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Prospettive economiche e scientifiche sull’idrogeno

Sono sempre più diffusi i ragionamenti sulle possibilità di utilizzo dell’idrogeno in diversi settori dell’economia.

Prodotto attraverso processi diversificati, si tratta di un elemento già utilizzato nei settori petrolchimico, alimentare e siderurgico, con una diffusione ora in corso anche nell’area della mobilità.

Secondo uno studio di approfondimento recentemente pubblicato dall’ENEA-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – intitolato Pianeta Idrogeno –, in Italia lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno potrà creare fino a 500 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 30 anni.

«L’ENEA presidia il settore dell’idrogeno da oltre 30 anni, con attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione, grazie a professionalità e infrastrutture molto avanzate che consentono di fare da cerniera tra laboratori e industria – spiega il Direttore del Dipartimento di Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA, Giorgio Graditi –. Un esempio è la Hydrogen Valley, progetto da 14 milioni di euro finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito dell’iniziativa Mission Innovation, per realizzare nel Centro Ricerche ENEA a Casaccia un insieme di infrastrutture high-tech che agiscono come incubatore tecnologico per i diversi anelli della filiera dell’idrogeno e offrire opportunità di sviluppo, innovazione e servizi avanzati alle aziende».

All’interno dello Speciale Pianeta Idrogeno vengono illustrate anche le strategie di Stati Uniti, Giappone, Australia, Germania, Francia, Spagna e Olanda, e nell’ambito dello scenario italiano vengono evidenziate le sfide e gli ostacoli alla creazione di una filiera. Ad oggi, in Italia vi sono settori più maturi e più pronti da un punto di vista tecnologico mentre altri necessitano di ulteriori sforzi. Soprattutto, evidenzia lo Speciale, va coniugata la capacità e l’offerta di innovazione e sviluppo tecnologico del mondo della ricerca con la domanda di innovazione e chiusura dei cicli delle filiere produttive.

«L’Italia può posizionarsi strategicamente lungo tutta la catena del valore dell’idrogeno, produzione, trasporto, logistica, distribuzione, storage, usi finali, grazie ad una grande tradizione manifatturiera, a competenze e centri di ricerca di eccellenza, nonché ad una collocazione geografica ideale per diventare il futuro hub europeo e mediterraneo dell’idrogeno», sottolinea Graditi.

Una delle più recenti realtà italiane specializzate nello sviluppo e nella costruzione di impianti per la produzione di Idrogeno Verde Ultrapuro è Hydrogenia, controllata da Greeninvest, una società italiana di investimento in aziende attente all’economia circolare.

Con sede principale a Genova e filiali a Milano e Roma, Hydrogenia intende realizzare progetti per la produzione e utilizzo di idrogeno interamente ricavato da elettrolisi dell’acqua alimentata esclusivamente da energia rinnovabile. La società è divisa in due unità di business: Hydrogenia e Hydrogenia Technology. La prima sviluppa la catena del valore dell’idrogeno attraverso attività di ricerca e progetti di decarbonizzazione; la seconda è attiva nell’investimento in impianti e nella commercializzazione di idrogeno e ossigeno.

«Abbiamo intrapreso un percorso di crescita in cui l’idrogeno ricopre un ruolo fondamentale, già a medio termine, per il rilevante contributo che può fornire in una moltitudine di settori – ha dichiarato Gian Luca Greco, presidente e CEO di Greeninvest –. La nostra società di investimento è da sempre impegnata nello sviluppo di fonti di energia sostenibile con l’obiettivo di contribuire attivamente al processo globale di decarbonizzazione».

Angelo Basile, dirigente responsabile della Ricerca in Hydrogenia, sarà il punto di riferimento per un team di ricercatori con pluriennale esperienza nel campo delle energie rinnovabili e in particolare dell’idrogeno: laureato in Ingegneria Chimica, Dottore di Ricerca, si è specializzato in Fisica Tecnica, Ricercatore Senior all’Istituto per la Tecnologia delle Membrane del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche.

«L’Europa ha già fatto molta strada nella lotta al cambiamento climatico ma altrettanta ne resta da fare – afferma Angelo Basile –. Abbiamo all’attivo numerosi progetti e ci muoviamo verso ambiziosi obiettivi finalizzati a sviluppare la filiera dell’idrogeno verde in Italia e nel mondo. Il nostro team dispone delle competenze necessarie per investire sull’innovazione tecnologica accelerando la transizione energetica».