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Italo Globali: ne abbiamo parlato nella tappa di Roma del Festival della Crescita

Credits image: Festival della Crescita 2016.

Alcuni dei relatori del panel Italo Globali al Festival della Crescita, Roma, 18 marzo 2016.  Da destra: Pierluigi Puglia (Responsabile ufficio stampa Ambasciata del Regno Unito in Italia), Gabriele Caramellino (Autore freelance, curatore del libro Italo Globali, conduttore del panel), Paolo Ferrarini (Ricercatore senior in Estetiche della moda e del design, docente di Analisi degli stili di vita emergenti all’Università di Bologna), Florinda Saieva (Co-fondatrice e co-direttrice di Farm Cultural Park di Favara), Gabriella Greison (Fisica, scrittrice, giornalista freelance).

 

Si è dunque svolto il panel Italo Globali. Una riflessione collettiva sulle potenzialità dell’Italia all’interno dell’edizione di Roma del Festival della Crescita 2016 (17 – 19 marzo nella sede dell’acceleratore di startups Luiss EnLabs, ne avevo scritto qui, per informazioni sulle prossime date e città italiane in cui si svolgerà questo festival itinerante: qui).

Molti sono stati i temi trattati durante questo festival organizzato dal sociologo Francesco Morace e dal team del Future Concept Lab (l’istituto di ricerca sui consumi e sui trends di mercato guidato da Morace a Milano e a San Paolo del Brasile): dalla crescita dell’economia della disintermediazione digitale (cresciuta del 146 per cento in Italia dal 2007 al 2014, secondo dati Censis) alla consapevolezza che è inutile fare paragoni con le statistiche antecedenti al 2007/2008, perché stiamo entrando in una fase storica nuova. Fra le tematiche evidenziate negli incontri del festival, anche la constatazione che in questi anni il genere umano si trova a dover affrontare una complessità mai vista prima, con l’emergere di un sistema a rete fatto di legami deboli. Si è parlato anche del fatto che la sostenibilità aziendale sia qualcosa di recente e la leadership debba essere guidata dai comportamenti reali e dalla coerenza, e all’interno delle organizzazioni aziendali ci sono persone che rappresentano un nodo importante anche se formalmente non hanno il ruolo del capo.

I tre giorni della tappa romana del festival sono stati occasione, per me, di conoscere persone nuove e rivederne altre già conosciute.

Ed essendo stato invitato a condurre il panel dedicato al tema “Italo Globali”, abbiamo avuto modo di parlare delle potenzialità dell’Italia tramite un approccio italo globale, con persone che osservano l’Italia da punti di vista particolari.

Sicuramente, a partire dal 2007/2008, il mondo della finanza è entrato nel dibattito pubblico. E anche se non è stato materialmente presente al dibattito a causa di un imprevisto dell’ultimo momento, nel messaggio che ha inviato per il panel, Alessandro Mele (Ceo EthicalFin – Londra, investitore e imprenditore nel settore delle energie rinnovabili) ha evidenziato come “Finanza etica, dal mio punto di vista, significa lasciare al denaro il ruolo che gli compete, ossia di mezzo, e non di fine ultimo come purtroppo sperimentiamo spesso nelle nostre vite, sia personali sia professionali“.

A seguire, è intervenuto Pierluigi Puglia (Responsabile ufficio stampa dell’Ambasciata del Regno Unito in Italia), affermando: “I britannici residenti in Italia sono circa 37 mila, mentre gli italiani ufficialmente residenti nel Regno Unito sono circa 230 mila: si tratta di fatti su cui bisogna ragionare. L’economia britannica si basa soprattutto sulla domanda interna. Information technology, industrie creative e sanità sono tre settori di rilievo per l’economia del Regno Unito, e in tal senso fino al 1 aprile 2016 le aziende italiane possono iscriversi a Business is Great 2016: l’iniziativa del governo britannico per rafforzare le relazioni commerciali tra Regno Unito e Italia, soprattutto nei tre settori che ho citato“.

Parola, in seguito, a Jeffrey E. Galvin (Responsabile ufficio stampa dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia), che ha dichiarato: “L’Italia ha potenzialità, è un Paese di talenti, e collaboriamo su più settori. Vorremmo che in Italia ci fossero più investimenti nelle nuove tecnologie, che creano lavoro. Inoltre, un sistema fiscale più semplice è di aiuto per gli investitori. Si può fare di più“.

Intervenendo, Matteo Cerri (Ceo The Family Officer Group – Londra e Ceo i2i – Italians to Italians – Londra) ha spiegato che “Nei nostri investimenti, abbiamo un’ottica di lungo termine e siamo attenti alle ricadute occupazionali delle nostre attività sia nel Regno Unito sia in Italia. Gli startuppers italiani a Londra stanno imparando a fare impresa in maniera inglese. E in termini imprenditoriali, per gli italiani, è più semplice esprimersi in Gran Bretagna“.

Prendendo la parola, Florinda Saieva (Co-fondatrice e co-direttrice di Farm Cultural Park) ha spiegato: “Nel 2010, io e mio marito, Andrea Bartoli, che è qui con me stasera, abbiamo avviato il progetto di Farm Cultural Park a Favara, in Sicilia, in provincia di Agrigento, pensando al futuro delle nostre due figlie. Fino a qualche anno fa, nella nostra zona praticamente non c’era turismo, e attraverso Farm l’anno scorso siamo arrivati a 40 mila presenze turistiche a Favara. Abbiamo una collaborazione forte con la Gran Bretagna. Siamo stati invitati al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2016, e per ampliare le nostre attività siamo anche in trattativa con un fondo di private equity“.

Gabriella Greison (Fisica, scrittrice e giornalista freelance) ha ribadito che “la cultura scientifica è importante per il futuro di qualsiasi Paese. Il racconto scientifico disegna la realtà, e va fatto in maniera pulita e corretta“.

Paolo Ferrarini (Ricercatore senior in Estetiche della moda e del design, docente di Analisi degli stili di vita emergenti all’Università di Bologna) ha notato come “saper ascoltare sia diventato fondamentale. Bellezza e verità sono due parole importanti in questo momento storico, e lo saranno sempre di più“.

Certamente importanti i temi emersi in questo dibattito, ad ulteriore conferma del legame tra il mondo italo globale e le aree di crescita in Italia e nel mondo.