”

Nell’immagine: la testata del Blog In Cerca di Idee nel 2008.

Il 28 maggio 2008 ha esordito in Rete questo Blog sulla sezione online di Nòva – Il Sole 24 Ore.

Dopo 10 anni, In Cerca di Idee è ancora attivo.

Non è un fatto scontato, considerato che da un decennio il mare è in tempesta nel mondo dei media (e non soltanto lì).

Fino ad oggi, ho pubblicato 1.545 posts su questo NòvaBlog, con uno spirito di servizio nei confronti di chi dedica tempo a leggermi. Già 10 anni fa, quando mi fu affidato questo blog sul Sole 24 Ore, c’era bisogno di cercare idee nuove per il futuro, in molti campi della vita umana. Nel corso di questo decennio, ho avuto la responsabilità e l’opportunità di poter proporre contenuti a mio parere meritevoli di pubblicazione.

Essendo Il Sole 24 Ore una testata giornalistica, ho privilegiato la concretezza dei contenuti giornalistici di attualità (news, interviste, dichiarazioni, cronache, eventi) rispetto all’affascinante analisi teorica dei fenomeni. Chi segue da anni questo NòvaBlog ha visto che, dal 2008 ad oggi, mi sono occupato di una moltitudine di argomenti, spaziando dai temi economici a quelli umanistici, da quelli scientifici a quelli tecnologici.

Molto è cambiato dal 2008 ad oggi: il boom della comunicazione in Rete e tramite dispositivi digitali è una delle evidenze più importanti.

E in Rete, anno dopo anno, è cresciuto anche il numero di lettori di questo spazio online, con una dislocazione geografica in tutti i continenti, da un capo all’altro della Terra: nel corso del tempo, questo NòvaBlog è stato visitato dalle isole Hawaii (Oceano Pacifico) così come dalle isole Svalbard (nei pressi del Circolo Polare Artico).

Per il futuro, è ipotizzabile una focalizzazione su questi temi: cinema, televisione, audiovisivi, radio, musica, libri, fumetti, sport, gastronomia, viaggi, lusso, finanza, economia, rapporti uomo-donna. Con incursioni su altri argomenti in casi particolari.

Chi mi conosce, peraltro, sa che ho un profilo abbastanza variegato per gli standard italiani. Tra pochi giorni (il 2 giugno) avrò 38 anni, e fino ad ora mi sono mosso tra diversi campi: media audiovisivi, giornalismo su carta stampata, web, finanza, libri e pubblicazioni cartacee, organizzazione e conduzione di eventi, networking, collaborazione a ricerche nazionali, a modo mio sono anche uno studioso di comunicazione.

D’altra parte, al giorno d’oggi bisogna saper fare più di un lavoro, ma in Italia ancora si viene classificati con una “etichetta” stampata per sempre sulla fronte. Ancora una volta, le capacità intuitive delle donne riescono a “prevedere” i cambiamenti.

Spesso, la vita “costringe” a fare percorsi tortuosi, e questo fatto è ancora più evidente in Italia, dove ci sono alcune storture di fondo, a livello sociale ed economico, che rallentano lo sviluppo del Paese. In Italia, la maggior parte della mia generazione (i nati attorno al 1980) sta attraversando un certo “inferno” dal punto di vista lavorativo: alcuni iniziano a vedere una luce, altri sono ancora nel mezzo del cammin di nostra vita (per dirla con il poeta Dante Alighieri, 1265 – 1321).

A volte, c’è chi parte con l’intenzione di fare un certo lavoro e, per una serie di circostanze, riesce a farlo. Invece, altri partono con un progetto e poi vanno a fare altre cose. Altri ancora partono con delle idee e poi la vita li porta a fare altre cose, ma nel corso degli anni riescono a tornare a certi “amori” giovanili.

Le persone e la forza di uscire dalla comfort zone: sono due grandi questioni che investono – o dovrebbero investire – la vita di tutti. D’altra parte, in un Paese con poca mobilità sociale come l’Italia, le frequentazioni e le esperienze avute in giovane età influiscono sulla vita futura.

Chi ha avuto il coraggio di uscire dalla comfort zone sa bene che nella vita si possono incontrare persone fantastiche e persone da dimenticare, come è accaduto anche a me.

