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La cultura (e il business) della gastronomia

Al di là della mia passione per la buona cucina (smile), il mondo della gastronomia sta vivendo, in questi anni, una crescita di attenzione, sia da parte del mondo del business sia da parte del pubblico generalista.

Alcuni cuochi sono diventati delle vere e proprie celebrità (come Antonino Cannavacciuolo, per fare un esempio).

Anche alcuni cibi sono diventati più noti rispetto al passato.

È il caso dell’avocado: un frutto esotico, proveniente soprattutto dal Messico.

Negli ultimi anni, l’avocado è diventato un cibo conosciuto anche nel mondo occidentale.

E a fine giugno 2017, a Roma, aprirà il primo bar in Italia specializzato nel cibo dell’avocado, e nelle sue varianti: l’Avocado Bar.

Unire tradizione e innovazione, Made in Italy e cultura internazionale: è questo l’obiettivo di un gruppo di amici – coordinati da Francesco Santilli – che ha deciso di portare a Roma le più recenti tendenze del cibo salutare, tramite una food experience in cui l’avocado è protagonista di piatti e bevande che uniscono le proprietà benefiche del frutto con i principali elementi della dieta mediterranea.

L’avocado, infatti, è ricco di fibre e vitamine, e in città come Amsterdam, Londra, New York, ci sono già locali specializzati nella preparazione di piatti basati su questo cibo.

In Italia, oltre all’imminente inaugurazione a Roma, sono previste prossime aperture di Avocado Bar a Milano, a Napoli e a Bologna.

Via della Madonna dei Monti 103, è l’indirizzo dell’Avocado Bar a Roma, in pieno centro storico.

Oltre al servizio nel locale, è previsto anche il servizio di consegna a domicilio.

Se l’avocado è diventato un cibo “trendy”, il cous cous è invece un cibo con una tradizione culturale consolidata.

Ad esempio, da 20 anni, in Sicilia, a San Vito Lo Capo (Trapani), si svolge il Cous Cous Fest: un festival di integrazione culturale, nel quale il cibo del cous cous funge da elemento di inclusione sociale.

Di solito, il Cous Cous Fest si svolge poco dopo la fine dell’alta stagione estiva: quest’anno, si svolgerà dal 15 al 24 settembre, e sarà la ventesima edizione. Si tratta di un interessante caso di marketing territoriale e destagionalizzazione turistica.

Tra le attività del festival, c’è anche il Cous Cous Chef Contest: una sfida che mette alla prova cuochi italiani (soprattutto giovani). E sono aperte le selezioni per l’edizione 2017 del contest volto a selezionare i cuochi che gareggeranno al Campionato Italiano di Cous Cous in programma a San Vito Lo Capo il 16 e il 17 settembre.

Fino al 30 giugno 2017, gli chef possono iscriversi sul sito https://contest.couscousfest.it/caricando la propria ricetta di cous cous insieme ad una foto e a una descrizione del piatto. Sarà Sonia Peronaci, una delle food bloggers più influenti d’Italia, a presiedere la giuria tecnica che valuterà le candidature. Fra tutti i partecipanti, ne saranno selezionati sei: cinque scelti dalla giuria tecnica, e uno dagli utenti (giuria popolare) che possono votare online il loro preferito fino al 21 luglio 2017 su https://contest.couscousfest.it/. I sei chef selezionati si sfideranno sul campo a San Vito Lo Capo, preparando la propria ricetta. Chi vince questo contest entrerà a far parte della squadra italiana in gara al Campionato Mondiale di cous cous, che si svolgerà sempre all’interno del Cous Cous Fest e vedrà la partecipazione di cuochi provenienti da dieci paesi del mondo. Quest’anno, in giuria al Campionato Mondiale di cous cous, ci sarà Joe Bastianich, imprenditore italo-statunitense nel settore della ristorazione, noto in Italia grazie alla partecipazione come giudice nel talent show televisivo MasterChef Italia.

Fra le novità 2017 del Cous Cous Fest, ci sono i Celebrity Cooking: VIP e personaggi del mondo dello spettacolo cucineranno per i visitatori della rassegna, dando vita ad appuntamenti all’insegna del gusto e del divertimento. Ad esibirsi in concerto gratuito durante le serate del festival, anche Jarabe de Palo, Francesco Gabbani, Joe Bastianich and The Ramps.