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Il risultato è casuale, la prestazione no

Football
Il titolo di questo post riprende una delle frasi celebri di Zeman: allenatore tra i più innovativi in Italia. Si tratta di un personaggio "romanzesco" e controcorrente nel calcio italiano, che nella prossima stagione tornerà ad allenare in serie A, alla guida della Roma (da lui già allenata dal 1997 al 1999).

La frase di Zeman può sintetizzare anche la finale dell'Europeo di calcio 2012, vinta ieri 4 – 0 dalla Spagna sull'Italia.

Pochi avrebbero potuto prevedere un risultato così netto, anche se era difficile sperare in un'altra grande prestazione della squadra italiana, arrivata molto stanca alla finale e con numerosi giocatori in condizioni non perfette. Nonostante la sconfitta, il secondo posto in un torneo di qualità come l'Europeo è un risultato al di là delle aspettative per l'Italia di oggi, ed è frutto di una oculata gestione tecnica delle risorse disponibili.

Già, le risorse disponibili. Si fa il fuoco con la legna che si ha. E qui entra in gioco l'investimento sui giovani. Sia nello sport sia nell'economia, i risultati sono la conseguenza di investimenti intelligenti programmati nel passato e che danno frutti nel futuro.

Al di là del calcio, dove ha prodotto una delle nazionali più forti di sempre, la Spagna può vantare oggi risultati anche in altri sport, soltanto per citarne alcuni: tennis (Nadal e i tennisti spagnoli), basket (con i club e la nazionale), motociclismo (Lorenzo e gli altri piloti spagnoli), automobilismo (Alonso su tutti).

Guardando giocare la nazionale spagnola di calcio, si può notare come il cuore della questione (fare goal) venga affrontato attraverso una "creatività in crowdsourcing". Tra le grandi nazionali di oggi, infatti, la Spagna è l'unica a segnare con regolarità senza dover "dipendere" da un attaccante di riferimento: tutti i giocatori possono segnare, attraverso un gioco avvolgente e collaudato che riesce ad unire tecnica, sostanza e rapidità (il Brasile è un discorso a parte).

Il gioco degli iberici è un'eccezione nel calcio di oggi, dominato dai muscoli e dalla fisicità. D'altra parte, anche nel calcio ci sono evoluzioni. Una panoramica sulle innovazioni culturali nel calcio si trova nel libro Storia delle idee del calcio. Uomini, schemi e imprese di un'avventura infinita di Mario Sconcerti, attualmente editorialista sportivo del Corriere della Sera (Dalai editore, Milano 2009).

Anche se al giorno d'oggi il calcio è diventato un'area a forte concentrazione di business, non va dimenticato che lo sport è anche e soprattutto palestra di vita. In passato, inoltre, era evidente una connotazione più "letteraria", con narrazioni e cronache affidate a giornalisti entrati nell'immaginario collettivo dello sport (Sandro Ciotti, Nando Martellini, Paolo Valenti, Giorgio Tosatti, per dirne solo alcuni).

Ma oggi, travolto da scandali e violenze, il calcio italiano va riportato ad una dimensione umana. Online, c'è SlowFoot, associazione no profit italiana, nata nel 2012, che vuole porsi come punto d'incontro per tutti coloro che intendono il calcio e lo sport come attività portatrici di valori etici, formativi e culturali. Inoltre, sono invitati a partecipare giornalisti, scrittori, intellettuali, insegnanti, artisti e tutti coloro che siano interessati all'approfondimento storico, sociale e politico del calcio.