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LiUU: piattaforma di crowdliquidity per i negozi e per le PMI

Di sicuro, questo autunno si preannuncia complicato per chi gestisce direttamente negozi e attività commerciali in Italia, e non solo.

L’esigenza di fare cassa e avere liquidità disponibile è oggi più che mai imprescindibile per i negozianti e i commercianti.

Per sostenere queste categorie, due menti – una italiana e una sudafricana – hanno ideato LiUU-Lift Us Up: è una piattaforma di crowdliquidity, ovvero un sistema di micro-finanziamento dal basso destinato agli esercizi commerciali, per aiutarli a superare i disagi dovuti alla carenza di flusso di cassa. Il sistema di LiUU prevede la raccolta di denaro da parte di una comunità di utenti che, in cambio di un finanziamento, anche piccolo, ottiene un prodotto o servizio. L’esercizio commerciale può impostare una data di consegna futura del prodotto, garantendosi dunque un flusso di cassa immediato per la propria attività.

Per un’azienda è gratuito creare una campagna, aggiungere prodotti e gestire il proprio account sulla piattaforma. Le aziende pagano a LiUU una commissione del 5,5% su tutto ciò che vendono, e una commissione di transazione dell’1,7%.

Sviluppata durante il lockdown della primavera scorsa da un team di consulenti finanziari ed esperti di tecnologia e operativa da giugno 2020, la piattaforma è stata creata dall’italiana Isabella Sorace, classe 1989, e dal sudafricano Gregory Brown, classe 1983.

Sorace attualmente vive e lavora a Zurigo come Transformation Manager in PwC Switzerland. Nel suo percorso di studi: la laurea in Commercio Estero all’Università degli Studi di Bergamo e un master in Finanza all’Università Bocconi di Milano. Dopo gli studi, ha lavorato tra Tel Aviv, Londra e Milano, come Strategic Consultant per società di consulenza internazionali. Dal 2016 si è trasferita in Svizzera.

Brown è suo partner in LiUU e anche nella vita privata, è cresciuto in sei diversi Paesi attraverso tre continenti. Parla correntemente quattro lingue, sta imparando la lingua italiana e dal 2006 vive in Svizzera. Ha lavorato come IT, sales, marketing e business manager per PMI, startup e multinazionali.

Isabella Sorace spiega così la sua visione imprenditoriale: «L’idea della crowdliquidity è semplice: è un processo collaborativo attraverso il quale un gruppo di persone decide di supportare un’attività esistente temporaneamente in difficoltà. Il supporto avviene tramite l’offerta immediata di liquidità all’attività commerciale, che, a fronte del pagamento, offre un prodotto o un servizio di cui usufruire in un tempo futuro. Abbiamo preso l’essenza del crowdfunding, e cioè una comunità che finanzia un progetto innovativo, adattandolo al periodo che stiamo vivendo e alla grave crisi di liquidità che affligge alcuni settori, come il commercio al dettaglio, la ristorazione e gran parte del mondo dell’hospitality, che faticano a ripartire a pieno ritmo e hanno subito un drastico calo di vendite. LiUU è un progetto dalla doppia anima: si occupa di micro-finanza, ma anche di luoghi e di negozi del cuore, e sono proprio loro che intendiamo aiutare».

«Il modello di business – prosegue Sorace è quello dell’acquisto solidale anticipato, che garantisce alle imprese una nuova linea di liquidità per coprire i costi di struttura e di stipendi, e contemporaneamente permette al consumatore finale di aiutarle ottenendo servizi e prodotti a prezzi di vantaggio, utilizzabili a partire da una data futura. In più, a differenza del crowdfunding che prevede una partecipazione più fredda a un progetto, la crowdliquidity fa leva sul legame emotivo che abbiamo con alcuni negozi, luoghi e commercianti del cuore. Infine, la piattaforma funge sia da strumento di raccolta sia da strumento promozionale delle campagne attive».