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Una panoramica sulle retribuzioni in campo creativo e tecnologico nel 2022 in Italia

© immagine: Crebs.it, 2022.

Ad agosto 2021, avevo scritto qui sulla guida alle retribuzioni elaborata da Crebs.it: portale di incontro tra domanda e offerta di lavoro nei settori della creatività e della tecnologia.

Nel 2011, Alessandro Giua – art director e designer milanese che lavora a Londra dal 2015, attualmente in Publicis.Sapient – ha ideato questo luogo online di incontro tra creativi e tecnologi in cerca di lavoro e aziende/enti in cerca di persone con competenze in campo creativo e/o tecnologico.

«Crebs.it – spiega Alessandro Giuasupporta migliaia di aziende, dalle grandi imprese internazionali alle startup più innovative, nel trovare i migliori profili specializzati. In base alla nostra esperienza, crediamo che ci sia un solo modo per trovare il candidato ideale: innanzitutto, offrire il giusto compenso. Proprio partendo da questa semplice constatazione, Crebs promuove ogni anno una guida agli stipendi nel settore creativo e tecnologico: per mettere a disposizione di professionisti e aziende più trasparenza e informazione, cioè la base necessaria per una mediazione il più possibile corretta e costruttiva tra impresa virtuosa e riconoscimento delle competenze e della dignità del lavoratore. I dati della guida sono estratti da un sondaggio promosso da Crebs, svolto in forma anonima tra i professionisti del settore. I risultati della statistica sono ancora parziali e puramente indicativi. Ma partendo da questi nostri dati e intersecandoli con altri, i nostri utenti possono ricavare una media significativa ed eventualmente utilizzarla, se professionisti, per negoziare il proprio stipendio, o, nel caso di un’azienda, per confrontarsi con nuove figure professionali».

In base ai dati elaborati per la Crebs Salary Guide 2022, il 69,2% dei professionisti chiede orari più flessibili. Il 68,8% degli intervistati è favorevole a lavorare in smart working, metodo che preferisce rispetto al tradizionale lavoro in ufficio. Il 63,3% delle persone vede formazione, corsi online, acquisto di libri, mentorship, di fondamentale importanza per crescere professionalmente. Il 55,1% non si accontenterebbe dello smart working, ma preferirebbe lavorare esclusivamente da remoto. E il 30,8% dei professionisti desidererebbe più giorni di ferie.