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London is calling

London

Londra fa parte dei miei big data, fin da quando l'espressione "big data" neanche esisteva. Ci conosciamo, infatti, dal 1994; e temo che andremo d'accordo per tutta la vita (la mia vita, perché Londra, come Roma, è eterna).

Ogni volta che ci vado, Londra mi regala sempre qualche "perla". Potrei raccontarvene parecchie, ma non lo farò per chiari motivi di decenza…

This time, l'occasione che mi riporta nella capitale inglese è la presentazione londinese del libro ItaloGlobali. Viaggio nell'Italia che vive al ritmo del mondo, da me curato (Lupetti editore, 2014), che si svolgerà in lingua italiana.

E un libro intitolato ItaloGlobali poteva non essere presentato in una città ad alta densità di Italoglobali come Londra? No. E dunque ecco anche la presentazione londinese.

Come sempre in questi casi, sarà anche una occasione per rivedere persone che non si vedono da un po' di tempo.

Roma e Londra sono due città simili e diverse allo stesso tempo: entrambe hanno un forte senso della Storia e della memoria, con l'importante differenza che Londra guarda molto anche al futuro mentre Roma rimane ad ammirare la propria Grande Bellezza passata.

Anche stavolta, imparerò qualcosa da questa metropoli cosmopolita chiamata London, dove velocità della vita urbana e relax negli spazi verdi si fondono in una unica città.

Come diceva il poeta e letterato britannico Samuel Johnson (1709 – 1784): "Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita. Perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire".

D'altra parte, le prime idee su ItaloGlobali mi sono venute proprio a Londra qualche anno fa. E come un cerchio che si chiude, torno lì ora con questo libro in mano per parlare di come potrebbe essere l'Italia se riuscisse a vivere al ritmo del mondo.