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Appunti sulla finanza (tra l’Hollywood Stock Exchange e il Collapse Game)

Money

Fra i fenomeni più evidenti della globalizzazione, la finanza ha occupato un posto sempre più centrale negli ultimi vent'anni.

La tendenza a finanziarizzare l'economia ha avuto inizio con le politiche neoliberiste negli anni Ottanta: processo che ha condotto, alla fine degli anni Zero, alla più grave crisi economica dagli anni Trenta ad oggi. Il fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008 è il punto di 'arrivo' di un modo di intendere il denaro basato sull'avidità e sull'idea della scommessa come valore sano negli investimenti. Gli esiti di questa concezione del business sono sotto gli occhi di tutti da ormai un anno e mezzo. E, d'altra parte, i passaggi d'epoca vengono spesso segnati da eventi globali e traumatici.

Nel frattempo è intervenuta la politica, che opera le sue scelte in base al consenso elettorale che può ricavarne. Fra i tanti aspetti della crisi, uno dei lati più anomali è il fatto che essa non abbia contorni netti e perimetrabili. Ancor oggi, non si conosce esattamente e realmente l'ammontare dei prodotti finanziari tossici circolanti nel mondo. Come si fa a riconoscerli? Se sono troppo complicati da capire per chi li acquista e se non sono azioni, etf (fondi quotati come azioni), obbligazioni, è probabile che ci sia qualcosa da verificare molto bene.

Da circa un anno, i mercati azionari globali hanno ripreso a salire. Ma il grande rischio è che vada persa l'occasione storica di riformare la regolamentazione del mondo della finanza. Come si è ampiamente compreso, il mercato non si regola da sé nella maniera più efficiente. Il presidente americano Obama è impegnato in un epocale tentativo di arginare le speculazioni della lobby di Wall Street, che non vuole uscire da una visione rapace degli investimenti. Qualcuno potrebbe dire che la natura profonda del capitalismo sia generare profitti. Ma ci sono vari modi per generare profitti. Pensare alle conseguenze di ciò che si fa, dovrebbe valere ancor di più per chi opera nella finanza. Invece, le corporations bancarie hanno ricominciato a fare profitti come se nulla fosse successo.

L'idea di fondo della speculazione come cardine su cui impostare l'attività bancaria e finanziaria ha già prodotto molti danni nell'economia reale. Economia reale (occupazione) che non si sta riprendendo con la stessa velocità e con lo stesso vigore dell'industria finanziaria. Gli effetti della crisi sulle persone si stanno manifestando in varie maniere, e in Italia in forme subdole. E' sempre più necessario un vero cambio di visione nei rapporti tra capitalismo e società.

In questo momento, nessuno ha interesse ad un nuovo profondo calo degli indici di Borsa a livello mondiale. Ma si va avanti navigando a vista. Le crisi di Dubai, nel novembre 2009, e della Grecia, nel gennaio-febbraio 2010, sono state circoscritte abbastanza velocemente dai mercati, ma sono capitoli del più vasto "libro" della crisi del credito. In merito, si può leggere questa analisi di Loretta Napoleoni.

I mercati finanziari hanno sempre avuto una componente fisiologica di speculazione, che negli ultimi anni ha superato i livelli di guardia, generando idee dannose (o se non altro strampalate). Potrebbe sembrare una notizia curiosa, eppure esiste l'Hollywood Stock Exchange: è un mercato azionario dell'intrattenimento, dove è possibile comprare e vendere azioni virtuali di film e attori tramite una valuta denominata "Hollywood Dollar". Dopo aver creato il proprio portafoglio, si può vedere il valore delle azioni salire o scendere in base all'andamento del film. E ancora, come riporta il Sole24Ore.com, è arrivato il Monopoly per speculatori: è un gioco da tavolo dal nome Monopoly Deal, e fra le regole sono contemplate anche operazioni speculative che possono mandare sul lastrico i concorrenti. Senza dimenticare che era soltanto questione di tempo per l'arrivo del gioco da tavolo commemorativo della crisi finanziaria: Collapse. Attraverso cinquantaquattro mattoncini, è possibile ricostruire e ricordare i fattori che hanno contribuito al collasso del sistema finanziario globale: dopo aver disposto tutti i pezzi in un determinato modo, infatti, la struttura costruita sul tavolo crolla. Per cronaca, il gioco è acquistabile online per 29.95 dollari (praticamente nulla in confronto all'enorme quantità di denaro bruciata dai "maghi della finanza").

Per comprendere, inoltre, la generazione di speculatori 2.0 che si sta formando/si è formata, può essere utile leggere questo articolo di David Segal sul NewYorkTimes.com. Non sembrano essere passati i tempi di Wall Street, il film del 1987 dove Michael Douglas interpretava il ruolo di un avido finanziere interessato soltanto a guadagnare molto e subito. Oliver Stone ha firmato la regia di quel film, ed è lo stesso regista che ha diretto Wall Street: il denaro non dorme mai, il sequel girato dopo il crac Lehman del 2008, in uscita a settembre 2010 in tutto il mondo. Stavolta, il personaggio di Gordon Gekko (il cinico finanziere interpretato ancora da Michael Douglas) sembra sulla via della redenzione.

E di una vera e propria redenzione avrebbe bisogno il mondo degli affari, all'insegna ad esempio della finanza democratica: concetto e pratica introdotti in Italia da Francesco Carlà alla fine degli anni Novanta. In estrema sintesi, finanza democratica significa rispetto delle regole, utilizzo di internet per informarsi in profondità sui propri investimenti e semplicità nella gestione del portafoglio.

In un esperimento effettuato nel 1999 alla Stanford University dai professori Baba Shiv e Alexander Fedorikhin, venne chiesto ad un gruppo di studenti di memorizzare una cifra a due numeri e ad un altro gruppo di studenti di memorizzare una cifra a sette numeri. In seguito, i professori chiesero agli studenti cosa preferissero tra un frutto e una porzione di torta al cioccolato. Gran parte del gruppo di studenti che aveva dovuto memorizzare la cifra a sette numeri, scelse la torta al cioccolato, più ricca di calorie e più compless
a da digerire, mentre gli studenti che avevano dovuto memorizzare la cifra a due numeri optarono per il più salutare frutto. L'ipotesi dedotta fu che lo sforzo cognitivo necessario per processare informazioni complesse potesse distogliere il cervello dal prendere una decisione razionale. In finanza, e in varie circostanze di vita, le strategie semplici sono molto spesso le più utili. Dove semplicità non significa banalità, ma capacità di andare all'essenza delle situazioni.

E chi riuscirà a creare innovazioni che possano realmente migliorare la vita delle persone, avrà colto lo spirito del tempo e avrà contribuito a creare ricchezza e felicità.