Nell’immagine: la regista e sceneggiatrice anglo-indiana Gurinder Chadha.
Nella serata conclusiva della 30ª edizione dell’Umbria Film Festival, domenica 19 luglio 2026 a Montone, la regista britannica di origine indiana Gurinder Chadha ha ricevuto l’Excellence Award.
Attiva nel mondo degli audiovisivi dai primi anni Novanta, la notorietà è arrivata per lei con il successo internazionale del film Bend It Like Beckham nel 2002, di cui ha firmato sceneggiatura e regia.
Il film, arrivato in Italia con il titolo Sognando Beckham, narra la storia di Jess, una ragazza indiana che vive con la famiglia nella periferia di Londra. I suoi genitori sono fortemente legati alla cultura d’origine e vorrebbero che anche la figlia seguisse le loro orme. Ma, pur rispettando i valori familiari, Jess ha una grande passione per il calcio e sogna di diventare una campionessa come il suo idolo David Beckham, che all’epoca era uno dei migliori calciatori del mondo. Il casuale incontro con Jules, una calciatrice sua coetanea, innesca l’ingresso di Jess nella squadra locale, dando una svolta alla vita della giovane aspirante calciatrice.
Identità, integrazione e rapporto tra culture differenti accompagnano il percorso cinematografico di Gurinder Chadha fin dagli inizi.
Sognando Beckham è diventato un punto di riferimento per più generazioni, superando i confini del cinema per entrare nell’immaginario sportivo e culturale. Tra le conseguenze più sorprendenti del successo del film, Chadha ricorda le testimonianze delle calciatrici delle nazionali inglese e statunitense: «La cosa più meravigliosa per me è sapere che le Lionesses e le giocatrici della nazionale degli Stati Uniti hanno raccontato pubblicamente di essersi avvicinate al calcio dopo aver visto il film. In questo senso il film ha contribuito a formare delle campionesse. È una dimostrazione della forza delle storie. Non avrei mai pensato che potesse accadere».
Raccontare il proprio mondo da un punto di vista fino a quel momento assente dagli schermi, contrastare i pregiudizi mostrando quanto, al di là delle differenze culturali, le emozioni umane siano simili e restituire alla diversità delle società contemporanee il contesto storico senza il quale rischia di essere fraintesa.
«Ho iniziato a fare film perché volevo cambiare il modo in cui le persone pensavano a persone come me e perché volevo vedere sullo schermo più storie capaci di mostrare il mio mondo dal mio punto di vista, con persone che mi assomigliavano. Per me era un modo per sfidare il pregiudizio e mostrare quanto siamo tutti simili sul piano delle emozioni. È questa la ragione per cui ho scelto di fare cinema», racconta Chadha.
Secondo Chadha, una delle necessità più urgenti del cinema contemporaneo è ricostruire il percorso storico che ha portato le società europee a essere composte da persone provenienti da culture e Paesi differenti: «Penso sia importante correggere questi squilibri e dare alle persone un contesto storico, affinché possano capire le dinamiche attraverso le quali oggi tanti Paesi, soprattutto in Europa, sono composti da persone così diverse».
Nei film di Chadha le questioni sociali e politiche convivono con l’umorismo, l’emozione e la capacità di parlare a un pubblico ampio. Una combinazione che non nasce dalla volontà di semplificare i temi affrontati ma dalla ricerca di una verità riconoscibile anche all’interno di mondi culturalmente distanti: «Il cuore del racconto cinematografico sta nella possibilità di ascoltare voci differenti, capaci di trasportarci nei loro mondi e di mostrarci quanto possano essere diversi, ma anche simili al nostro. La bellezza dell’essere umano è che condividiamo tutti le stesse emozioni fondamentali, ma il modo in cui vengono vissute nelle diverse culture e nei diversi contesti è sempre affascinante. Usare l’umorismo è molto utile ed essere capaci di intrattenere è importante. Ma, alla fine, i film migliori possiedono una verità emotiva, un’onestà e un’autenticità nelle quali il pubblico può riconoscersi. È questo ciò a cui dovremmo tutti aspirare».
La trasformazione dell’industria cinematografica, secondo Chadha, ha modificato profondamente anche i processi attraverso i quali un film viene scelto, finanziato e realizzato: «Le piattaforme hanno cambiato tutto. In alcuni casi sono ormai le grandi aziende a decidere quali film possano essere realizzati, invece di affidarsi alla visione personale di un autore, come accadeva quando ho iniziato. Oggi tutti cercano di indovinare che cosa voglia il pubblico, che cosa possa funzionare e che cosa possa essere commerciale. Ma nessuno sa davvero quale film diventerà un successo. La cosa più difficile è permettere alle voci più libere, originali e differenti di esprimersi. Spesso sono proprio quelle storie a trasformarsi nei successi più inattesi, ma serve qualcuno abbastanza coraggioso da credere nella visione di una persona che propone qualcosa di diverso».
Anche Sognando Beckham incontrò numerose difficoltà prima di essere realizzato: «Ci volle moltissimo tempo per riuscire a fare il film. Poi è diventato un successo capace di entrare in contatto con persone di tutto il mondo. Oggi, purtroppo, non vedo molti film di quel tipo riuscire ad arrivare alla produzione. In questo momento sto lavorando a diversi progetti e certamente anche a un sequel di Bend It Like Beckham. Ma devo riuscire a farlo nel modo giusto e sono molto concentrata su come realizzarlo».
Accanto al sequel, la regista sta sviluppando nuove storie ambientate in diversi Paesi e alcuni progetti teatrali: «Sto inoltre lavorando ad alcuni progetti destinati al teatro e alla possibilità di portare sul palcoscenico alcuni dei miei film. Ho un progetto ambientato in India, uno in Irlanda e uno a Londra. Sono tutti molto diversi. Ho alcuni copioni molto divertenti e profondamente legati alle culture che raccontano. Sono film che vorrei vedere e che nessuno ha ancora realizzato. È sempre questo il mio punto di partenza: quali sono i film che ancora non esistono? Sono quelli che voglio fare».