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Consigli per aspiranti italo-londinesi

Più che una città, Londra è una gigantesca sintesi del mondo, dove si trova di tutto, a patto di saper cercare ciò che interessa.

Nella capitale britannica, bisogna ragionare e agire con velocità, non c’è tempo per dilettantismo e piagnistei vari. Come ha affermato la scrittrice Chiara Cecilia Santamaria, residente a Londra, in occasione della presentazione a Roma (fine settembre 2015) del suo romanzo Da qualche parte nel mondo (Rizzoli editore): “Londra sa essere una madre dura, che però ti aiuta a crescere”.

Per non andare allo sbaraglio e per non finire espulsi dall’ambiente inglese, è utile, allora, sapere a chi rivolgersi per avere indicazioni su come muoversi durante i primi tempi: ci sono gli incontri di orientamento svolti periodicamente al Consolato Italiano (83/86 Farringdon Street, London EC4A 4BL), c’è The Italian Project (società di servizi fondata da Daniela De Rosa, che organizza anche incontri informativi su come funziona la vita quotidiana nel Regno Unito), c’è CV&Coffee (agenzia di recruitment fondata da Teresa Pastena, che valuta anche i profili junior), c’è The Italian Community (associazione fondata da Alessia Affinita, focalizzata sull’inserimento di attività commerciali in Gran Bretagna).

Dopo aver superato la fase (non semplice) di integrazione in un altro paese, si può andare alla scoperta delle “perle” che si trovano all’interno di Londra.

E recentemente è stato pubblicato il libro Londra. Guida anticrisi alla città più cool (e cara) d’Europa di Enrico Rossi e Giulia Turbiglio, Rizzoli-Bur editore 2015 (curatela di Francesca Martellini). Gli autori sono due giovani urban reporters di Nuok.it, il portale dedicato ai viaggi e al lifestyle creato dalla digital strategist Alice Avallone nel 2009. Il libro si inserisce nelle guide low cost pubblicate, in questi anni, in collaborazione fra l’editore Rizzoli e Nuok.it (nel 2013, è stato pubblicato Roma Low Cost e nel 2014 New York Low Cost). Quest’anno, è stata la volta di Londra, che viene qui analizzata per chi non ha molto budget ma vuole trovare realtà interessanti nell’ospitalità, nell’enogastronomia, nella cultura, nello shopping, nel divertimento diurno e notturno. C’è anche una sezione del libro dedicata alle attività per i più piccoli (0 – 12 anni). Si tratta di una guida dal taglio fresco e ricca di indicazioni interessanti, provate personalmente dagli autori.

Se volete scoprire anche musicisti italiani emergenti, potete ascoltare London One Radio.

C’è inoltre il discorso sul fatto che gli italiani, rispetto ad altri popoli, gesticolino di più con le mani, con le braccia e con le espressioni facciali. E il regista di audiovisivi Luca Vullo, residente a Londra, è riuscito a trasformare i tipici gesti italiani in una materia di insegnamento, che attualmente insegna in tutto il mondo, soprattutto in università estere ed istituti italiani di cultura.

Anche nell’epoca dell’online, peraltro, è sempre bene continuare a vedersi dal vivo: ed è ciò di cui si occupa HeadBox.com: la start up appena creata dall’imprenditore inglese Andrew Needham, con l’idea di far incontrare business, creatività e mercato immobiliare. In sintesi, vengono messi a disposizione, per l’affitto, alcuni spazi fisici all’interno di Londra, che possono essere utilizzati in vario modo come location: si va da una sala riunioni a un set per servizi fotografici/audiovisivi, da spazi per il lancio di prodotti a luoghi per cene aziendali o private (si può affittare anche un’imbarcazione sul Tamigi). I prezzi non sono esattamente low cost, ma il business è business.

Poi, come sempre, ci sono le scoperte fatte per caso, e a quelle ci pensa la vita.