La chimica coinvolge sia il mondo della ricerca che quello dell’industria.
Con effetti sempre più estesi anche nel commercio internazionale.
Anche in Italia operano imprese e scienziati che lavorano sulle frontiere della chimica.
Fondata nel 1960 in Veneto, nei pressi di Vicenza, SICIT Group è stata tra le prime aziende a trasformare i residui industriali in prodotti di origine naturale ad alto valore aggiunto attraverso un modello di business ispirato all’economia circolare. Attualmente, il Gruppo è specializzato nei biostimolanti agricoli, tra cui formulazioni a base di collagene, estratti di alghe e estratti vegetali a base di moringa, nonché additivi naturali per l’industria delle costruzioni, al servizio degli operatori dei settori dell’agricoltura ed edilizia in oltre 80 paesi.
Con oltre 200 dipendenti, stabilimenti produttivi in Italia e in Cile e un nuovo impianto in fase di sviluppo in Messico, il Gruppo combina una produzione su larga scala e altamente automatizzata con laboratori di ricerca e sviluppo all’avanguardia. La sostenibilità è al centro della strategia del Gruppo, con processi fondati sull’utilizzo di energia rinnovabile, sistemi di recupero dell’acqua e princìpi di chimica verde per ridurre l’impatto ambientale.
L’azienda veneta ha appena annunciato la nomina di Franz Prieschl a Chief Commercial Officer, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sui mercati globali. Franz Prieschl porta in SICIT una esperienza internazionale maturata nel settore dell’agribusiness, con un percorso consolidato nello sviluppo del business e nella costruzione di partnership strategiche.
«Siamo lieti di accogliere Franz in SICIT – ha commentato Massimo Neresini, CEO di SICIT Group –. La sua esperienza internazionale e le sue competenze commerciali saranno fondamentali per sostenere la prossima fase di crescita del Gruppo. In un contesto di crescente espansione globale, il suo contributo sarà determinante per rafforzare il nostro posizionamento e sviluppare relazioni di lungo periodo con i clienti».
«Sono entusiasta di entrare in SICIT in una fase così dinamica del suo percorso di sviluppo – ha dichiarato Franz Prieschl –. Le solide competenze tecnologiche del Gruppo, unite a un forte impegno verso la sostenibilità e l’economia circolare, rappresentano una base ideale per un’ulteriore crescita internazionale».
In Sicilia, a Palermo, da molti anni il chimico e dirigente del Cnr Mario Pagliaro coordina un gruppo di ricerca che lavora all’innovazione della chimica, soprattutto nelle aree delle energie rinnovabili, delle nanotecnologie e della scienza dei materiali.
Tra le attività più recenti del team di ricerca di Pagliaro, c’è la pubblicazione, in forma di preprint, di uno studio che fornisce il quadro complessivo per avviare la produzione e l’esportazione di cenere vulcanica dell’Etna nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa e in quelli europei.
Questo minerale vulcanico, chiamato AetnAsh da Pagliaro e dai suoi colleghi, e le cui riserve naturali si rinnovano continuamente grazie alle eruzioni dell’Etna, è anche un fertilizzante di grande valore per un’ampia varietà di colture.
La ricerca descrive il fiorente ma in gran parte sconosciuto mercato delle ceneri vulcaniche, utilizzate in agricoltura con il nome di “sabbia” vulcanica o “farina” di basalto. Inoltre, è stato sviluppato un modello completo per la Regione Siciliana per regolamentare la produzione e l’esportazione di AetnAsh, includendo l’obbligo di un logo che indichi l’origine siciliana della cenere esportata.
Spiega il Prof. Pagliaro: «Con AetnAsh e con questo studio, la Sicilia è la prima ad avere un modello politico ed economico pronto per avviare una produzione che contribuirà alla generazione di ricchezza sul territorio locale, con consistenti benefici per tutti i paesi che importeranno e utilizzeranno AetnAsh come fertilizzante multifunzionale. Il nome AetnAsh, il logo e lo studio sono donati al governo regionale siciliano a nome della sua popolazione, a beneficio delle popolazioni in Europa e nella vasta area geografica del Medio Oriente e Nord Africa».
Firmata da Rosaria Ciriminna (Italian National Research Council), Giovanna Li Petri (Italian National Research Council), Giuseppe Angellotti (Italian National Research Council) e Mario Pagliaro (Italian National Research Council), la ricerca è disponibile qui.
Per informazioni: mario.pagliaro@cnr.it