Nel mondo del lavoro di oggi, la capacità di risolvere problemi, le soft skills e il rispetto verso tutti i lavoratori sono fattori ancora più importanti rispetto al passato.

Al giorno d’oggi, chiunque può esprimere le proprie idee usando i mezzi di comunicazione sul web. E la comunicazione è diventata un enorme fiume nel quale scorre di tutto: cose bellissime e cose orribili. I social networks sono strumenti potenti, e oggi sono accessibili al pubblico di massa, con conseguenze in termini di effetti della comunicazione e di reputazione delle persone e delle aziende. Dover fare sempre comunicazione può essere faticoso, ma oggi è sempre più necessario, per cercare di far emergere il proprio messaggio in mezzo a mille altri messaggi. Ovviamente, c’è chi comunica bene, chi comunica discretamente, chi comunica male, chi non sa comunicare.

Gli anni Dieci del XXI secolo verranno ricordati in Italia come un periodo molto duro: cedimento strutturale dell’economia italiana con successive difficoltà a risalire, frattura generazionale fra giovani e anziani, aumento del precariato e della disoccupazione, estrema durezza nei rapporti di lavoro, faccia di bronzo nei rapporti interpersonali, ascesa del populismo politico, aumento delle forme di autoritarismo politico, incertezza economica internazionale, crisi dei media tradizionali, notizie false sui social networks, politici che faticano a capire le esigenze pratiche del popolo, cambiamenti sociali, famiglie allargate, singles, matrimoni e convivenze che forse durano per sempre e forse no, necessità di elaborare un welfare adatto al mondo liquido del XXI secolo, retribuzione non più adeguata al costo della vita, necessità di integrare le entrate economiche con forme di investimento, numerosi italiani andati a vivere all’estero.

Nel corso dell’ultimo decennio, ho voluto sviluppare il tema Italo Globali: ovvero gli italiani che vivono all’estero, interessandomi anche agli italiani che vivono in Italia e sono collegati a ciò che succede all’estero. Con un mix di determinazione e fortuna, in questi anni ho trovato molte persone di valore fra gli Italo Globali, sia in Italia sia nel mondo, con le quali è nato (spero!) un rapporto di reciproca stima.

Attualmente, oltre 5 milioni di italiani vivono fuori dall’Italia. Perché queste persone sono andate all’estero? Cosa hanno imparato all’estero? Cosa possono fare per migliorare l’Italia?

Nel mio caso, aver frequentato, in gioventù, una metropoli globale come Londra mi ha dato una visione più ampia del mondo, insegnandomi anche a prendere dei “rischi calcolati”. Il confronto con altre culture, di solito, fa aumentare il livello di tolleranza verso gli altri. Naturalmente, quando bisogna far valere i propri diritti, bisogna farlo.

I cambiamenti d’epoca sono sempre difficili da affrontare, eppure il mondo va avanti. Il percorso di crescita fa parte della Storia dell’umanità, ma in questo percorso ci sono momenti traumatici, e questo momento traumatico è uno dei più lunghi da affrontare. Alcune idee che erano valide ieri potrebbero non funzionare domani. E alcune idee di oggi verranno superate dalle idee di domani.

Nel mondo dei media, così come nella vita, ci sono poche cose che durano per sempre. E prima o poi finirà anche l’avventura di questo blog ospitato sul Sole 24 Ore.

Il futuro delle idee? Anche nel futuro, vinceranno le idee che sapranno migliorare la vita delle persone, ben eseguite e ben comunicate. L’automazione, la robotica, l’intelligenza artificiale, e la tecnologia in generale, entreranno sempre di più nella vita del genere umano, con conseguenze che oggi sono ancora un po’ complesse da prevedere.

Nel frattempo, rimanere una persona curiosa della vita mi sembra la strada da percorrere. Ovviamente, ho imparato che la curiosità, a volte, porta a belle scoperte, altre volte conduce a problemi.

Ed è curioso questo fatto: io amo lo stile ironico e invece la vita mi ha portato ad affrontare problemi serissimi.

Ovviamente, nella vita ci sono situazioni in cui bisogna comportarsi seriamente.

Ma quando si può sorridere, perché no? (smile)