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Un segno, artigianale e italiano

Quali sono le prospettive per gli artigiani e per l’artigianato in un’epoca di crescente automazione e di avanzamento del commercio online?

Imparando ad usare bene le tecnologie digitali e innovando la propria attività senza snaturarla, le prospettive potrebbero non essere così nere.

Nel caso delle produzioni artigianali italiane, viene riconosciuto un “segno italiano” che connota i manufatti in termini di funzionalità, estetica e creatività.

E Segno Italiano è il nome di quella che formalmente è una agenzia, con sede a Milano, finalizzata a valorizzare e commercializzare nel mondo i prodotti di artigianato italiano di qualità. A livello sostanziale, si tratta di un “hub” multimediale dove recensire e mostrare (anche attraverso video) le storie di botteghe radicate sul territorio e piccole imprese artigiane di qualità. L’obiettivo è anche quello di creare una mappatura nazionale del migliore artigianato italiano. Oltre ai due punti vendita a Milano, ce ne sono altri in: Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Olanda, Giappone.

La capacità di saper creare ottimi manufatti fa parte delle qualità italiane. Qualità italiane su cui lavora da dieci anni la Fondazione Symbola (sede a Roma). Fra le attività ideate dalla Fondazione, c’è anche il seminario estivo Soft Economy – Festival delle Qualità Italiane, che si svolgerà a Treia (Macerata) nelle giornate 23, 24, 26, 27 giugno e a Macerata il 25 giugno 2015. Qui il programma e tutte le informazioni di dettaglio; è prevista la partecipazione di esponenti aziendali e istituzionali. Il tema generale di discussione sarà: Orgoglio e Pregiudizio. Perché l’Italia deve fare l’Italia.