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Competenze, passione e determinazione per le discipline STEM: presentata l’edizione 2021 del progetto “Coding Girls”

Nell’immagine: alcune partecipanti alla presentazione del programma formativo Coding Girls 2021. Roma, 18 novembre 2021. Credits: Fondazione Mondo Digitale.

Neanche la pandemia è riuscita a fermare il progetto-programma di formazione Coding Girls, dedicato ad incoraggiare le adolescenti italiane ad intraprendere studi e professioni lavorative nei settori della scienza e della tecnologia.

Si tratta dell’iniziativa ideata nel 2014 dalla Fondazione Mondo Digitale (sede a Roma) e supportata dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e da Microsoft Italia. Nel corso degli anni, si sono aggiunti altri partners, come la rappresentanza diplomatica del Regno dei Paesi Bassi in Italia, Eni e Fondazione Compagnia di San Paolo.

Negli anni scorsi, ne avevo scritto qui.

L’edizione 2021 è stata presentata questa mattina a Roma al Centro Studi Americani (dal 2014 al 2019 la presentazione si è svolta all’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, nel 2020 si è svolta online), con ingresso contingentato e nel rispetto della normativa sanitaria.

Dal 2014 ad oggi, il progetto Coding Girls è cresciuto, raggiungendo sempre più scuole e sempre più studentesse in tutta Italia.

Attualmente il progetto coinvolge 15.000 studentesse in 47 città italiane e 32 partners accademici, tramite allenamenti, competizioni di coding e sessioni di orientamento alla scelta degli studi universitari.

Ma l’Italia digitale è ancora in ritardo: è quanto emerge dal recente rapporto DESI, che per capitale umano vede l’Italia con una percentuale di specialisti ICT pari al 3,6% degli occupati totali e soltanto l’1,3% di laureati in discipline STEM. In Europa, per partecipazione femminile all’economia e alla società digitale, l’Italia fa meglio solo di Romania, Bulgaria, Polonia e Ungheria.

Sostenere la parità di genere nelle discipline e nelle professioni STEM e contribuire a raggiungere gli obiettivi del decennio digitale europeo (20 milioni di specialisti nell’ICT e convergenza di genere) sono tra gli obiettivi dell’edizione 2021 di Coding Girls, patrocinata da Women20.

Dal programma nazionale sono nate declinazioni tematiche e territoriali: tramite la collaborazione con Eni e il progetto COde&FraME for Self Empowerment”, le Coding Girls possono scoprire le possibilità di sviluppo aperte dalla ricerca e dalla cultura scientifica. Nel Sud Italia, è nata una alleanza con il Consolato dei Paesi Bassi a Napoli. A Torino, una sperimentazione triennale, condotta con Fondazione Compagnia di San Paolo su 600 studentesse di 10 scuole, valuta l’impatto del programma su competenze e scelte future.

Durante la mattinata, si sono susseguiti diversi interventi, con il coordinamento della giornalista Mariapia Ebreo (Fortune Italia).

Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, ha spiegato: «Siamo felici di tornare a presentare Coding Girls in presenza. Il tema dell’empowerment femminile è tornato in alto nell’agenda politica del governo e del Parlamento, ma in Italia stiamo procedendo ancora lentamente. Vogliamo sensibilizzare voi giovani ad intraprendere studi in ambito STEM e ci rivolgiamo soprattutto alla fascia d’età tra i 16 e i 19 anni».

Maria Sofia Sessa, docente di Informatica all’IIS Leonardo da Vinci di Roma, ha sottolineato: «La didattica a distanza è stata una esperienza nuova sia per gli studenti sia per noi docenti. Già oggi ci sono molti posti di lavoro nel campo tecnologico. I giovani devono imparare a comunicare bene le proprie idee».

Christina Tomlinson, Ministro Consigliere per i Public Affairs dell’Ambasciata degli Stati Uniti, ha dichiarato: «L’empowerment femminile è rilevante per ogni Paese ed è un obiettivo del governo statunitense. Questo progetto è un work in progress ed è una sfida ambiziosa. C’è ancora molto da fare sia in Italia sia negli Stati Uniti. L’entusiasmo che metterete voi giovani è la premessa migliore per il futuro».

Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’ISTAT, ha commentato: «Il primo passo da fare è costruirsi competenze. Il secondo passo è scegliere un campo di studi che vi appassioni. Il terzo passo è avere determinazione. Nella vita, le difficoltà si incontrano sempre, e le difficoltà sono l’occasione per fare il salto. Oltre alle statistiche sull’economia, oggi l’ISTAT ha statistiche anche sui fenomeni sociali».